Salute 29 Settembre 2026 16:41

Endometriosi, perché alcune donne soffrono molto più di altre? C’entrano i geni

Una ricerca della Yale School of Medicine ha confrontato le lesioni di donne con endometriosi sintomatica e asintomatica, individuando differenze nell’espressione di centinaia di geni, soprattutto nelle vie legate a infiammazione e risposta immunitaria

di Viviana Franzellitti
Endometriosi, perché alcune donne soffrono molto più di altre? C’entrano i geni

L’endometriosi può provocare dolore pelvico molto intenso in alcune donne e rimanere quasi completamente asintomatica in altre, anche quando la malattia è presente. Per capire da cosa possa dipendere questa differenza, un gruppo di ricercatori della Yale School of Medicine, negli Stati Uniti, ha studiato il profilo molecolare delle lesioni endometriosiche. L’analisi, pubblicata il 10 settembre 2026 su Molecular Human Reproduction, è stata condotta attraverso il sequenziamento dell’RNA su 27 biopsie peritoneali ottenute da 19 donne, 9 con endometriosi sintomatica e 10 con endometriosi asintomatica. L’obiettivo era individuare eventuali differenze nell’attività dei geni associate alla presenza e alla gravità del dolore. I ricercatori hanno identificato 890 geni espressi in modo differente tra i due gruppi, con un particolare coinvolgimento dei meccanismi infiammatori e immunitari. Tra i geni analizzati, IL16 è risultato associato anche alla severità dei sintomi.

Il dolore non segue necessariamente l’estensione della malattia

Uno degli aspetti più complessi dell’endometriosi è proprio la forte variabilità dei sintomi. La quantità di dolore riferita dalle pazienti, infatti, non sembra essere spiegata semplicemente dallo stadio o dall’estensione anatomica delle lesioni. Ci sono donne con una malattia apparentemente limitata che sperimentano sintomi molto importanti e altre nelle quali l’endometriosi viene individuata senza che siano presenti disturbi rilevanti. È proprio questa discrepanza ad aver spinto i ricercatori a cercare una possibile spiegazione direttamente all’interno delle lesioni.

L’ipotesi dello studio non riguarda quindi soltanto quante lesioni siano presenti, ma come quelle lesioni funzionino a livello molecolare. In altre parole, due aree di endometriosi possono avere caratteristiche diverse nell’attività dei geni che regolano infiammazione, risposta immunitaria, adesione cellulare e comunicazione con il sistema nervoso.

Il sequenziamento dell’RNA mette a confronto le lesioni

I ricercatori hanno utilizzato il sequenziamento dell’RNA (RNA sequencing) su 27 biopsie peritoneali. Le biopsie provenivano da 19 donne: 9 con endometriosi sintomatica e 10 con endometriosi asintomatica. Il confronto ha permesso di individuare i geni la cui espressione differiva tra i due gruppi.

Il risultato principale è stato l’identificazione di 890 geni differenzialmente espressi. Non si tratta però di 890 geni che, singolarmente, determinano la comparsa del dolore. Il dato indica piuttosto che le lesioni delle donne sintomatiche presentano un diverso profilo complessivo di attività genica rispetto a quelle delle donne senza sintomi. Tra i geni che hanno mostrato differenze rilevanti figurano IL16, IL17RA, JAK3, SMPD3 e RELT, coinvolti nei processi di segnalazione infiammatoria. Altri geni sono stati associati all’adesione cellulare, mentre alcuni rientrano tra quelli collegati a meccanismi di neuromodulazione.

L’infiammazione emerge tra i principali segnali

Per capire quali funzioni biologiche fossero maggiormente rappresentate tra i geni individuati, gli autori hanno effettuato ulteriori analisi bioinformatiche. Sono emerse diverse categorie funzionali, con un’importante presenza di processi immunologici e infiammatori.

Un’ulteriore analisi delle reti di co-espressione ha identificato moduli di geni associati alla presenza dei sintomi, tra cui uno particolarmente arricchito di funzioni immunologiche e infiammatorie. Il risultato rafforza quindi l’ipotesi che la risposta infiammatoria all’interno delle lesioni possa contribuire a determinare quanto l’endometriosi sia dolorosa. Non significa, tuttavia, che l’infiammazione sia l’unica spiegazione: il profilo osservato comprende anche geni coinvolti nell’adesione cellulare e nella neuromodulazione, suggerendo che il dolore possa derivare dall’interazione di più meccanismi biologici.

IL16 è associato alla gravità del dolore

Tra le diverse molecole individuate, IL16 ha mostrato un’associazione particolarmente interessante con i sintomi. Quando le pazienti sono state ulteriormente suddivise sulla base della gravità del dolore, l’espressione di questo gene è risultata associata anche alla distinzione tra livelli diversi di severità.

Questo elemento rende IL16 un possibile punto di partenza per ulteriori ricerche. Il dato, però, non dimostra che IL16 sia la causa del dolore. Lo studio è infatti basato su un campione molto piccolo e osserva un’associazione tra l’attività del gene e le caratteristiche cliniche delle pazienti. Serviranno quindi studi più ampi per capire se e in che modo questo meccanismo possa contribuire direttamente alla comparsa dei sintomi.

Una firma molecolare potrebbe spiegare la diversa esperienza della malattia

Nel complesso, i risultati suggeriscono che la differenza tra endometriosi sintomatica e asintomatica potrebbe essere legata anche a una specifica firma molecolare delle lesioni. Questo porta l’attenzione su un aspetto dell’endometriosi che non può essere spiegato soltanto dalla localizzazione o dall’estensione delle lesioni. Lo studio non dimostra quindi che il dolore sia semplicemente «scritto nei geni» della donna. Più precisamente, mostra che i geni presenti nelle lesioni possono essere espressi in modo diverso nelle pazienti che hanno dolore rispetto a quelle che non presentano sintomi. Capire queste differenze potrebbe aiutare in futuro a chiarire perché la stessa malattia possa avere manifestazioni cliniche così diverse e, eventualmente, a individuare nuovi bersagli per la ricerca sul dolore associato all’endometriosi.

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