Sanità 6 Novembre 2026 10:03

Riforma farmaceutica, respinti gli emendamenti sulla partecipazione dei pazienti e sulle disparità regionali

Per il Governo le garanzie sono già previste. Saranno i decreti attuativi a definirne l'applicazione concreta.

di Redazione
Riforma farmaceutica, respinti gli emendamenti sulla partecipazione dei pazienti e sulle disparità regionali

La partecipazione delle associazioni dei pazienti alla riforma farmaceutica non avrà, almeno nel testo attualmente all’esame della Camera, una previsione esplicita. Nella seduta del 4 novembre, la Commissione Affari sociali ha respinto gli emendamenti che chiedevano di coinvolgere le organizzazioni civiche nell’attuazione della delega al Governo, insieme alle proposte per rafforzare la continuità terapeutica dei pazienti fragili e contrastare le disuguaglianze regionali nell’accesso ai medicinali.

Il disegno di legge, già approvato dal Senato, punta a riordinare la normativa farmaceutica, intervenendo sulla distribuzione dei medicinali, sulla spesa e sul ruolo delle farmacie nell’assistenza territoriale. Il Governo avrà dodici mesi dall’entrata in vigore della legge per adottare i decreti legislativi previsti dalla delega.

Partecipazione dei pazienti, per il Governo le norme esistono già

Il confronto più diretto ha riguardato l’emendamento 1.5, presentato da Luana Zanella (AVS), che proponeva di coinvolgere le organizzazioni civiche e di tutela dei diritti dei pazienti nel procedimento attuativo della riforma.

Alla richiesta di chiarimenti avanzata da Paolo Ciani (PD), il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha risposto che l’ordinamento già contempla forme analoghe di partecipazione della società civile. Una posizione contestata da Zanella, secondo la quale la proposta serviva proprio a colmare una lacuna normativa. Il relatore Antonio Maria Gabellone (FdI) ha invece giudicato superflua l’integrazione, condividendo le argomentazioni del Governo. L’emendamento è quindi stato respinto. La delega pertanto proseguirà senza una disposizione aggiuntiva che disciplini espressamente la consultazione delle organizzazioni dei pazienti durante la predisposizione dei decreti legislativi.

Continuità terapeutica e accesso ai farmaci: le proposte respinte

Analogo esito per l’emendamento Malavasi 2.8, illustrato da Ciani, che chiedeva di inserire tra i criteri direttivi della riforma una garanzia esplicita di continuità terapeutica, con particolare attenzione agli anziani non autosufficienti, alle persone con disabilità e ai pazienti affetti da malattie croniche o rare.

Gemmato ha richiamato l’articolo 3 del disegno di legge, che già prevede misure rivolte ai pazienti con patologie rare, croniche o invalidanti, nell’obiettivo di promuovere un accesso più equo, continuativo e personalizzato ai medicinali. La Commissione ha respinto l’emendamento e le due proposte identiche presentate da Faraone e Marianna Ricciardi.

Lo stesso articolo è stato invocato dal sottosegretario per motivare il parere contrario all’emendamento Malavasi 2.11, dedicato al superamento delle disparità regionali. Anche questa proposta è stata bocciata, così come quella presentata da Andrea Quartini (M5S) per garantire la disponibilità uniforme, in tutte le Regioni, dei farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale.

Le votazioni non cancellano gli obiettivi di equità e continuità delle cure già contenuti nella delega, ma lasciano al Governo un ampio margine nella scelta degli strumenti attraverso i quali perseguirli. È una delle ragioni del dissenso delle opposizioni, che durante la seduta hanno criticato il parere contrario espresso su tutte le proposte emendative.

Il passaggio decisivo sarà dunque la redazione dei decreti legislativi. La partecipazione dei rappresentanti dei pazienti dovrà trovare spazio nelle procedure di consultazione, mentre le disposizioni sull’accesso ai medicinali dovranno tradursi in misure applicabili anche nei territori dove persistono differenze nell’organizzazione dell’assistenza farmaceutica. Il testo della delega contiene già un riferimento specifico alle persone con patologie rare, croniche o invalidanti. Resta da definire come questa tutela sarà declinata nelle regole sulla distribuzione e sull’erogazione dei farmaci, soprattutto per chi necessita di trattamenti continuativi.