Salute 25 Settembre 2026 12:24

Adolescenti, solitudine e desiderio di essere più magre: le differenze tra ragazze e ragazzi

Uno studio su oltre 3mila adolescenti indaga perché depressione e ideazione suicidaria siano più frequenti tra le ragazze. A 14 anni solitudine e desiderio di essere più magre emergono come possibili percorsi associati alla maggiore vulnerabilità

di I.F.
Adolescenti, solitudine e desiderio di essere più magre: le differenze tra ragazze e ragazzi

Perché durante l’adolescenza i problemi di salute mentale sembrano colpire maggiormente le ragazze? Una nuova ricerca pubblicata su Nature Human Behaviour prova a rispondere a questa domanda guardando non soltanto ai sintomi psicologici, ma anche alle relazioni sociali e al rapporto con il proprio corpo. Lo studio, condotto nell’ambito della Tokyo Teen Cohort, ha seguito 3.171 adolescenti, il 46,9% dei quali ragazze, valutati a 12, 14 e 16 anni. I risultati mostrano che a 16 anni la prevalenza dei sintomi depressivi era del 15,9% tra le ragazze contro l’8,2% tra i ragazzi, mentre l’ideazione suicidaria riguardava il 29,8% delle ragazze e il 18,1% dei ragazzi. Ma il dato più interessante riguarda ciò che accade negli anni precedenti.

A 14 anni la differenza è già visibile

Quando i ricercatori hanno analizzato i dati relativi ai 14 anni, hanno osservato una maggiore presenza, tra le ragazze, di solitudine e desiderio di essere più magre. La sensazione di solitudine riguardava il 13,2% delle ragazze rispetto al 6% dei ragazzi. Ancora più marcata la differenza relativa al desiderio di essere più magre: 41,4% tra le ragazze contro l’11,1% tra i ragazzi. Sono proprio questi due elementi ad essere stati individuati dai ricercatori come possibili pathway, cioè come percorsi attraverso i quali una parte della differenza osservata nella salute mentale tra ragazze e ragazzi potrebbe svilupparsi. Attraverso un’analisi di mediazione, gli autori hanno stimato che la combinazione di solitudine e desiderio di essere più magre a 14 anni rappresentasse circa il 34,7% dell’effetto complessivo associato al sesso femminile sui sintomi depressivi a 16 anni e il 46,3% per l’ideazione suicidaria. Per gli altri problemi di salute mentale analizzati, le percentuali stimate erano del 26,7% per l’autolesionismo, del 23,5% per i sintomi emotivi e del 7,7% per l’ansia.

Non è soltanto una questione di “benessere psicologico”

Il lavoro suggerisce quindi di guardare alla salute mentale delle adolescenti anche attraverso il contesto nel quale crescono. Nella fase di co-produzione della ricerca, realizzata coinvolgendo giovani, sono emersi diversi elementi considerati rilevanti dagli stessi adolescenti: l’esclusione dal gruppo, la difficoltà a trovare amici con cui parlare liberamente, le prese in giro legate all’aspetto fisico, il confronto con gli altri attraverso lo smartphone e la pressione sociale sull’idea che una ragazza debba essere magra. Il corpo diventa così uno dei terreni sui quali possono incontrarsi aspettative sociali, confronto con i coetanei e percezione di sé. E durante l’adolescenza, una fase caratterizzata da profondi cambiamenti fisici e relazionali, questi fattori possono assumere un peso particolare.

Il ruolo della solitudine

Anche la solitudine merita attenzione. Non si tratta semplicemente di avere pochi contatti sociali: può riguardare la percezione di non avere relazioni sufficientemente significative o di non poter condividere con qualcuno le proprie difficoltà. Nel modello analizzato dai ricercatori, la solitudine a 14 anni rappresenta quindi un possibile elemento di collegamento tra la differenza osservata tra ragazze e ragazzi e alcuni problemi di salute mentale rilevati due anni più tardi. Questo risultato non significa, però, che la solitudine o il desiderio di essere più magre siano da soli la causa della depressione o dell’ideazione suicidaria. Lo studio identifica possibili percorsi esplicativi all’interno di una relazione complessa, dopo aver tenuto conto di numerosi fattori precedenti, tra cui caratteristiche fisiche, attività fisica, rapporti con genitori e amici, bullismo, utilizzo di internet, sviluppo puberale e indicatori di salute mentale già presenti a 12 anni.

Uno studio costruito anche con il contributo dei giovani

Un elemento particolare della ricerca è proprio il coinvolgimento degli adolescenti nella fase di co-produzione. Il loro contributo ha aiutato i ricercatori a individuare quali fattori potessero essere considerati particolarmente rilevanti per comprendere le differenze di salute mentale tra ragazze e ragazzi. L’approccio sposta quindi almeno in parte l’attenzione dalla sola dimensione individuale verso quella sociale e relazionale: sentirsi esclusi, non avere qualcuno con cui parlare, subire commenti sull’aspetto fisico o confrontarsi continuamente con modelli corporei percepiti come desiderabili possono diventare elementi importanti da considerare nella prevenzione.

Dalla scuola alla comunità: dove intervenire

Secondo gli autori, i risultati possono aiutare a individuare possibili aree di intervento: rafforzare le relazioni e il senso di appartenenza, favorire ambienti nei quali gli adolescenti possano parlare delle proprie difficoltà e ridurre le pressioni dannose legate all’aspetto fisico. Il tema riguarda quindi non soltanto i servizi di salute mentale. Scuola, famiglia, comunità, comunicazione e ambienti digitali possono avere un ruolo nel creare condizioni più favorevoli al benessere degli adolescenti. Lo studio presenta tuttavia alcuni limiti. I dati provengono dalla Tokyo Teen Cohort, una coorte di adolescenti dell’area metropolitana di Tokyo, e gli stessi ricercatori sottolineano la necessità di verificare se i risultati siano replicabili in altre popolazioni e contesti culturali. Inoltre, i risultati della mediazione non devono essere interpretati come una dimostrazione di causalità individuale. La ricerca offre dunque una chiave di lettura precisa: per comprendere le differenze di salute mentale tra ragazze e ragazzi non basta osservare quando compaiono i sintomi. È necessario interrogarsi anche su che cosa accade prima, nelle relazioni, nella percezione del proprio corpo e nel rapporto con il gruppo dei pari

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato