Sei centenari nel 2024 e una probabilità di raggiungere i 100 anni molto superiore alla media italiana e statunitense. I ricercatori indagano i possibili fattori.
Un piccolo paese della Sardegna potrebbe offrire nuovi elementi per comprendere i fattori associati a una longevità eccezionale. Uno studio pubblicato su Frontiers in Aging ha analizzato i dati demografici di Bolotana, comune di circa 2.300 abitanti, rilevando una particolare sopravvivenza tra gli anziani e soprattutto tra le donne. Secondo le stime dei ricercatori, il 13,8% delle donne che arrivano a 70 anni nel paese raggiunge anche i 100 anni, contro circa il 3,5% delle donne italiane e il 3,6% di quelle statunitensi. Il dato indica una probabilità quasi quattro volte superiore rispetto agli Stati Uniti.
La ricerca è stata realizzata anche con la collaborazione di S. Jay Olshansky, professore emerito di epidemiologia alla School of Public Health dell’Università dell’Illinois di Chicago. Gli autori ipotizzano che Bolotana possa essere considerata una nuova possibile “zona blu”, cioè una comunità caratterizzata da livelli di longevità insolitamente elevati.
Per verificare la particolare longevità di Bolotana, i ricercatori hanno analizzato due indicatori: l’aspettativa di vita a partire dai 70 anni e la probabilità di arrivare al secolo di vita dopo aver raggiunto quella soglia. L’interesse per il paese era nato anche dalla presenza di un numero insolitamente elevato di centenari. Nel 2024, secondo le stime dello studio, Bolotana ospitava sei persone di almeno 100 anni, una prevalenza circa undici volte superiore a quella osservata negli Stati Uniti.
Un elemento considerato particolarmente importante è la disponibilità di una documentazione storica molto ampia. I ricercatori hanno utilizzato registri comunali, documenti anagrafici e archivi parrocchiali per ricostruire le storie individuali dei residenti. Certificati di nascita, morte e battesimo sono stati confrontati tra loro per verificare l’età delle persone e ridurre il rischio di errori. Questa documentazione, secondo Olshansky, permette di validare in maniera indipendente l’età dei centenari e rappresenta uno dei punti di forza dell’analisi. Complessivamente sono stati identificati 38 centenari tra le 3.060 persone nate a Bolotana tra il 1900 e il 1925.
La Sardegna è già da tempo studiata per la presenza di popolazioni caratterizzate da una sopravvivenza particolarmente elevata. La prima “zona blu” identificata sull’isola, oltre vent’anni fa, era stata associata soprattutto alla longevità maschile. Bolotana sembra invece presentare un profilo differente, con risultati particolarmente marcati tra le donne.
Le residenti che raggiungono i 70 anni presentano infatti una probabilità di arrivare a 100 anni nettamente superiore rispetto ai valori osservati in Italia e negli Stati Uniti. Secondo i ricercatori, questo elemento rende il paese particolarmente interessante anche nel confronto internazionale. In generale, le donne vivono più a lungo degli uomini nella maggior parte delle popolazioni, ma la Sardegna ha mostrato storicamente alcune caratteristiche differenti. Proprio l’eccezionale sopravvivenza femminile osservata a Bolotana potrebbe quindi rappresentare un caso utile per approfondire i meccanismi che contribuiscono alla longevità.
L’accuratezza della documentazione storica assume inoltre un’importanza particolare alla luce delle recenti discussioni sulla possibilità che alcuni casi di longevità estrema siano stati influenzati da errori nella registrazione delle età. La presenza di fonti indipendenti consente in questo caso di effettuare verifiche incrociate.
Lo studio identifica il fenomeno ma non stabilisce quali siano le cause della particolare longevità osservata a Bolotana. Il paese presenta tuttavia alcune caratteristiche che, secondo i ricercatori, meritano di essere approfondite. Una di queste riguarda l’attività fisica quotidiana: il centro abitato è caratterizzato da strade ripide e collinari e gli spostamenti a piedi fanno parte della vita quotidiana degli abitanti.
Anche l’alimentazione potrebbe avere un ruolo. Una parte consistente degli alimenti viene prodotta localmente e tra le abitudini della comunità rientra il consumo di olio d’oliva, fonte di grassi insaturi. Non si tratta però di elementi sufficienti, da soli, a spiegare la sopravvivenza eccezionale osservata nello studio.
Un altro possibile fattore riguarda i rapporti sociali. Le famiglie tendono a vivere vicine e la struttura della comunità sembra favorire una presenza costante di relazioni familiari e di vicinato. Secondo i ricercatori, l’isolamento sociale appare meno frequente rispetto a contesti nei quali le persone anziane vivono più frequentemente sole.
L’ipotesi è quindi quella di un effetto combinato di diversi fattori: attività fisica, alimentazione, ambiente, sostegno familiare, relazioni sociali e caratteristiche genetiche potrebbero concorrere alla longevità osservata. Lo studio non consente ancora di stabilire il peso specifico di ciascuno di questi elementi.
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