Salute 25 Settembre 2026 15:20

Essere o sentirsi soli può voler dire meno anni vissuti in salute: lo studio

Quanto pesa davvero la solitudine sulla salute? I ricercatori hanno cercato la risposta seguendo per anni quasi 280mila persone

di Viviana Franzellitti
Essere o sentirsi soli può voler dire meno anni vissuti in salute: lo studio

Sentirsi soli o avere pochi rapporti con gli altri potrebbe essere associato a meno anni vissuti senza malattie. È quanto emerge da uno studio condotto su 277.489 adulti della UK Biobank, pubblicato il 20 agosto 2026 su Nature Communications. I ricercatori hanno seguito i partecipanti per diversi anni per capire se solitudine e isolamento sociale fossero collegati agli anni trascorsi senza importanti malattie fisiche, depressione e ansia. A 50 anni, chi viveva sia l’isolamento sociale sia la solitudine aveva, rispetto a chi non sperimentava nessuna delle due condizioni, meno anni di vita senza importanti malattie fisiche: 2,4 anni in meno nelle donne e 1,7 negli uomini. Per depressione e ansia la differenza arrivava a 3,7 anni nelle donne e 5,8 negli uomini. Il dato non significa che queste persone vivano necessariamente meno a lungo, ma che possono trascorrere meno anni della loro vita senza queste malattie o disturbi.

Essere soli e sentirsi soli non sono la stessa cosa

Prima di guardare ai risultati bisogna distinguere due condizioni che spesso vengono confuse. L’isolamento sociale indica una situazione in cui una persona ha pochi contatti o rapporti con altre persone. La solitudine, invece, è una sensazione: ci si può sentire soli anche avendo familiari, amici, colleghi o una vita sociale apparentemente normale. Lo studio ha analizzato entrambe le condizioni separatamente, ma anche cosa succede quando isolamento e solitudine si presentano insieme.

Solitudine e salute: cosa è emerso seguendo quasi 280mila persone

I ricercatori hanno utilizzato i dati della UK Biobank, una grande banca dati sanitaria britannica. Nell’analisi sono entrati 277.489 adulti, 134.318 donne e 143.171 uomini, che all’inizio dello studio non avevano alcune delle principali condizioni considerate nella ricerca: diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, malattie neurodegenerative, tumori, depressione e ansia. I partecipanti sono stati quindi seguiti nel tempo, registrando la comparsa di nuove malattie e i decessi, per stimare quanti anni potessero trascorrere senza sviluppare queste condizioni.

Quando solitudine e isolamento si sommano

Il risultato più interessante emerge nelle persone che sono sia socialmente isolate sia sole. A 50 anni, rispetto a chi non viveva nessuna delle due condizioni, queste persone avevano una minore aspettativa di vita libera dalle principali malattie fisiche. La differenza era di 2,4 anni nelle donne e 1,7 anni negli uomini. In altre parole, non si tratta di dire che una persona sola perderà necessariamente anni di vita: il dato indica che, nella popolazione studiata, la presenza contemporanea delle due condizioni era associata a meno anni trascorsi senza importanti malattie fisiche.

Il dato più forte riguarda depressione e ansia

Quando i ricercatori hanno guardato agli anni vissuti senza depressione e ansia, la differenza è risultata ancora più evidente. A 50 anni, gli uomini che vivevano contemporaneamente isolamento sociale e solitudine avevano 5,8 anni in meno di vita libera da questi disturbi rispetto agli uomini che non presentavano né isolamento né solitudine. Nelle donne la differenza era di 3,7 anni. Anche in questo caso il numero non indica una riduzione della durata complessiva della vita, ma degli anni trascorsi senza depressione e ansia.

Uno stile di vita sano può fare la differenza?

Lo studio ha considerato anche alcuni comportamenti legati allo stile di vita. Per l’isolamento sociale, le associazioni con una minore aspettativa di vita libera da malattia risultavano più contenute nelle persone con uno stile di vita più sano. Per la solitudine, invece, non è emerso lo stesso effetto. Questo risultato suggerisce che avere pochi contatti sociali e sentirsi soli non siano semplicemente due modi diversi per descrivere la stessa situazione e che possano avere un rapporto differente con la salute.

Solitudine e salute, il legame

Il risultato va letto con cautela. Si tratta di uno studio osservazionale: i ricercatori hanno osservato ciò che è accaduto nel tempo, ma questo tipo di ricerca non può dimostrare che la solitudine sia direttamente la causa delle malattie. Non è quindi possibile affermare che essere soli provochi necessariamente depressione, ansia o malattie fisiche. Lo studio mostra però un’associazione tra queste condizioni sociali e il numero di anni che le persone possono aspettarsi di vivere senza alcune importanti malattie. E mette in evidenza soprattutto una distinzione: non conta soltanto quante persone abbiamo intorno, ma anche quanto ci sentiamo connessi agli altri.

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