Lavoro 21 settembre 2018

Carenza infermieri, la proposta FNOPO: «Restituiamo a sole ostetriche la cura delle donne nelle aree materno-infantili»

La strategia della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica punta alla razionalizzazione delle risorse umane in sanità e all’utilizzo “appropriato” dei professionisti sanitari. «L’ostetrica può offrire da sola l’80% delle cure ostetriche, come certificato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità»

La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica scende in campo e propone una possibile soluzione alla carenza di professionisti sanitari nel Sistema Sanitario Nazionale. Nelle strutture dell’area materno infantile, quali le Unità operative di ostetricia e ginecologia, gli ambulatori ostetrico-ginecologici e i consultori dei servizi di Gravidanza medicalmente assistita e oncofertilità, la cura delle donne potrebbe essere affidata esclusivamente alle ostetriche. In questo modo, gli infermieri “liberati” dal carico di lavoro, potrebbero essere meglio utilizzati in altri setting ospedalieri e territoriali. «Azioni replicabili negli ambiti di intervento specifici della professione ostetrica», sottolineano le rappresentanti delle 22mila ostetriche italiane.

La FNOPO vuole ricordare come sia possibile un ampliamento delle cure ostetriche alla popolazione femminile, con costi contenuti e sostenibili per il Servizio pubblico. Una attuazione del tutto fattibile, ovvero ricorrendo in modo appropriato alle prestazioni della professionista ostetrica che per legge, grazie al corso di studi e al riconoscimento delle sue competenze in Europa e in Italia (vedi anche ultimo D.Lgs 15/2016), da sola può offrire l’80% delle cure ostetriche, come certificato dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità.

Una strategia, quella proposta dalla FNOPO, che punta alla «razionalizzazione delle risorse umane in sanità» e all’«utilizzo “appropriato” dei professionisti sanitari, come per tutte le altre risorse». Inoltre, al fine di contribuire alla gestione delle criticità legate alla “carenza infermieristica”, la FNOPO ha attivato in alcune Regioni campione un’indagine per quantificare il contingente infermieristico attualmente impegnato nelle strutture dell’area materno-infantile.

La Federazione ricorda poi come «l’adozione su larga scala di alcuni modelli come quello di “Ostetrica di famiglia e di comunità” e il ricorso mono professionale nei diversi ambiti di assistenza materna (Punti nascita, Pronto soccorsi ostetrico ginecologici, comprese le reti STAM/STEN, consultori familiari e Case della salute per la donna e bambino) renderebbe il SSN più efficace, oltre che efficiente».

«È evidente a tutti come siano giunti ormai i tempi per interventi lungimiranti, improntati sulla difesa e tutela della salute di tutti i cittadini e basati sui loro effettivi bisogni. Per tale motivo – continuano i vertici FNOPO – auspichiamo che il decreto di urgenza del quale ha parlato la ministra Giulia Grillo e sul quale si sta lavorando, si basi su interventi strutturali, come l’implementazione delle risorse umane che potranno migliorare la qualità dell’assistenza e della cura offerte e, contemporaneamente restituire una migliore qualità alle condizioni di lavoro».

LEGGI ANCHE: LA CARENZA DI INFERMIERI REGIONE PER REGIONE NEL SSN. FNOPI: «CORRERE AI RIPARI»

 

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