Lavoro e Professioni 3 Maggio 2024 11:34

Giornata Internazionale delle Ostetriche: “Una soluzione vitale anche per il clima”

Vaccari (FNOPO): “La continuità dell’assistenza ostetrica porta a risultati ottimali e sicuri utilizzando meno risorse, con conseguente minore spreco sia da un punto di vista medico, che dell’impronta ecologica generata”
Giornata Internazionale delle Ostetriche: “Una soluzione vitale anche per il clima”

Dall’home visiting, che consente all’Ostetrica/o di osservare la donna nel suo contesto familiare ed assicura la continuità delle cure ospedale-territorio, alla promozione dell’allattamento al seno che evita la produzione di rifiuti, come gli imballaggi del latte artificiale. Sono solo due esempi di quanto la professione sanitaria dell’Ostetrica/o possa contribuire all’abbattimento delle emissioni inquinanti. Il cambiamento climatico è la più grande sfida sanitaria del nostro tempo ed è per questo che le Ostetriche di tutto il mondo, riunite nella Confederazione Internazionale delle Ostetriche (ICM) hanno deciso di dedicare la Giornata internazionale delle Ostetriche, che dal 1992 si celebra il 5 maggio di ogni anno, proprio a questo tema. “Ostetriche: una soluzione vitale per il clima” è, infatti, lo slogan IDM (International Day of the Midwife) del 2024.

A livello globale, i servizi sanitari emettono circa il 5% dei gas serra. Tuttavia, l’ICM riconosce che le Ostetriche/i rappresentano una soluzione vitale per adattare i sistemi sanitari ai cambiamenti climatici e ridurre le emissioni di carbonio in generale. “Le prove dimostrano che la continuità dell’assistenza ostetrica porta a risultati ottimali e sicuri utilizzando meno risorse, con conseguente minore spreco sia da un punto di vista medico, che dell’impronta ecologica generata”, spiega la Presidente della FNOPO, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica, Silvia Vaccari.

“Offrendo continuità delle cure nelle comunità, le Ostetriche riducono la necessità di spostamenti evitabili verso le strutture sanitarie, diminuendo così l’impronta di carbonio. Inoltre, tale continuità delle cure ostetriche consente alle madri di soddisfare i bisogni dei loro bimbi, spesso prolungando il periodo di allattamento al seno e diminuendo la produzione di rifiuti correlata all’utilizzo di latte artificiale – continua la Presidente Vaccari -. L’impegno delle Ostetriche non si limita alla prevenzione, all’assistenza della donna in gravidanza o nel periodo post-natale. I cambiamenti climatici, in primis le ondate di caldo, infatti, hanno un impatto importante sulla salute di donne e bambini. Salute della quale l’Ostetrica/o è in grado di prendersi cura e di tutelare, in virtù della sua specifica preparazione professionale”.

Il tutto adottando un modello assistenziale rispettoso dell’ambiente. “È innegabile, dunque, che le Ostetriche/i rappresentino una soluzione vitale alla problematica correlata al clima e al suo cambiamento. Per questo, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale dell’ostetrica, la FNOPO, congiuntamente alla ICM, chiede investimenti, risorse, autonomia e un posto in ogni tavolo decisionale per includere la continuità dell’assistenza ostetrica come pietra angolare della pianificazione del sistema sanitario per la resilienza climatica”, conclude la Presidente della FNOPO.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

Malattie rare, dalla rete nazionale all’Europa: le sfide ancora aperte per diagnosi e cure

L’attuazione del Piano nazionale malattie rare procede, ma restano criticità su diagnosi precoce, accesso ai farmaci orfani e uniformità dei percorsi assistenziali. Il punto di Ann...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Giornata Mondiale del Malato: “Il prendersi cura sia responsabilità condivisa”

Il messaggio di Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato richiama la parabola del Buon Samaritano come chiave per leggere la cura oggi. Un invito alla compassione che diventa responsab...
di Isabella Faggiano
Advocacy e Associazioni

Fibromialgia nei LEA, FIRA: “Un passo avanti, ma resta cruciale migliorare la diagnosi”

L’inserimento della fibromialgia nei LEA rappresenta un primo riconoscimento istituzionale per i pazienti, ma resta cruciale migliorare diagnosi, percorsi di cura e personalizzazione terapeutica
di I.F.
Pandemie

Long Covid e cervello: il ruolo dell’infezione nelle complicanze neurologiche e psicologiche

Una collaborazione tra il Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell’Università Statale di Milano e università internazionali come Yale, University of California e University o...
di Viviana Franzellitti