Uno studio pubblicato su The Lancet Regional Health – Americas segnala un forte aumento dei decessi oncologici attribuibili all’alcol. Il fenomeno interessa diversi tumori e gruppi di età.
I decessi per tumori attribuibili al consumo di alcol negli Stati Uniti sono più che raddoppiati in poco più di trent’anni, passando da 11.361 nel 1990 a 23.126 nel 2023. È quanto emerge da un nuovo studio condotto dai ricercatori del Sylvester Comprehensive Cancer Center della Miller School of Medicine dell’Università di Miami, presentato al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology nel 2025 e pubblicato su The Lancet Regional Health – Americas. L’analisi ha utilizzato i dati del Global Burden of Disease per esaminare l’andamento della mortalità associata ai tumori attribuibili all’alcol in diverse fasce d’età, aree geografiche e tipologie di cancro. Gli uomini e le persone di almeno 55 anni hanno registrato il maggiore impatto, ma l’incremento ha interessato numerosi gruppi. Particolarmente rilevante è il dato relativo agli adulti tra 20 e 54 anni: negli uomini il tumore del colon-retto è risultato la principale causa di morte oncologica attribuibile all’alcol, mentre nelle donne il primo posto è occupato dal tumore della mammella.
Non solo fegato: colon-retto, mammella, esofago e pancreas tra i tumori coinvolti
L’alcol è classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro come cancerogeno di Gruppo 1, la stessa categoria che comprende anche il fumo di tabacco e l’amianto. Le evidenze scientifiche hanno collegato il consumo di bevande alcoliche a diversi tumori, tra cui quelli della mammella, del fegato, dell’esofago, del colon-retto e di varie sedi della testa e del collo. Lo studio statunitense evidenzia però quanto il peso complessivo del fenomeno possa essere più ampio rispetto alla percezione comune. Il tumore del fegato rimane infatti una delle principali cause di mortalità attribuibile all’alcol, soprattutto tra gli uomini più anziani, ma non rappresenta l’unica neoplasia interessata. Tra gli uomini anziani, dopo il tumore epatico si collocano quelli dell’esofago e del colon-retto. Nelle donne, invece, il tumore della mammella rappresenta la principale causa di morte oncologica associata all’alcol. Ancora più significativo è il quadro tra i giovani adulti. Nella fascia 20-54 anni, il colon-retto è al primo posto tra gli uomini e al secondo tra le donne, superando il tumore del fegato in entrambi i gruppi. I ricercatori hanno inoltre osservato un crescente impatto di tumori dell’esofago, del pancreas e di altre sedi.
La consapevolezza del rischio resta bassa: ridurre il consumo può contribuire alla prevenzione
Nonostante le evidenze sul rapporto tra alcol e tumori siano sempre più numerose, la consapevolezza della popolazione sembra essere ancora inferiore rispetto a quella relativa ad altri fattori di rischio, come il tabacco. Per i ricercatori, uno degli aspetti più importanti emersi dallo studio è proprio la necessità di ricordare che il rischio oncologico associato all’alcol non riguarda esclusivamente il fegato. Il dottor Gilberto Lopes, autore senior della ricerca, sottolinea che l’alcol rappresenta un fattore di rischio modificabile e che informare correttamente i pazienti può aiutarli a compiere scelte consapevoli.
Anche il dottor Chinmay Jani, autore corrispondente, richiama l’attenzione sull’opportunità di ridurre il consumo il più possibile, considerando che non è ancora stata stabilita una dose minima completamente sicura rispetto al rischio oncologico. I risultati non indicano quindi che ogni persona che consuma alcol svilupperà un tumore, ma rafforzano il ruolo della riduzione del consumo all’interno di una più ampia strategia di prevenzione. L’obiettivo, secondo gli autori, è aumentare la conoscenza del rischio e favorire interventi capaci di ridurre l’impatto dell’alcol sulla salute.
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