Salute 6 Marzo 2026 13:35

Ictus, per il recupero motorio è decisivo il contributo dell’emisfero cerebrale opposto alla lesione

Uno studio italiano, condotto dal Laboratorio di Neurofarmacologia dell’IRCCS Neuromed e pubblicato sulla rivista Stroke, rivela che nell’ictus non è solo l’area cerebrale danneggiata a contare

di Isabella Faggiano
Ictus, per il recupero motorio è decisivo il contributo dell’emisfero cerebrale opposto alla lesione

Dopo un ictus, l’attenzione di medici e famiglie si concentra naturalmente sull’area cerebrale colpita, dove i neuroni sono danneggiati. Ma il cervello non funziona come un insieme di zone isolate: le connessioni tra i due emisferi creano reti complesse. Quando uno dei due emisferi subisce un danno, anche l’altro può modificare la propria attività, contribuendo al recupero oppure ostacolandolo. Lo studio condotto da Neuromed in collaborazione con l’Università di Lund, Svezia, e l’Università di Washington, USA, ha identificato proprio nell’emisfero controlaterale un nodo chiave per la ripresa della funzione motoria. Dopo l’ictus, l’assetto delle reti cerebrali cambia: se l’emisfero non colpito diventa eccessivamente attivo, può creare un disequilibrio funzionale che rallenta il recupero.

Recettori mGlu5 e fotofarmacologia: modulare il cervello con precisione

Per capire come intervenire, i ricercatori hanno studiato i recettori metabotropici del glutammato di tipo 5 (mGlu5), proteine che regolano la comunicazione tra i neuroni e la plasticità sinaptica, cioè la capacità del cervello di modificare le proprie connessioni. Grazie alla fotofarmacologia, è stato possibile attivare o disattivare in modo selettivo queste molecole in aree circoscritte del cervello senza intervenire geneticamente. “Bloccando i recettori mGlu5 nell’area omotopica controlaterale alla lesione abbiamo osservato un significativo miglioramento della funzione motoria, mentre lo stesso intervento nella zona lesionata non produceva effetti comparabili”. spiega Federica Mastroiacovo, primo autore dello studio.

Nuove prospettive per il recupero funzionale

Secondo il professor Ferdinando Nicoletti, responsabile del laboratorio di Neurofarmacologia del Neuromed, “l’emisfero controlaterale non è spettatore del danno, ma parte attiva nei processi di riorganizzazione delle reti. Comprendere questi meccanismi è essenziale per sviluppare interventi sempre più mirati nella fase post-ischemica dello stroke”. Il recupero motorio post-ictus non dipende solo dall’area danneggiata: l’emisfero controlaterale gioca un ruolo attivo, modulando le reti neurali e influenzando la plasticità cerebrale. La fotofarmacologia e il targeting dei recettori mGlu5 offrono, dunque, nuove possibilità per strategie terapeutiche mirate, con l’obiettivo di migliorare la ripresa funzionale dei pazienti colpiti da ictus.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato