Lavoro 16 dicembre 2014

CIMO progetta “il nuovo medico” per la riforma della professione

Intervista esclusiva a Riccardo Cassi, presidente dei Medici Ospedalieri. Già nella “Alleanza medica” parte ora l’impegno sui turni massacranti di lavoro

Immagine articolo

Rischia di assottigliarsi sempre più, oggi, quella linea sottile che separa il medico dalle maglie ingarbugliate della burocrazia. Ridefinirne la figura professionale, per rilanciarla e darle nuova linfa nel complesso panorama della sanità italiana, dev’essere ben più che un mantra: un vero e proprio imperativo categorico.

Ma come conciliare la crescente esigenza di autonomia, soprattutto in fase diagnostica e terapeutica, con l’obbligo di ottemperare alle sempre più minuziose disposizioni della P.A.? A queste domande CIMO, la sigla che rappresenta i medici ospedalieri, tenta di dare – attraverso iniziative concrete – delle risposte soddisfacenti. Tra le questioni più calde, anche il problema dei turni di lavoro, spesso massacranti. Alla luce delle pronunce dell’Unione europea sul tema, l’Italia dovrà procedere al più presto ad una riorganizzazione degli orari lavorativi, per non incorrere in sanzioni, mentre già piovono ricorsi da parte dei camici bianchi (come emerge dalla nota congiunta diramata, proprio nelle ultime ore, da CIMO e Consulcesi). Sanità Informazione ha intervistato, proprio su questi punti, il presidente CIMO, Riccardo Cassi.

CIMO è una realtà da sempre accanto ai professionisti del settore. In quali modi si esplica, oggi, questo supporto?

Da tempo siamo impegnati nel rilancio della professione medica. Le riforme attuate alla fine degli anni ’90 hanno esasperato gli aspetti dirigenziali e gestionali del nostro settore, generando una crisi nella definizione della figura del medico oggi. La missione della nostra campagna è, appunto, rilanciare la figura del professionista che tutela la salute dei cittadini e che, anche attraverso un aggiornamento continuo, cerca sempre di dare il meglio secondo “scienza e coscienza”, come insegna il codice deontologico.

Promuovete, quindi, anche iniziative orientate allo sviluppo della professione?

Sì, in quest’ottica ci siamo accostati ad alcune categorie di medici con cui non c’era ancora stato confronto, per coinvolgere tutte le associazioni dei medici dipendenti. Ho trovato molta sintonia con Giacomo Milillo (FIMMG) e con altre realtà, come quella degli specialisti ambulatoriali, dei pediatri, anestesisti e ginecologi,  e con i medici dirigenti di FESMED, entrati a far parte della nostra “Alleanza per la professione medica”, cui ad ottobre abbiamo dato vita. Successivamente, hanno aderito anche i medici dell’ospedalità privata e i dentisti. Abbiamo presentato le nostre proposte al ministro Lorenzin – che ci ha ricevuto di recente – anche con riferimento al Patto per la Salute. Speriamo di ottenere buoni risultati, non solo per la categoria ma per i cittadini tutti, che usufruiscono dei nostri servizi.

In questo contesto si inserisce anche il problema dei turni di lavoro massacranti per i medici. Un tema seguito con attenzione da parte delle istituzioni europee a cui l’Italia deve rispondere.

Sì, il rispetto dei turni dell’orario di lavoro è diventato ineludibile dopo l’ingiunzione dell’ Ue. E’ una questione molto delicata, su cui vorremmo ritagliare anche delle norme ad hoc che tengano conto delle peculiarità della nostra professione. Purtroppo Governo e Regioni sono sempre state piuttosto sorde ai nostri appelli, ma al tempo stesso noi dobbiamo tutelare i nostri iscritti. Per questo abbiamo sottoscritto una convenzione con Consulcesi per dar modo ai nostri medici di rivolgersi a chi ha una vasta esperienza sul campo, e ottenere le risposte di cui hanno bisogno. E’ un’opportunità, oltre che per riconoscere il diritto dei singoli, per spingere le istituzioni a sedersi a un tavolo e contrattare l’organizzazione del lavoro con i sindacati medici. Un medico stanco è un medico che rischia di più, e la posta in gioco è la salute dei cittadini.

E Consulcesi mette a disposizione, per ulteriori informazioni, il numero verde 800.189.091 e il sito www.consulcesi.it

Articoli correlati
Numero Chiuso in Medicina, Consulcesi: «Affidato a ‘dottori in legge’ compito di curare l’Italia che invecchia senza assistenza sanitaria»
Il network legale leader nella tutela dei medici e di chi aspira a diventarlo: «Finalmente la politica ha ammesso che il test non è uno strumento idoneo alla selezione dei futuri medici. Solo quest’anno ci sono arrivate oltre tremila segnalazioni da parte degli studenti che si sono rivolti a noi per intraprendere ricorso»
Rinnovo del contratto e difesa della sanità pubblica, i medici scendono in piazza. Sit in a Montecitorio: «Così il SSN muore»
Il ministro Grillo: «Contratto stipulato da precedente Governo che non ha previsto le dovute coperture». La reazione di Fp Cgil: «Inaccettabile che il Ministro non sappia che il contratto della dirigenza medica non sia stato rinnovato col passato Governo». Prima dello sciopero del 9 novembre, nuova audizione dei sindacati alla Camera
Ue: Blockchain è soluzione giusta per sicurezza e trasparenza in sanità e per la filiera del farmaco
Il messaggio degli esponenti del Parlamento Europeo e della Commissione, in occasione della presentazione a Bruxelles del libro “Crypto-Revelation” di Andrea e Massimo Tortorella
Contratto medici: quei numeri delle Regioni che non tornano
CIMO esprime piena soddisfazione per la rottura delle trattative sul contratto della dirigenza medica in ARAN e l’apertura dello stato di agitazione comunicato insieme alle altre organizzazioni sindacali. Sottolinea, inoltre, che una delle principali ragioni che impedisce il rinnovo del contratto è strettamente legata agli accantonamenti che le regioni avrebbero dovuto sostenere, e che pare […]
di Guido Quici - Presidente Nazionale CIMO
Contratto medici, l’Intersindacale annuncia lo stop alle trattative e lo stato d’agitazione: a ottobre scioperi e manifestazioni
Oltre al mancato finanziamento del contratto della categoria, sono le notizie (non buone) che arrivano dal Governo per il Def ed il momento critico per il SSN, «che rischia di inabissarsi» ad aver portato i sindacati sulla strada della protesta. L'annuncio del Ministro Grillo: «Per il 2019 il Fondo Sanitario Nazionale sarà incrementato di un miliardo»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila
Lavoro

Allarme chirurghi, Marini (Acoi): «Specialità scelta solo da 90 giovani. Siamo tra i migliori al mondo, appello alle istituzioni»

Il messaggio lanciato da Sic e Acoi riunite in congresso: «Sostenete la chirurgia italiana che, nonostante tutto, c’è ed è forte. Contenzioso medico-legale e stipendi tra i peggiori in Europa dis...