Advocacy e Associazioni 25 Marzo 2025 18:12

Anziani, gli italiani sono i più soli d’Europa

De Leo (Aip): "Siamo di fronte ad un'epidemia sociale che aumenta il rischio di demenza del 50% e la pre-mortalità del 30%"
Anziani, gli italiani sono i più soli d’Europa

Gli anziani italiani sono i più soli d’Europa: in Italia il tasso di solitudine tra le persone della terza età è doppio rispetto alla media dei Paesi europei. Una condizione di disagio che influenza negativamente sia la salute mentale che fisica, favorendo l’aumento del rischio di depressione, disturbi del sonno, demenza, malattie cardiovascolari e suicidi. “Si tratta di un’epidemia sociale che aumenta il rischio di demenza del 50% e la pre-mortalità del 30% – spiega Diego De Leo, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria, in vista del 25° congresso Aip previsto dal 27 al 29 marzo a Padova – con un impatto paragonabile al tabagismo cronico e all’obesità. Alcuni Paesi si sono dotati di strumenti come Linee Guida o raccomandazioni per affrontare questa realtà – prosegue -. In Italia non vi è ancora un approccio definito, nonostante sia il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone”.

I fenomeni sociali che peggiorano la situazione…

Tra gli elementi che concorrono a peggiorare la situazione: “lo spopolamento dei centri storici, la chiusura dei negozi di prossimità, il proliferare delle truffe agli anziani, la discriminazione nota come ageismo”. I suicidi degli anziani, in particolare “sono il 37% di quelli totali, sebbene gli anziani rappresentino il 24%  della popolazione generale. Fenomeno che riguarda soprattutto gli uomini e le persone con più di 80 anni”. Secondo i dati Eurostat, il 14% degli anziani in Italia non ha nessuno a cui chiedere aiuto, mentre il 12% non ha persone con cui condividere questioni personali, a fronte di una media europea del 6,1%.

I campanelli di allarme della solitudine

I primi sintomi delle conseguenze di una marginalità sociale dell’anziano sulla psiche possono emergere dai disturbi del sonno e dalla maggior frequenza di incubi, che può a sua volta favorire lo stato depressivo. “Gli incubi persistenti, che interferiscono con la vita quotidiana, possono essere diagnosticati come disturbo da incubi, una condizione che aumenta con l’età e ha gravi ripercussioni sulla salute mentale-conclude De Leo -. La prevalenza è di oltre tre volte superiore tra coloro che hanno  più di 70 anni (6,3%) rispetto agli adulti tra i 50 e i 70 anni (1,8%). Gli individui con incubi frequenti – conclude – hanno maggiori probabilità di tentare il suicidio e di adottare comportamenti autolesionistici”.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Contributi e Opinioni

Partecipazione, prossimità, prevenzione e diritti. Il nostro augurio ai lettori per il nuovo anno

Sanità Informazione sospende gli aggiornamenti per la pausa natalizia e, ringraziando tutti i suoi lettori, augura a tutti buone feste e dà appuntamento al 7 gennaio 2026
di Corrado De Rossi Re
Salute

Fibromialgia: allo studio montagna, mindfulness e nordic walking come terapie

E' appena partito all'Ospedale Niguarda di Milano un progetto sperimentale per offire ai pazienti con fibromialgia terapie complementari come immersioni nella natura, sessioni alle terme, mindfulness ...
di Valentina Arcovio
Prevenzione

Vaccini mRNA: benefici anche oltre il COVID, mortalità generale ridotta del 25%. Studio su 29 milioni di Francesi

Pubblicato su JAMA Network Open. Nessun aumento del rischio di mortalità, anzi una riduzione del 25% anche per cause non legate al COVID
di Corrado De Rossi Re
Advocacy e Associazioni

3 dicembre: nasce il nuovo Piano nazionale per i diritti delle persone con disabilità

In occasione della Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità, il Governo presenta un Piano strategico che punta su inclusione, accessibilità e partecipazione
di Redazione