Advocacy e Associazioni 2 Febbraio 2024 18:41

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

Le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ in una lettera aperta al Premier Meloni: “Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane è un atto decisivo per 10 milioni di persone”

Anziani, il ‘Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza’ al Premier: “Riformare i servizi domiciliari e riqualificare le strutture residenziali”

“Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di politiche in favore delle persone anziane è un atto decisivo per 10 milioni di persone: i 3,8 milioni di anziani coinvolti, i familiari che li assistono e chi lo fa professionalmente”. A sostenerlo, in una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, le 60 organizzazioni che hanno sottoscritto il “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza”. Lo schema di decreto legislativo a cui si riferiscono le organizzazioni è quello in attuazione della delega di cui agli art. 3, 4 e 5 della Legge 23 marzo 2023, n.33 della riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti presentato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 25 gennaio.

Il Patto rappresenta la società civile

Nella lettera si sottolinea l’ampio platea coinvolta dal Patto, ovvero la gran parte di quelle della società civile coinvolte nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti del Paese. “Si tratta della comunità italiana della non autosufficienza, che ha deciso di superare confini, appartenenze e specificità per unirsi – scrivono le 60 organizzazioni -. Il Patto ha seguito la riforma sin dall’inizio. Nel 2021 ne ha ottenuto l’introduzione nel PNRR, ha poi salutato con favore l’impatto innovativo contenuto dalla successiva legge delega (Legge 33/2023), pur perfettibile, che riprendeva in ampia misura anche le dettagliate proposte delle organizzazioni”.

Necessario discutere il progetto per il futuro dell’assistenza agli anziani

Oggi, a pochi giorni dall’approvazione dello schema di decreto legislativo e a seguito di una sua attenta lettura, le organizzazioni “pur apprezzando l’attenzione riservata ad alcune rilevanti questioni, in particolare il processo di valutazione multidimensionale dell’anziano non autosufficiente”, ritengono importante condividere con il Premier  alcune considerazioni su quello che invece manca o appare poco definito. “Anche se il settore ha evidente necessità di maggiori risorse, non è questo ora il nostro focus – aggiungono -. Prima bisogna discutere il progetto per il futuro dell’assistenza agli anziani: solo se questo è solido ha senso affrontare i finanziamenti. E il decreto approvato in via preliminare, a nostro parere, non sviluppa adeguatamente il progetto che invece la legge prevede”.

In Italia manca un servizio domiciliare pubblico strutturato

Per questo motivo le organizzazioni del Patto , auspicano che l’attuale Governo “possa compiere una revisione del decreto perché sia in linea con le previsioni più innovative della legge-delega, a partire dai seguenti punti. Riformare i servizi domiciliari. Dalla pandemia in poi, opinione pubblica, media e politici hanno insistito – come una sola voce – sull’imperativo di assicurare agli anziani la possibilità di continuare a vivere a casa. In Italia, però, manca un servizio domiciliare pubblico disegnato per assistere gli anziani non autosufficienti. Quelli esistenti – di Asl e Comuni – sono utili ma pensati per altre categorie di persone e ad altri fini e non tengono conto di aspetti ineludibili come, ad esempio, la durata dell’assistenza. Sul punto – scrivono ancora nella lettera al Presidente Meloni -, lo schema di decreto rimanda a successivi provvedimenti di semplice indirizzo, mentre si dovrebbero già qui individuare alcuni criteri che siano vincolanti e che orientino il ridisegno dell’assistenza domiciliare verso la non autosufficienza”.

La riqualificazione delle strutture residenziali

Tra le richieste anche quella di avviare la riqualificazione delle strutture residenziali. “Seppure la priorità sia sostenere la permanenza dell’anziano a domicilio, nei casi più gravi questa non è un’opzione possibile. Se questo tema è prioritario, come è emerso durante la pandemia, ed è indispensabile, come il decreto stesso contempla, che le strutture siano luoghi accoglienti dove gli ospiti godano della miglior qualità di vita possibile, ci saremmo aspettati delle previsioni più stringenti, tanto nella definizione di tutti i criteri utili per l’accreditamento, quanto dei necessari requisiti di sicurezza e qualità. Il decreto attuativo, invece – continuano – contiene solo prime indicazioni in merito e rimanda a ulteriori provvedimenti. Dare un futuro alla prestazione universale”, sottolineano.

Il welfare sostenga anche le classi medie

“Per ottenere la nuova misura – sperimentale per il 2025- 2026 – sono richiesti un elevato bisogno assistenziale, un’età di almeno 80 anni, e ridotte disponibilità economiche. Viene così introdotto il principio che si può fruire dell’assistenza per la non autosufficienza solo se, oltre a trovarsi in questa condizione, si è poveri mentre attraverso il welfare è necessario sostenere anche le classi medie. Inoltre, con la prestazione vengono aggiunti 850 euro mensili all’indennità di accompagnamento – la più diffusa misura pubblica – che rimane immutata, senza affrontarne i tanti problemi!”. Le organizzazioni del Patto auspicano “che la sperimentazione possa prevedere anche una revisione dell’indennità per le persone coinvolte: solo così potrà costituire un’utile base per il futuro. Tutto ciò premesso, e nonostante riteniamo che sarebbe stato auspicabile un pieno coinvolgimento delle organizzazioni rappresentanti il mondo della non autosufficienza degli anziani nella fase ascendente del decreto, come d’altra parte era stato annunciato, il Patto – concludono – continua ad esprimere la propria disponibilità alla collaborazione sulla riforma, a partire da queste settimane che ci separano dalla definitiva approvazione del provvedimento”.

Le 60 organizzazioni del ‘Patto’:

ORGANIZZAZIONI DI CITTADINANZA SOCIALE
ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani
Associazione APRIRE – Assistenza Primaria In Rete – Salute a km 0
Associazione Prima la Comunità
Caritas Italiana
Cittadinanzattiva
Diaconia Valdese
Federcentri APS
Forum Disuguaglianze Diversità
Forum Nazionale del Terzo Settore
La Bottega del Possibile APS
Movimento per l’Invecchiamento Attivo
Network Non Autosufficienza (NNA)
Percorsi di Secondo Welfare
Rinata APS – ETS

RAPPRESENTANTI DEI PENSIONATI
ANAP Confartigianato Persone
Associazione Nazionale Anziani e Pensionati
ANPA Confagricoltura
Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori
ANP-CIA – Associazione Nazionale Pensionati Cia
Federazione Nazionale Coldiretti Pensionati
CNA Pensionati
FNPA Casartigiani-Federazione Nazionale Pensionati Artigiani
FNP CISL PENSIONATI

RAPPRESENTANTI DELLE PERSONE COINVOLTE E DEI FAMILIARI
AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica
A.L.I.Ce. Italia ODV – Lotta all’Ictus Cerebrale
Alzheimer Uniti Italia Onlus
AMOR – Associazione Malati in Ossigeno-Ventiloterapia e Riabilitazione
ANNA – Associazione Nutriti Artificialmente
ASSINDATCOLF – Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico
Associazione Apnoici Italiani – APS
Associazione Comitato Macula
Associazione Italiana Pazienti BPCO Onlus
Associazione Respiriamo Insieme APS
CARER ETS – Caregiver Familiari
Confederazione Parkinson Italia
DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie
Datori di Lavoro Domestico
FAIS – Associazioni Incontinenti e Stomizzati
Federazione Alzheimer Italia
FIDALDO – Federazione Italiana dei Datori di Lavoro Domestico
Forum Nazionale delle Ass. Nefropatici, Trapiantati e di Volontariato
Nuova Collaborazione –Associazione Nazionale Datori di Lavoro Domestico
SOS Alzheimer

SOCIETÀ SCIENTIFICHE E ORDINI PROFESSIONALI
AIP – Associazione Italiana Psicogeriatria
CARD ITALIA – Confederazione Associazioni Regionali dei Distretti
CNOAS – Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali
FNOFI – Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti
SIGG – Società Italiana di Gerontologia e Geriatria
SIGOT – Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio
SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa

RAPPRESENTANTI DI REALTÀ CHE OFFRONO INTERVENTI E SERVIZI
AGeSPI – Associazione Gestori Servizi Sociosanitari e Cure Post Intensive
ANASTE – Ass. Nazionale Strutture Terza Età
ANSDIPP – Ass. dei Manager del Sociale e del Sociosanitario
ARIS – Ass. Religiosa Istituti Socio-Sanitari
Assoprevidenza – Ass. Italiana per la Previdenza Complementare
Confcommercio Salute, Sanità e Cura
Consorzio MUSA – Consorzio Mutue Sanitarie
FIMIV- Fed. Italiana della Mutualità Integrativa Volontaria Legacoopsociali
Professione in Famiglia
UNEBA – Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale
ASSIFERO – Ass. Italiana delle Fondazioni ed Enti Filantropici

 

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