L'OMS annuncia l'ingresso nella sperimentazione clinica di ChAdOx1 e mRNA-1469. È la prima volta che vaccini sviluppati specificamente contro questa variante vengono testati durante un'epidemia.
Due nuovi vaccini candidati contro l’Ebola saranno aggiunti alla sperimentazione clinica in corso nella Repubblica Democratica del Congo, dove da quasi sei mesi è in corso una grave epidemia causata dalla variante Bundibugyo del virus. L’annuncio arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in seguito alla raccomandazione del Gruppo Consultivo Tecnico indipendente sulla Prioritizzazione dei Vaccini Candidati.
Si tratta della prima volta che vaccini sviluppati specificamente contro questa variante vengono valutati nell’ambito di un’epidemia. I due candidati sono ChAdOx1, sviluppato dall’Università di Oxford in collaborazione con il Serum Institute of India, e mRNA-1469, realizzato dall’azienda farmaceutica statunitense Moderna. La loro inclusione nella sperimentazione avverrà dopo aver ottenuto le necessarie autorizzazioni nazionali.
Secondo il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, la possibilità di avviare questa fase di ricerca dimostra il valore della collaborazione scientifica e rappresenta una nuova opportunità nella risposta all’emergenza. I vaccini, ha precisato, non saranno sufficienti da soli a fermare l’epidemia, ma potrebbero diventare uno strumento importante per contenerla.
La Repubblica Democratica del Congo sta affrontando quella che è diventata la più grave epidemia di Ebola causata dalla variante Bundibugyo nella storia del Paese. Al 1° novembre si registravano oltre 10.500 casi confermati e 5.126 decessi. La risposta sanitaria si basa anche sulla sperimentazione multivaccinistica Tumaini, termine swahili che significa “speranza”, sostenuta dall’OMS e avviata il 23 ottobre a Bunia, capoluogo della provincia orientale di Ituri, dove si trova l’epicentro dell’epidemia. Il protocollo prevede di valutare più vaccini candidati nell’ambito di un’unica sperimentazione clinica.
Al suo interno è già stato incluso Ervebo, il vaccino utilizzato contro la variante Zaire del virus Ebola, la cui efficacia nei confronti della variante Bundibugyo è attualmente oggetto di studio. L’aggiunta di ChAdOx1 e mRNA-1469 consentirà di ampliare le opzioni sottoposte a valutazione. La scelta di procedere con più candidati risponde alla necessità di individuare strumenti preventivi efficaci contro una variante per la quale non sono ancora disponibili vaccini specificamente approvati.
La sperimentazione Tumaini utilizza una strategia di vaccinazione ad anello, che concentra la somministrazione dei vaccini sui contatti delle persone con una diagnosi confermata di Ebola causata dalla variante Bundibugyo. L’obiettivo è intervenire sulle catene di trasmissione, proteggendo le persone maggiormente esposte al rischio di contagio.
L’approccio era già stato adottato dall’OMS e dai suoi partner durante l’epidemia di Ebola che colpì l’Africa occidentale circa dieci anni fa. In quell’occasione, una sperimentazione condotta in Guinea aveva dimostrato l’efficacia di Ervebo contro la variante Zaire. Il modello viene ora riproposto, adattandolo alle caratteristiche dell’attuale emergenza e ampliandolo attraverso la valutazione simultanea di diversi candidati vaccinali. Finora sono stati costituiti quattro anelli di vaccinazione, mentre altri sono in fase di preparazione.
Parallelamente, prosegue la ricerca su possibili trattamenti contro l’infezione. L’introduzione dei due nuovi vaccini rappresenta quindi un ulteriore passaggio nella strategia di risposta all’epidemia, che combina sorveglianza, interventi di contenimento, vaccinazione dei contatti e sviluppo di nuove opzioni terapeutiche.
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