One Health 5 Ottobre 2026 14:35

Il contatto con la natura fa bene a pressione, ansia e stress

In Italia Accademia Italiana di Biofilia e Società Italiana di Medicina Ambientale lanciano "Nature Prescriptions Italy": l'obiettivo è passare dal consiglio generico di stare all'aperto a un modello strutturato di prescrizione.

di Redazione
Il contatto con la natura fa bene a pressione, ansia e stress

Non più soltanto “stare di più nella natura”, ma trasformare il contatto con gli ambienti naturali in uno strumento strutturato di prevenzione. È la sfida di “Nature Prescriptions Italy”, il progetto lanciato dall’Accademia Italiana di Biofilia (AIB) in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). L’idea delle nature prescriptions nasce dalla crescente attenzione della ricerca agli effetti che il contatto con la natura può avere sulla salute fisica e psicologica. Una revisione sistematica con meta-analisi ha rilevato, nei programmi di prescrizione della natura, una riduzione della pressione arteriosa sistolica di circa 4,9 mmHg e di quella diastolica di circa 3,6 mmHg, insieme amiglioramenti dei sintomi di depressione e ansia e a un aumento dell’attività fisica. Il concetto è semplice: un professionista sanitario può indicare alla persona di trascorrere una determinata quantità di tempo in un ambiente naturale, attraverso attività e modalità definite. La “prescrizione” può quindi diventare parte di un percorso di prevenzione e promozione della salute.

Dalla passeggiata alla prescrizione

La differenza rispetto al semplice consiglio di uscire all’aria aperta sta proprio nella strutturazione dell’intervento. Le nature prescriptions vengono generalmente definite attraverso elementi come il luogo, l’attività da svolgere, la frequenza e la durata dell’esposizione. Non si tratta necessariamente di escursioni o attività impegnative: può essere sufficiente individuare un ambiente naturale accessibile e un’attività sostenibile per la persona. “Dire semplicemente alle persone di trascorrere più tempo nella natura non basta”, afferma Rita White, presidente dell’Accademia Italiana di Biofilia. “La sfida è trasformare una base scientifica sempre più solida in uno strumento concreto di prevenzione, mettendo i professionisti sanitari nelle condizioni di utilizzarlo in modo consapevole e strutturato”. Il passaggio che il progetto italiano intende favorire è quindi quello dalla raccomandazione alla prescrizione, con criteri, formazione e strumenti che consentano di valutare l’intervento.

Pressione arteriosa, depressione e ansia

Le evidenze disponibili stanno aumentando. La revisione pubblicata su The Lancet Planetary Health ha analizzato gli studi disponibili sui programmi di nature prescriptions e ha rilevato benefici soprattutto sul versante cardiometabolico e della salute mentale. Gli effetti più consistenti riguardano la pressione arteriosa, i sintomi depressivi e quelli ansiosi. I programmi hanno inoltre prodotto un aumento dei passi quotidiani, mentre non è emerso un miglioramento altrettanto chiaro del tempo trascorso in attività fisica di intensità moderata o vigorosa. La ricerca invita però anche alla prudenza: molti degli studi analizzati presentavano limiti metodologici, tra cui campioni ridotti, impossibilità di effettuare un vero accecamento dell’intervento e rischio di bias. Per questo gli autori sottolineano la necessità di ulteriori studi e di programmi meglio strutturati.

Anche umore e stress

Accanto agli esiti clinici misurati negli studi, le esperienze internazionali mostrano risultati incoraggianti sul benessere percepito. Nel programma Nature Rx di Cornell Health, per esempio, tra gli studenti che hanno ricevuto una prescrizione di natura nell’anno accademico 2024-2025, l’88% ha riferito un miglioramento dell’umore e l’85% una riduzione dello stress dopo aver trascorso tempo nella natura. Sono dati che aiutano a comprendere perché il modello stia trovando spazio anche al di fuori dei tradizionali percorsi sanitari.

il possibile valore sociale ed economico

Il comunicato di AIB e SIMA richiama anche le valutazioni economiche effettuate a livello internazionale, secondo cui i programmi di contatto con la natura possono generare un valore sociale superiore all’investimento iniziale. In particolare, viene indicato un valore sociale fino al 510% dell’investimento, equivalente a circa 5,10 euro di valore sociale per ogni euro investito. Si tratta, tuttavia, di stime internazionali che non possono essere automaticamente tradotte in un risparmio equivalente per il Servizio sanitario nazionale italiano. Il dato va quindi letto come una valutazione del possibile valore sociale ed economico di questi interventi, non come una previsione di risparmio per il Ssn.

una formazione per i professionisti sanitari

Per trasformare il principio in pratica, AIB sta sviluppando una piattaforma formativa rivolta a medici, psicologi e altri professionisti sanitari. L’obiettivo è fornire conoscenze scientifiche e strumenti per comprendere criteri, modalità e possibili ambiti di applicazione delle nature prescriptions. “La sfida è trasformare una base scientifica sempre più solida in uno strumento concreto di prevenzione”, ribadisce White. “Con Nature Prescriptions Italy vogliamo contribuire a costruire questo passaggio anche in Italia: dalla raccomandazione alla prescrizione, dalla conoscenza all’azione”.

una nuova frontiera della prevenzione?

Il tema si inserisce in una concezione sempre più ampia della prevenzione, nella quale la salute non viene considerata soltanto come assenza di malattia, ma anche come risultato delle condizioni ambientali e sociali nelle quali le persone vivono. La ricerca sulle nature prescriptions è ancora in evoluzione. Le evidenze disponibili indicano benefici promettenti, ma non autorizzano a considerare il contatto con la natura come una terapia sostitutiva delle cure convenzionali. La prospettiva è piuttosto quella di un intervento complementare di promozione della salute, potenzialmente integrabile nei percorsi sanitari e sociali. Il progetto italiano parte proprio da qui: provare a dare una forma concreta a qualcosa che spesso viene indicato come semplice consiglio di buon senso. Non soltanto “vai all’aperto”, dunque, ma dove, quanto, con quale attività e con quale obiettivo. È il passaggio che “Nature Prescriptions Italy” vuole portare anche nel nostro Paese: fare della natura non una prescrizione generica, ma una possibile componente strutturata della prevenzione.

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