L'INPS aggiorna le modalità con cui le pubbliche amministrazioni dovranno comunicare i permessi e i congedi utilizzati dai dipendenti. Dal mese di dicembre saranno richieste informazioni più dettagliate sulle assenze e sui beneficiari dell'assistenza
Si rafforza il sistema dei controlli sui permessi della Legge 104 e sui congedi utilizzati dai lavoratori per assistere familiari con disabilità. La novità arriva dall’INPS che, con il messaggio n. 3267 del 14 ottobre 2026, ha illustrato le nuove modalità di comunicazione delle assenze da parte delle pubbliche amministrazioni. Le indicazioni danno attuazione a quanto previsto dalla legge di Bilancio 2026 e diventeranno operative con le denunce contributive relative al mese di dicembre.
L’intervento si inserisce nel più ampio processo di monitoraggio dei benefici lavorativi riconosciuti alle persone con disabilità e ai familiari che prestano loro assistenza. Un ambito particolarmente delicato, nel quale l’esigenza di verificare il corretto utilizzo delle agevolazioni deve convivere con la necessità di garantire tutele effettive a chi affronta quotidianamente le responsabilità della cura.
Ma cosa cambia concretamente per i lavoratori? Il primo elemento da chiarire è che le nuove istruzioni non modificano il diritto ai permessi previsto dalla Legge 104. Riguardano, piuttosto, gli obblighi informativi delle amministrazioni pubbliche, chiamate a trasmettere all’INPS dati più precisi sulle assenze dei dipendenti.
Alla base delle novità c’è l’articolo 1, comma 724, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, che ha previsto il potenziamento dei controlli sulla fruizione di alcune tipologie di permessi e congedi. La disposizione riguarda non soltanto i permessi disciplinati dall’articolo 33 della Legge 104/1992, ma anche il congedo straordinario riconosciuto per l’assistenza alle persone con disabilità grave e diverse forme di congedo parentale e di assenza collegate alla tutela della genitorialità.
Per rendere possibili verifiche più puntuali, le amministrazioni interessate dovranno integrare le informazioni comunicate all’Istituto attraverso il sistema UNIEMENS/ListaPosPA, utilizzato per la trasmissione dei dati contributivi dei lavoratori iscritti alla Gestione pubblica. Tra gli elementi richiesti figurano l’esatta individuazione del periodo di assenza e il codice fiscale del cosiddetto dante causa, espressione con la quale viene identificato il soggetto che determina il diritto al beneficio. Nel caso dei permessi utilizzati per assistere una persona con disabilità, il riferimento è dunque al familiare assistito.
L’obiettivo è consentire una ricostruzione più precisa delle assenze comunicate, attraverso dati strutturati e confrontabili. Il messaggio INPS disciplina anche le modalità per correggere o annullare eventuali informazioni trasmesse in modo errato.
Per i lavoratori e per le famiglie è importante evitare equivoci. Le nuove disposizioni non introducono una riduzione dei permessi previsti dalla Legge 104, né stabiliscono ulteriori condizioni sanitarie per il loro riconoscimento. Resta quindi ferma, nei casi e alle condizioni previste dalla normativa, la possibilità di usufruire dei tre giorni mensili di permesso retribuito per l’assistenza a una persona con disabilità grave. Continuano inoltre ad applicarsi le regole già previste per gli altri benefici collegati all’assistenza familiare. Il messaggio del 14 ottobre non introduce neppure una nuova domanda che i dipendenti debbano presentare per effetto del solo aggiornamento dei flussi contributivi.
Un’altra distinzione riguarda i destinatari delle istruzioni. Sebbene la legge di Bilancio faccia riferimento al potenziamento dei controlli sui permessi dei lavoratori pubblici e privati, il messaggio n. 3267 disciplina specificamente la compilazione dei flussi da parte degli enti e delle amministrazioni pubbliche con lavoratori iscritti alla Gestione pubblica. Non può quindi essere interpretato come l’introduzione di identici nuovi adempimenti per tutti i datori di lavoro privati.
Le nuove modalità di comunicazione saranno applicate a partire dalla denuncia contributiva relativa a dicembre 2026. Da quel momento, le amministrazioni interessate dovranno utilizzare le codifiche indicate dall’Istituto.
La novità segna dunque un rafforzamento delle procedure amministrative di controllo, senza intervenire direttamente sul contenuto dei diritti riconosciuti ai lavoratori. Per i caregiver, che devono spesso conciliare l’attività professionale con necessità assistenziali continuative, la distinzione non è secondaria: verificare la corretta fruizione delle agevolazioni è un obiettivo diverso dal limitarne la disponibilità.
I lavoratori che hanno dubbi sull’utilizzo dei permessi o sugli effetti delle nuove disposizioni possono rivolgersi innanzitutto all’ufficio del personale della propria amministrazione, competente per la gestione delle assenze e delle relative comunicazioni. Per verificare i requisiti di accesso ai benefici della Legge 104, le modalità di presentazione delle domande o la propria posizione previdenziale, è possibile consultare il portale INPS o rivolgersi a un istituto di patronato, che può fornire assistenza anche nella gestione delle pratiche.
In caso di controversie con il datore di lavoro sull’effettivo riconoscimento dei permessi, può essere utile richiedere il supporto di un’organizzazione sindacale o di un professionista esperto in diritto del lavoro.
Per approfondire