Prevenzione 21 Settembre 2026 15:36

Bambini in auto, quasi 6 su 10 non sono protetti correttamente

Uno studio dell’Ohio State University su quasi 40mila bambini coinvolti in incidenti stradali mostra quanto contino età, altezza e peso nella scelta del sistema di ritenuta

di Viviana Franzellitti
Bambini in auto, quasi 6 su 10 non sono protetti correttamente

Quando un bambino viaggia in auto, non è sufficiente che sia semplicemente allacciato: il sistema di ritenuta deve essere adeguato alla sua età, altezza e peso. È il punto di partenza di uno studio condotto dai ricercatori dell’Ohio State University, che hanno analizzato 39.993 bambini tra 1 e 13 anni coinvolti in incidenti stradali e ricoverati in centri traumatologici statunitensi. La ricerca ha utilizzato i dati del Trauma Quality Programs relativi agli anni 2018-2022, con l’obiettivo di verificare il rapporto tra appropriatezza della ritenuta e gravità delle lesioni. L’analisi è stata pubblicata il 12 agosto 2026 sulla rivista Traffic Injury Prevention. Il risultato mostra che il 39,1% dei bambini non era trattenuto affatto, mentre un ulteriore 18,73% viaggiava con un sistema di ritenuta considerato non appropriato rispetto alle proprie caratteristiche fisiche. Complessivamente, dunque, il 57,83% non rientrava nella categoria di utilizzo appropriato.

Cosa significa “ritenuta appropriata”

I ricercatori non hanno considerato semplicemente la presenza o l’assenza del seggiolino. Per classificare l’utilizzo come appropriato o inappropriato hanno messo in relazione età, altezza e peso del bambino con il tipo di sistema utilizzato. Sono state considerate diverse modalità di protezione: seggiolino rivolto all’indietro, seggiolino rivolto in avanti, rialzo, sola cintura di sicurezza oppure nessuna ritenuta. Per ciascuna categoria sono stati utilizzati gli intervalli di età, altezza e peso indicati dalle raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics e dai normali intervalli di utilizzo dei dispositivi disponibili sul mercato. Questo è importante perché, secondo la classificazione dello studio, un bambino può quindi essere “trattenuto” ma non essere comunque nella categoria di utilizzo appropriato. Per esempio, il problema può riguardare il passaggio troppo precoce a un diverso tipo di dispositivo rispetto a quello compatibile con le sue caratteristiche.

Il problema aumenta con la crescita

La ricerca ha evidenziato una relazione particolarmente evidente tra età e utilizzo di un sistema non appropriato. Nei bambini da 1 a 7 anni, infatti, le probabilità di utilizzare una ritenuta inappropriata rispetto a una appropriata aumentavano di 1,46 volte per ogni anno in più di età. La percentuale passava dal 6,29% a 1 anno al 39,36% a 7 anni. Il dato suggerisce quindi che il momento della crescita in cui si passa da un sistema di ritenuta a un altro rappresenta una fase particolarmente delicata. Il semplice aumento dell’età non significa automaticamente che il bambino sia pronto per utilizzare un dispositivo diverso: la classificazione utilizzata nello studio prende infatti in considerazione anche altezza e peso.

Quattro bambini su dieci hanno riportato lesioni gravi

Tra i quasi 40mila bambini analizzati, il 40,5% ha riportato una lesione di grado 3 o superiore secondo l’Abbreviated Injury Scale, classificata dai ricercatori come lesione da grave a massima. La parte del corpo più frequentemente interessata era la testa, che rappresentava il 46% delle lesioni considerate singolarmente. Con l’aumentare dell’età, tuttavia, la quota relativa delle lesioni alla testa rispetto agli altri distretti diminuiva. L’analisi ha poi confrontato i bambini correttamente trattenuti con quelli completamente privi di ritenuta. È proprio in questo confronto che emerge il risultato più netto dello studio: i bambini non trattenuti avevano 1,56 volte le probabilità di riportare una lesione grave o massima, rispetto a quelli che utilizzavano una ritenuta appropriata.

Senza ritenuta aumentano le lesioni in diverse parti del corpo

L’associazione era presente anche considerando separatamente i diversi distretti corporei. Nei bambini senza alcuna ritenuta, rispetto a quelli con una ritenuta appropriata, le probabilità di una lesione grave erano maggiori per testa, torace, addome, colonna vertebrale ed estremità. In particolare, l’odds ratio era pari a 1,33 per le lesioni alla testa, 1,71 per il torace, 1,52 per l’addome, 1,54 per la colonna vertebrale e 1,87 per le estremità. Questi numeri, però, vanno letti correttamente: lo studio confronta la probabilità di una lesione grave o massima rispetto a una lesione minore o moderata e non significa che ogni bambino senza cintura abbia quelle probabilità di riportare una determinata lesione.

Il messaggio non è soltanto “usare il seggiolino”

Il dato del 18,73% è quindi importante proprio perché mostra che gli autori non hanno considerato sufficiente la semplice presenza di un sistema di ritenuta. Nel loro modello, un bambino viene considerato adeguatamente protetto solo quando il dispositivo utilizzato è compatibile con età, altezza e peso. Allo stesso tempo, è importante non attribuire allo studio conclusioni che non fornisce. Il risultato più solido sul rapporto con la gravità delle lesioni riguarda il confronto tra bambini non trattenuti e bambini con una ritenuta appropriata. Il 18,73% identifica invece la quota di bambini che, pur utilizzando una forma di ritenuta, è stata classificata dai ricercatori come utilizzatrice di un sistema non appropriato. L’analisi mostra quindi soprattutto quanto sia frequente l’utilizzo non corretto o non adeguato dei dispositivi e quanto questo problema aumenti con l’età.

Perché la scelta cambia durante la crescita

Secondo gli autori, particolare attenzione dovrebbe essere dedicata ai bambini tra 4 e 10 anni, una fase nella quale il passaggio tra i diversi sistemi di ritenuta può diventare più frequente. L’obiettivo, spiegano, non dovrebbe essere soltanto aumentare l’utilizzo dei dispositivi, ma favorire l’impiego del tipo di ritenuta appropriato per le caratteristiche del bambino.

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