Dopo l'approvazione alla Camera, l'associazione esprime delusione per il disegno di legge dedicato a chi assiste familiari non autosufficienti. Mori: "Il testo rischia di generare nuove disuguaglianze"
Il riconoscimento formale del ruolo dei caregiver familiari non basta se non si traduce in diritti, servizi e tutele accessibili. È questa la principale critica sollevata da Cittadinanzattiva dopol’approvazione alla Camera del disegno di legge dedicato alle persone che assistono stabilmente un familiare non autosufficiente. L’associazione esprime forte delusione per il provvedimento, atteso da anni per definire un quadro organico di riconoscimento e sostegno a chi presta quotidianamente attività di cura. Secondo Cittadinanzattiva, il testo rischia di non rispondere alle necessità concrete dei caregiver, introducendo criteri di classificazione che potrebbero lasciare fuori proprio alcune delle persone maggiormente esposte al carico assistenziale. “Nonostante si tratti di un provvedimento atteso da anni per dare una cornice organica a chi assiste stabilmente una persona cara non autosufficiente, il testo licenziato si traduce in un impianto che burocratizza la fatica del caregiver e lo isola nel suo ruolo, fallendo nel passaggio fondamentale dal mero riconoscimento formale alla garanzia di diritti concreti”, sottolinea l’associazione.
Le criticità riguardano soprattutto l’impianto della proposta e la sua capacità di rispondere alla varietà delle situazioni familiari e assistenziali. Il rischio, secondo l’organizzazione, è che una definizione troppo rigida delle categorie di caregiver produca differenze nell’accesso alle misure di sostegno, alimentando nuove disuguaglianze. A ribadirlo è Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva, che richiama le osservazioni già avanzate negli anni scorsi, durante il tavolo tecnico promosso dalle ministre competenti e nelle successive audizioni parlamentari. “Come abbiamo già ampiamente denunciato negli anni scorsi, ribadiamo la nostra contrarietà rispetto a un testo che non risponde ai bisogni dei caregiver familiari e che, anzi, contribuisce a generare disuguaglianze e spaccature attraverso la rigida categorizzazione prevista”, dichiara Mori. La questione è particolarmente rilevante in un sistema di assistenza nel quale i familiari svolgono un ruolo essenziale nel garantire continuità di cura alle persone non autosufficienti. Il riconoscimento di questa funzione, tuttavia, dovrebbe accompagnarsi a strumenti capaci di sostenere concretamente chi assiste, tenendo conto dei differenti carichi di cura e delle condizioni personali, lavorative ed economiche.
In vista del passaggio del disegno di legge al Senato, Cittadinanzattiva chiede una revisione sostanziale del testo, affinché il riconoscimento dei caregiver non rimanga un principio privo di ricadute concrete. “Riconoscere chi cura deve significare produrre diritti, tutele e servizi realmente accessibili, senza creare nuove linee di esclusione proprio tra coloro che ogni giorno sostengono una parte essenziale del welfare del nostro Paese”, è l’appello dell’associazione. Il confronto parlamentare rappresenterà quindi un passaggio importante per valutare le criticità segnalate e verificare se il provvedimento possa essere modificato per rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone che prestano assistenza familiare.
Per approfondire i contenuti del disegno di legge e le questioni ancora aperte, Cittadinanzattiva ha annunciato un appuntamento dello sportello virtuale dedicato ai caregiver, in programma martedì 20 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30. L’incontro sarà un’occasione per esaminare le novità previste dal testo, chiarire i dubbi e ricevere orientamento sui diritti e sulle tutele disponibili. Per partecipare è possibile consultare la pagina dello sportello virtuale di Cittadinanzattiva.
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