Lavoro e Professioni 19 Ottobre 2026 12:30

Sostanze pericolose sul lavoro, l’Ue approva nuove regole: limiti per quattro agenti

Il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la sesta revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e sulle sostanze tossiche per la riproduzione. Previste nuove soglie di esposizione professionale 

di I.F.
Sostanze pericolose sul lavoro, l’Ue approva nuove regole: limiti per quattro agenti

Proteggere chi lavora dall’esposizione a sostanze pericolose, aggiornando le norme europee alla luce delle più recenti evidenze scientifiche. È questo l’obiettivo della revisione della direttiva sugli agenti cancerogeni, mutageni e sulle sostanze tossiche per la riproduzione (CMRD), adottata dal Consiglio dell’Unione europea il 19 ottobre 2026. Il provvedimento introduce nuovi valori limite di esposizione professionale per alcune sostanze chimiche e amplia l’elenco dei processi lavorativi sottoposti a specifiche disposizioni di tutela, includendo i fumi di saldatura. Si tratta di un ulteriore passo nel percorso europeo di prevenzione delle malattie professionali, con particolare attenzione ai rischi che possono avere conseguenze gravi sulla salute, come il cancro e l’asma. Secondo le stime riportate dal Consiglio, l’applicazione delle nuove misure potrebbe contribuire a prevenire circa 1.700 casi di tumore polmonare e 19mila altre malattie nell’arco dei prossimi 40 anni.

Quattro sostanze, nuovi limiti di esposizione professionale

La revisione aggiorna la normativa europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro, introducendo valori limite di esposizione professionale, noti con la sigla OEL, per quattro gruppi di sostanze: cobalto e suoi composti inorganici, idrocarburi policiclici aromatici, 1,4-diossano e isoprene. I limiti di esposizione professionale definiscono le concentrazioni di una sostanza alle quali i lavoratori possono essere esposti nell’ambiente di lavoro, secondo i parametri stabiliti dalla normativa. Il loro aggiornamento punta a rafforzare le misure di prevenzione e a ridurre i rischi per la salute associati all’esposizione professionale. La direttiva interviene anche sui fumi di saldatura, inserendoli nell’elenco delle sostanze, delle miscele e dei processi riportati nell’allegato I. L’inclusione riconosce la necessità di considerare in modo specifico i rischi legati a queste esposizioni nell’ambito della disciplina europea dedicata agli agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione. L’aggiornamento mira così a rendere il quadro normativo più aderente alle conoscenze scientifiche e a rafforzare gli strumenti a disposizione per proteggere la salute dei lavoratori.

Dall’accordo di giugno all’adozione definitiva: le tappe della revisione

L’approvazione del 19 ottobre rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso istituzionale avviato nei mesi precedenti. Il 23 giugno 2026, durante la presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue, Consiglio e Parlamento europeo avevano raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione della direttiva. L’intesa, aggiornata il 22 luglio con l’inserimento del testo concordato, aveva mantenuto gli obiettivi principali della proposta della Commissione europea, introducendo anche ulteriori elementi di tutela. Tra le novità concordate figuravano l’inserimento di un limite di esposizione professionale per l’isoprene e l’estensione a sette anni del periodo transitorio previsto per l’applicazione del nuovo limite relativo agli idrocarburi policiclici aromatici, con un ampliamento dei settori interessati a tutti i produttori di carbonio e grafite. L’accordo prevedeva inoltre l’introduzione di pause regolari per i lavoratori che indossano dispositivi di protezione individuale, oltre a chiarimenti sulle disposizioni applicabili al loro utilizzo. Un altro punto riguardava l’aggiornamento delle definizioni di agente cancerogeno, agente mutageno e sostanza tossica per la riproduzione, per tenere conto dell’inclusione dei fumi di saldatura tra i processi disciplinati dalla direttiva, anche in relazione ai loro potenziali effetti sulla riproduzione. Le istituzioni avevano infine sottolineato l’importanza di sviluppare ulteriori orientamenti sui fumi di saldatura e di chiarire che la definizione di valori limite non elimina completamente i rischi per la salute e la sicurezza. Con l’adozione formale del 19 ottobre, il Consiglio ha quindi completato il passaggio di propria competenza, dando seguito all’intesa raggiunta con il Parlamento europeo.

Che cosa cambia per la prevenzione delle malattie professionali

La revisione si inserisce in una strategia europea che punta a ridurre l’esposizione dei lavoratori agli agenti pericolosi e a rafforzare la prevenzione delle patologie correlate all’attività professionale. Il tema è particolarmente rilevante per le malattie che possono svilupparsi dopo esposizioni prolungate, anche quando i loro effetti non sono immediatamente riconoscibili. L’aggiornamento dei limiti e l’inclusione di ulteriori processi lavorativi nella direttiva mirano a favorire una gestione più rigorosa dei rischi negli ambienti professionali. La presenza di un limite di esposizione, tuttavia, non deve essere interpretata come una garanzia di assenza assoluta di rischio. Lo stesso accordo raggiunto a giugno sottolineava che i valori limite contribuiscono a ridurre l’esposizione, ma non eliminano completamente i pericoli per la salute. Restano quindi centrali la valutazione dei rischi, l’adozione di misure preventive adeguate e l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione.

Recepimento entro due anni

Il prossimo passaggio riguarda l’attuazione delle nuove disposizioni nei singoli Stati membri. La direttiva entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Da quel momento, i Paesi dell’Ue avranno due anni per recepire le nuove regole nella legislazione nazionale. Sarà quindi il recepimento a definire il quadro attraverso cui le disposizioni europee saranno applicate nei diversi contesti nazionali. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la tutela della salute nei luoghi di lavoro attraverso norme aggiornate e coerenti con le conoscenze scientifiche disponibili. Le stime sulle malattie che potrebbero essere prevenute nei prossimi quattro decenni restituiscono la portata dell’intervento, che punta a ridurre nel tempo il peso delle esposizioni professionali sulla salute pubblica.

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