Lavoro 16 Novembre 2018

Anche gli infermieri festeggiano i 40 anni del SSN. Mangiacavalli (FNOPI): «Siamo l’ossatura del Sistema. Occorre rivedere competenze»

La presidente della Federazione Nazionale delle Professioni Infermieristiche al compleanno del Sistema Sanitario Nazionale: «Siamo cresciuti insieme, ma adesso dobbiamo ragionare su bisogno di territorialità, domiciliarità e prossimità»

Immagine articolo

Ci sono 40 candeline sulla torta del Sistema Sanitario Nazionale. A soffiarle, tutti i protagonisti della sanità italiana, riuniti per l’occasione al Grand Hotel Plaza di Roma. Ognuno ha portato con sé il proprio bagaglio di esperienze, di proposte, di richieste, di dubbi e paure per il futuro. Ognuno ha guardato al ruolo ricoperto dalla propria categoria nei 40 anni passati, auspicando miglioramenti e progressi dell’intero Sistema per i 40 anni che verranno. Tra questi, anche gli infermieri, il 40% (numero ricorrente) del capitale umano del SSN, rappresentati da Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI (Federazione Nazionale delle Professioni Infermieristiche).

LEGGI ANCHE: 40 ANNI SSN, FILIPPO ANELLI (FNOMCeO): «MEDICI HANNO SEMPRE GARANTITO DIRITTO ALLA SALUTE. ORA PERO’ GOVERNO INTERVENGA PER SCONGIURARE SCIOPERO»

Presidente Mangiacavalli, si festeggiano i 40 anni del Sistema Sanitario Nazionale. Se dovesse fare una sintesi di quella che è stata la funzione dell’infermiere in questi 40 anni, quale sarebbe?

«Gli infermieri hanno accompagnato sin dalla nascita questo Servizio Sanitario Nazionale, con cui sono quindi cresciuti. Cresciuti in termini numerici, di formazione, di competenza, di visibilità e di contributo ai risultati di salute del nostro Paese. La nostra sanità, tra mille difficoltà, continua a confermarsi ai primi posti mondiali, e questo non è un caso, ma il risultato del lavoro di tutte le professioni che sono dentro al SSN. Abbiamo scelto un Sistema Sanitario universalistico, in cui gli infermieri credono e intendono continuare a lavorare, affinché possa rispondere in maniera sempre più coerente ai bisogni dei cittadini, che sono profondamente mutati. E poi rappresentiamo l’ossatura del SSN, perché gli infermieri ne sono il 40% del capitale umano. Siamo presenti in tutti i livelli, nella clinica e nell’assistenza, ma anche ai livelli organizzativi e gestionali che sono sempre più rilevanti. Sono risultati, questi, che da soli testimoniano quanto gli infermieri siano cresciuti e abbiano fatto crescere il Servizio Sanitario Nazionale».

Lei parla di ossatura, ma pensa che l’infermiere debba avere un ruolo ancor più centrale nei confronti delle istituzioni, della politica ma anche dell’opinione pubblica?

«Indubbiamente sì, anche perché gli infermieri in questi ultimi 20 anni sono stati capaci di interrogarsi e di rivedersi profondamente. Il ruolo che avevano gli infermieri quando è nato il SSN non è il ruolo che hanno oggi, e ancora non hanno il ruolo che potrebbero avere, perché la potenzialità degli infermieri è enorme per il nostro sistema salute e per i nostri cittadini. Ormai da 20 anni abbiamo infermieri laureati e che seguono percorsi formativi universitari sempre più importanti e strutturati. Anche per questo occorrerebbe rivedere il mix di competenze per fare in modo che il cittadino abbia sempre medici, infermieri e altri professionisti eccellenti nel prendersi cura e prendersi in carico i suoi bisogni. Bisogni che, tra l’altro, sono sempre più complessi e quindi difficili da connotare rispetto ad un’unica professione».

Quale sarà il futuro dell’infermiere?

«L’infermiere accompagnerà il futuro del SSN e i bisogni di salute dei cittadini. Oggi già sappiamo che cosa succederà tra 10 o 20 anni. Non possiamo nascondere che viviamo in un Paese più vecchio, più solo e più povero. Questi sono elementi che devono far riflettere, anche da un punto di vista etico e deontologico, tutti i professionisti e le rappresentanze professionali che operano in questo Paese. Dobbiamo ragionare sui bisogni che avranno il nostro Paese e i nostri cittadini: abbiamo bisogno di territorialità, di domiciliarità, di prossimità, e questi sono campi di sviluppo importantissimi per la nostra professione. Sono campi dove gli infermieri hanno un vantaggio di competenze assoluto rispetto ad altri, perché gli infermieri sono nati per prendersi cura delle persone e dei loro bisogni di salute. Dove c’è un bisogno di salute, c’è un infermiere».

LEGGI ANCHE: INFERMIERE DI FAMIGLIA, MANGIACAVALLI (FNOPI): «PERCORSO FORMATIVO GIA’ ATTIVO. MANCA INCARDINARE QUESTO RUOLO NEL SSN»

Articoli correlati
ECM, anche gli infermieri in azione per chiudere al meglio il triennio
Attraverso la Rete nazionale dei referenti degli Ordini provinciali degli infermieri per l’Ecm, gli infermieri puntano a terminare il triennio con i crediti formativi in regola. L'intervista a Pierpaolo Pateri, presidente OPI Cagliari e componenti della Commissione Nazionale per la Formazione continua
Sanità digitale, alleanza ingegneri clinici-infermieri: firmato protocollo per garantire qualità e sicurezza
Lorenzo Leogrande (AIIC) e Barbara Mangiacavalli (FNOPI) hanno firmato a Catanzaro un documento comune tra ingegneri clinici e professioni infermieristiche per assicurare ai cittadini, ai pazienti e al Servizio Sanitario Nazionale un monitoraggio reale e di qualità su App e device di ultima generazione
“La sanità non funziona senza infermieri”, campagna FNOPI per celebrare la Giornata internazionale degli infermieri
Decine gli eventi in tutta Italia il 12 maggio. «Intendiamo comunicare correttamente ciò che siamo e che rappresentiamo nella realtà di tutti i giorni agli occhi dei cittadini», spiega la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli. Le immagini raccolte pubblicate sui canali web e social della Federazione danno conto di numerose attività professionali che attualmente vedono gli infermieri protagonisti anche in contesti insoliti
Infermieri, «No al demansionamento». La protesta di Nursing Up approda in Regione Lazio
La protesta continua venerdì 10 maggio tra flashmob e infopoint infermieristici con attività dedicate in tutte le Regioni
Contratto, Nursing Up: «Regioni ed Aran non perdano tempo, gli infermieri non possono aspettare ancora la revisione dell’ordinamento professionale»
Proseguono i lavori della Commissione paritetica sull’ordinamento professionale, prevista dall’articolo 12 del Ccnl 21 maggio 2018 del Comparto Sanità e composta dai sindacati firmatari del contratto, dalle Regioni e dall’Aran. «La riunione è stata caratterizzata dall’esposizione dei dati sulla distribuzione del personale divise per fasce economiche, ad opera di Antonio Cascio, Comitato di Settore Regioni–Sanità, […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

ECM, finisce a Striscia la Notizia il caso dei medici non in regola. FNOMCeO: «Dal 2020 sanzioni per chi non sarà in regola»

Anche la popolare trasmissione di Canale 5 punta i riflettori sul caso dei tanti medici che non rispettano l’obbligo di legge sull’aggiornamento continuo in medicina. Gerry Scotti: “Pazienti pre...
Formazione

Obbligo ECM, Rosset (OMCeO Aosta): «La formazione tutela la salute pubblica. Con sentenza si esce dall’ambiguità»

«Il rispetto della formazione, la tutela della salute e l’obbligo di rispondere a quanto viene dettato dal legislatore, quindi a osservare la legge, sono cose assolutamente imprescindibili e che re...
di Giovanni Cedrone e Diana Romersi
Salute

Guarire dalla balbuzie si può: Chiara Comastri, psicologa ed ex balbuziente, ci spiega come agisce il metodo Psicodizione

Da balbuziente ad esperta di linguaggio: la psicologa Chiara Comastri si racconta a Sanità Informazione e rivela: «Con un approccio di tipo cognitivo comportamentale e un percorso preciso si possono...