Durante la pandemia di Covid-19, chi seguiva questo modello alimentare ha registrato un calo meno marcato del benessere emotivo
Non solo cuore, metabolismo e longevità. La dieta mediterranea potrebbe rappresentare un alleato prezioso anche per la salute mentale. A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato su BMJ Open, secondo cui le persone con più di 50 anni che seguono con maggiore costanza questo modello alimentare presentano livelli più elevati di benessere psicologico e sembrano affrontare meglio anche periodi di forte stress collettivo, come quello vissuto durante la pandemia di Covid-19. La ricerca, coordinata dalla University College London e dall’Istituto di Salute Globale di Barcellona (ISGlobal), aggiunge un nuovo tassello alle evidenze già disponibili sui benefici della dieta mediterranea, tradizionalmente associata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, del declino cognitivo e della depressione.
Non solo assenza di depressione, ma più benessere psicologico
A differenza di molti studi precedenti, i ricercatori non si sono limitati a valutare il rischio di depressione, ma hanno analizzato il concetto più ampio di benessere psicologico. Sono stati presi in considerazione aspetti come autonomia, senso di controllo sulla propria vita, piacere, autorealizzazione, indipendenza, livelli di energia e fiducia nel futuro. “L’aderenza a una dieta di tipo mediterraneo è stata associata a livelli più bassi di depressione, ma finora erano pochi gli studi che avevano valutato il suo rapporto con gli aspetti positivi del benessere psicologico”, spiegano gli autori.
Lo studio su oltre 3.200 adulti inglesi
L’analisi ha coinvolto 3.296 partecipanti, uomini e donne con un’età media di 68 anni, appartenenti allo English Longitudinal Study of Ageing (ELSA), una delle più importanti coorti europee dedicate all’invecchiamento. Tra il 2018 e il 2019 i partecipanti hanno registrato online tutti gli alimenti e le bevande consumati in due giornate non consecutive. Da queste informazioni i ricercatori hanno calcolato il livello di aderenza alla dieta mediterranea attraverso un indice specifico (Relative Mediterranean Diet Index). Il benessere psicologico è stato invece misurato con il questionario CASP-12, che valuta qualità della vita, autonomia, controllo, piacere e realizzazione personale, sia prima della pandemia sia nei primi mesi del 2020.
Un effetto protettivo durante la pandemia
I risultati mostrano una chiara associazione tra alimentazione e salute mentale. Le persone che seguivano più fedelmente la dieta mediterranea presentavano livelli significativamente più elevati di benessere psicologico, indipendentemente da fattori come reddito, livello di istruzione, attività fisica, fumo, stato di salute generale e sintomi depressivi. L’aspetto più interessante riguarda però il periodo della pandemia. Come evidenziato dai dati della coorte ELSA, l’emergenza sanitaria e le restrizioni sociali hanno determinato un peggioramento del benessere emotivo nella popolazione. Tuttavia, questo calo è risultato sensibilmente meno marcato tra coloro che aderivano maggiormente alla dieta mediterranea, suggerendo un possibile effetto protettivo nei confronti dello stress.
Perché potrebbe fare bene anche al cervello
“Il nostro studio è osservazionale e, pertanto, i risultati devono essere interpretati con cautela, poiché non possiamo trarre conclusioni causali – sottolinea Camille Lassale, ricercatrice dell’ISGlobal e autrice senior dello studio -. Tuttavia, i questionari raccolti durante la pandemia ci hanno consentito di seguire i partecipanti nel tempo, rappresentando uno dei principali punti di forza della ricerca”. Secondo la ricercatrice, i meccanismi biologici non sono ancora completamente chiariti, ma diverse evidenze suggeriscono che gli alimenti tipici della dieta mediterranea possano influenzare alcuni processi strettamente collegati alla salute mentale. “Sebbene i meccanismi biologici alla base della relazione tra dieta mediterranea e salute mentale siano ancora oggetto di studio, le evidenze disponibili indicano che i suoi alimenti e componenti fondamentali contribuiscono a regolare processi chiave come la risposta allo stress, l’infiammazione, la salute del microbiota intestinale e il funzionamento del cervello.”
Un modello alimentare che guarda all’invecchiamento in salute
Gli autori invitano alla prudenza nell’interpretazione dei risultati, ricordando che si tratta di uno studio osservazionale e che quindi non è possibile dimostrare un rapporto diretto di causa-effetto. Tuttavia, il lavoro rafforza l’ipotesi che la dieta mediterranea possa rappresentare uno strumento importante non solo per preservare la salute fisica, ma anche per favorire il benessere psicologico durante l’invecchiamento. Un ulteriore motivo, secondo i ricercatori, per promuovere questo modello alimentare nell’ambito delle strategie di prevenzione e promozione della salute pubblica, soprattutto in una popolazione sempre più anziana.
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