Un gruppo di ricercatori ha confrontato un breve video rilassante visto sul telefono con lo stesso intervento tramite realtà virtuale, coinvolgendo 96 pazienti in attesa di un’operazione. I risultati indicano che anche una soluzione semplice potrebbe aiutare a gestire l’ansia preoperatoria
Prima di un intervento chirurgico, l’attesa può essere accompagnata da ansia e tensione. Per affrontarle, anche un intervento non farmacologico semplice e facilmente accessibile potrebbe rivelarsi utile. Uno studio randomizzato condotto su 96 pazienti sottoposti a chirurgia addominale elettiva ha confrontato gli effetti di un video rilassante di 15 minuti, guardato con un visore per la realtà virtuale oppure su uno smartphone, con quelli dell’assistenza standard. La ricerca, firmata da Sevim Akbal, Seher Ünver e Dogan Albayrak dell’Università di Trakya, in Turchia, è stata pubblicata il 12 ottobre 2026 sulla rivista scientifica Surgical Endoscopy. I risultati mostrano una riduzione dell’ansia in entrambi i gruppi che hanno guardato il video, senza differenze significative tra le due modalità. Un dato che apre alla possibilità di utilizzare strumenti comuni per supportare i pazienti prima dell’intervento, anche senza ricorrere a tecnologie immersive.
La sperimentazione ha coinvolto 96 pazienti in attesa di un intervento di chirurgia addominale programmato, suddivisi casualmente in tre gruppi da 32 persone ciascuno. Il primo ha guardato un video rilassante di 15 minuti attraverso un visore per la realtà virtuale, il secondo ha visto lo stesso contenuto sullo smartphone e il terzo ha ricevuto l’assistenza standard, senza questo intervento aggiuntivo. L’obiettivo era valutare se la visione di contenuti rilassanti potesse ridurre l’ansia prima dell’operazione e se l’impiego della realtà virtuale offrisse benefici maggiori rispetto a uno strumento di uso quotidiano come il telefono. Per misurare l’ansia, i ricercatori hanno utilizzato la Visual Analogue Scale–Anxiety (VAS-A). Hanno inoltre monitorato lo stress fisiologico e la frequenza cardiaca prima e dopo l’intervento attraverso una smart band indossabile.
I risultati hanno mostrato una diminuzione significativa dell’ansia preoperatoria in entrambi i gruppi che hanno guardato il video. Nel gruppo di controllo, invece, l’ansia è aumentata. Il confronto tra le due modalità di fruizione non ha evidenziato differenze statisticamente significative: sulla base dei dati raccolti, quindi, il visore non ha dimostrato un vantaggio rispetto allo smartphone nel contenere l’ansia prima dell’intervento. Il risultato è interessante perché suggerisce che, almeno nelle condizioni esaminate, non è necessariamente indispensabile una tecnologia immersiva per ottenere un possibile beneficio. Un video rilassante fruito attraverso un dispositivo già disponibile potrebbe rappresentare un’opzione più semplice da integrare nei percorsi di preparazione alla chirurgia.
Oltre all’ansia, i ricercatori hanno monitorato anche lo stress fisiologico attraverso una smart band. In questo caso, una diminuzione dei punteggi di stress è stata osservata nel gruppo che ha guardato il video sullo smartphone, mentre nel gruppo che ha utilizzato il visore per la realtà virtuale non sono emersi cambiamenti significativi. Nel gruppo di controllo, invece, i punteggi di stress sono aumentati. La frequenza cardiaca non ha mostrato differenze statisticamente significative tra i tre gruppi.
Questi risultati richiedono cautela nell’interpretazione: le diverse misure non hanno restituito un quadro del tutto sovrapponibile e non consentono di affermare che il video produca gli stessi effetti su tutti gli indicatori di stress. Saranno necessari ulteriori approfondimenti per chiarire la relazione tra la riduzione dell’ansia percepita e le variazioni dei parametri fisiologici.
L’ansia preoperatoria è un aspetto importante dell’esperienza del paziente. Interventi brevi, non farmacologici e facilmente accessibili potrebbero affiancare le misure di assistenza già previste, offrendo un supporto aggiuntivo senza richiedere necessariamente dispositivi dedicati.
Lo studio suggerisce che un video rilassante di 15 minuti sullo smartphone potrebbe essere una soluzione da approfondire, anche in considerazione della sua semplicità di utilizzo e dei costi potenzialmente inferiori rispetto alla realtà virtuale. Gli autori indicano infatti la visione di video convenzionali come una strategia pratica e facilmente applicabile per la gestione dell’ansia nel periodo perioperatorio.