Nutri e Previeni 8 Ottobre 2026 08:58

Grassi trans nei latticini, nessun aumento del rischio di cuore e diabete

Una revisione di 22 studi suggerisce che i grassi trans naturalmente presenti in latte, burro, yogurt e formaggio non aumentino il rischio cardiovascolare o di diabete di tipo 2.

di Arnaldo Iodice
Grassi trans nei latticini, nessun aumento del rischio di cuore e diabete

Non tutti i grassi trans sembrano avere gli stessi effetti sulla salute. È quanto emerge da una revisione di 22 studi che ha analizzato il rapporto tra i grassi trans naturalmente presenti nei latticini e il rischio di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nutrition Research, ha preso in esame dati relativi a migliaia di partecipanti provenienti da Europa, Canada e Stati Uniti. L’analisi ha incluso dieci studi dietetici controllati e dodici studi di coorte con follow-up a lungo termine.

Nel primo gruppo, il consumo di latticini contenenti quantità naturalmente più elevate di grassi trans non ha determinato differenze significative nei principali parametri lipidici del sangue rispetto al consumo di latticini normali. Nel secondo, livelli più elevati di grassi trans derivati dal latte non sono risultati associati a un maggiore rischio di malattie cardiache, ictus, morte cardiovascolare o diabete di tipo 2.

I risultati suggeriscono quindi che i grassi trans presenti naturalmente in latte, burro, yogurt e formaggio si comportino diversamente rispetto a quelli prodotti industrialmente.

Naturali e industriali: due categorie da non confondere

I grassi trans sono una particolare forma di grassi insaturi. Una parte di questi composti è presente naturalmente nei prodotti ottenuti dal latte di animali ruminanti, come bovini, ovini e caprini. Si formano durante i processi digestivi che avvengono nel rumine e possono quindi ritrovarsi successivamente nel latte e nei suoi derivati.

Esiste però anche una seconda categoria di grassi trans, ottenuta attraverso processi industriali. Si tratta soprattutto dei grassi prodotti mediante la parziale idrogenazione degli oli, utilizzati in passato per conferire determinate caratteristiche a diversi alimenti trasformati. Questi grassi trans industriali sono stati associati in modo consistente a un aumento del rischio cardiovascolare e sono considerati dannosi per la salute.

La revisione nasce proprio dalla necessità di capire se anche i grassi trans naturalmente presenti nei latticini debbano essere considerati allo stesso modo. Secondo gli autori, i risultati disponibili indicano una differenza. Il professor Ian Givens, tra gli autori principali dell’Università di Reading, ha sottolineato che il termine “grassi trans” può portare a considerare equivalenti sostanze che invece hanno origini differenti e che possono avere effetti diversi sull’organismo. La distinzione potrebbe essere rilevante anche per la comunicazione nutrizionale e per l’interpretazione delle informazioni riportate sulle etichette degli alimenti. I risultati, tuttavia, non significano che tutti i prodotti lattiero-caseari siano automaticamente salutari o che il loro consumo debba essere illimitato: indicano più specificamente che i grassi trans naturalmente presenti in questi alimenti non hanno mostrato gli stessi segnali di rischio osservati per quelli industriali.

I dieci studi controllati sui livelli di grassi nel sangue

Per valutare gli effetti dei grassi trans naturali sui parametri cardiovascolari, i ricercatori hanno analizzato dieci studi dietetici controllati. In queste ricerche, i partecipanti consumavano latticini caratterizzati da livelli naturalmente più elevati di grassi trans e venivano confrontati con persone che assumevano latticini normali. Le quantità di grassi trans consumate nei diversi studi variavano da 1,3 a 13,2 grammi al giorno.

Gli studiosi hanno quindi valutato diversi biomarcatori lipidici ematici comunemente utilizzati per stimare il rischio cardiovascolare. Nel complesso, non sono emerse differenze significative nei livelli dei lipidi nel sangue tra i partecipanti che consumavano latticini con una maggiore quantità di grassi trans naturali e quelli che assumevano prodotti lattiero-caseari normali. Questi risultati non hanno quindi evidenziato un peggioramento dei principali parametri lipidici associato all’aumento dei grassi trans provenienti dai latticini.

Il monitoraggio nel tempo: cuore, ictus e diabete

La seconda parte della revisione ha riguardato dodici studi di coorte, nei quali migliaia di persone sono state seguite per periodi prolungati. Alcune delle ricerche considerate hanno avuto una durata superiore ai vent’anni, permettendo di verificare se livelli più elevati di grassi trans derivati dal latte fossero associati alla comparsa successiva di malattie.

I ricercatori hanno utilizzato i livelli di grassi trans di origine lattiero-casearia rilevati nel sangue dei partecipanti e li hanno messi in relazione con gli esiti di salute osservati nel corso del follow-up. Anche in questo caso, i risultati non hanno evidenziato un’associazione significativa tra concentrazioni più elevate di questi grassi e un maggiore rischio di malattie cardiache. Non è emerso neppure un aumento del rischio di ictus o di morte per cause cardiovascolari. L’analisi non ha inoltre rilevato un’associazione tra livelli più elevati di grassi trans derivati dal latte e il rischio di sviluppare diabete di tipo 2.

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