One Health 18 Maggio 2026 17:20

Allarme api: pesticidi nel 50% del cibo. Il 75% delle colture è a rischio

Le campagne di Greenpeace Italia riportano al centro l’allarme pesticidi e il loro impatto sugli impollinatori, tra residui negli alimenti, calo della biodiversità e un acceso dibattito sulle regole europee, in un quadro sempre più critico per ambiente e sicurezza alimentare.

di Viviana Franzellitti
Allarme api: pesticidi nel 50% del cibo. Il 75% delle colture è a rischio

Le api stanno scomparendo in modo progressivo e spesso poco visibile, ma le conseguenze del loro declino potrebbero essere tutt’altro che marginali. Le evidenze rilanciate da Greenpeace Italia, nell’ambito delle campagne dedicate alla tutela degli impollinatori, mettono in relazione l’uso intensivo di pesticidi in agricoltura con la riduzione delle popolazioni di insetti utili. Secondo i dati richiamati nelle analisi ambientali, circa il 50% degli alimenti può contenere residui di pesticidi, con percentuali più elevate in alcune categorie come la frutta. In parallelo, gli impollinatori risultano sempre più sotto pressione: in Europa una quota significativa di specie di api e farfalle è in declino, mentre il loro ruolo resta essenziale per la produzione agricola globale. Si stima infatti che circa il 75% delle colture alimentari mondiali dipenda, direttamente o indirettamente, dall’impollinazione animale. Un equilibrio fragile, che intreccia sicurezza alimentare, biodiversità e modelli di produzione agricola sempre più intensivi.

Il ruolo invisibile delle api nella produzione del cibo

Le api e gli altri impollinatori svolgono una funzione ecologica decisiva: permettono la riproduzione di migliaia di specie vegetali e garantiscono la produzione di molti alimenti di largo consumo. Frutta, verdura e colture industriali dipendono in misura diversa da questo processo naturale. Senza impollinazione, molte produzioni agricole subirebbero un forte ridimensionamento, con effetti diretti su disponibilità, prezzi e varietà del cibo.

Pesticidi e impatto sugli impollinatori

Uno dei principali fattori sotto osservazione è l’uso diffuso di pesticidi in agricoltura intensiva. Alcune sostanze, come i neonicotinoidi sistemici, possono essere assorbite dalle piante e ritrovarsi in nettare e polline, entrando così in contatto diretto con le api. Gli effetti documentati includono alterazioni del comportamento, difficoltà di orientamento e indebolimento del sistema immunitario, con conseguenze sulla sopravvivenza delle colonie. Anche altri erbicidi, come il glifosato, sono al centro del dibattito scientifico per possibili effetti indiretti sugli ecosistemi, legati soprattutto alla riduzione della flora spontanea utile agli impollinatori.

Residui chimici negli alimenti e rischio ambientale

La presenza diffusa di residui di pesticidi nei prodotti agricoli rappresenta un ulteriore elemento di attenzione. Le stime più recenti indicano una contaminazione variabile a seconda delle colture, con valori più elevati in alcuni tipi di frutta. Il tema si inserisce in un quadro più ampio che riguarda anche l’esposizione a più sostanze contemporaneamente, spesso indicata come effetto combinato o “cocktail” di pesticidi, ancora oggetto di studio per valutarne gli impatti a lungo termine su ambiente e salute.

Balconi, città e agricoltura urbana come rifugi per la biodiversità

La protezione degli impollinatori non riguarda solo i grandi sistemi agricoli, ma anche le scelte individuali. Gli spazi urbani possono diventare micro-habitat utili alla biodiversità. Piante come lavanda, rosmarino, girasole, calendula e borragine offrono fonti di nutrimento per api e insetti impollinatori. Anche la riduzione dell’uso di pesticidi nei giardini domestici e la preferenza per pratiche agricole sostenibili possono contribuire a migliorare la qualità degli ecosistemi locali.

Il dibattito europeo sulla regolazione dei pesticidi

Il tema è al centro anche del confronto politico europeo, dove si intrecciano esigenze produttive e tutela ambientale. Da una parte si discute della necessità di ridurre l’impatto dei fitofarmaci più dannosi, dall’altra emergono proposte di semplificazione delle procedure autorizzative. In questo contesto, il ruolo delle valutazioni scientifiche e delle agenzie regolatorie è centrale per definire strategie efficaci di protezione della biodiversità.

Un equilibrio sempre più fragile tra agricoltura e natura

Il declino degli impollinatori viene descritto dagli esperti come un processo lento ma progressivo, i cui effetti rischiano di manifestarsi in modo sempre più evidente nei prossimi anni. La perdita delle api non riguarda solo la natura, ma la struttura stessa dei sistemi alimentari. Proteggerle significa intervenire su più livelli: agricoltura, politiche ambientali e pratiche quotidiane.

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