In vista della Giornata mondiale del 10 ottobre, la CRI rilancia il proprio impegno attraverso il numero 1520, le Officine della Salute e le iniziative territoriali, con servizi dedicati anche alle persone sorde.
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre, la Croce Rossa Italiana rinnova il proprio impegno per la tutela del benessere psicologico della popolazione. In un contesto in cui i problemi di salute mentale riguardano una persona su sei e circa un milione di italiani è in cura presso i servizi territoriali, richiama l’attenzione sull’importanza di garantire ascolto e sostegno alle persone in condizioni di vulnerabilità. L’accesso al supporto psicologico, sottolinea la CRI, deve essere considerato un diritto e non un privilegio.
Un punto centrale di questa attività è il numero 1520, la Centrale di Risposta Nazionale della Croce Rossa Italiana, attiva tutti i giorni, 24 ore su 24. Il servizio rappresenta un punto di accesso per le richieste di assistenza e comprende il supporto psicologico da remoto, con un ascolto non giudicante rivolto a chi vive una situazione di disagio. Nell’ultimo anno, gli psicologi della CRI hanno seguito oltre 45.000 persone in tutta Italia. Tra le fasce maggiormente interessate dal bisogno di supporto figurano giovani, donne e anziani.
Per favorire l’inclusione, la Centrale ha inoltre attivato una sezione dedicata alle persone sorde. Attraverso la piattaforma Comunicaens è possibile accedere ai servizi socio-sanitari tramite cinque canali di contatto: videochat, chat testuale, email, Telegram e SMS.
L’attività della Croce Rossa Italiana non si limita alla gestione delle richieste di assistenza attraverso il numero 1520. Le “Officine della Salute”, presenti in numerosi Comitati territoriali, offrono percorsi di cura personalizzati rivolti alle persone che affrontano situazioni di necessità e vulnerabilità. A queste attività si affiancano le iniziative organizzate sul territorio, attraverso le quali la CRI promuove l’ascolto e il sostegno psicologico, con particolare attenzione ai minori e ai giovani.
In questi contesti, la CRI ha ascoltato e continua ad ascoltare centinaia di ragazzi, mettendo a disposizione spazi sicuri nei quali possano esprimere il proprio disagio e trovare un riferimento. L’obiettivo è contribuire a ridurre l’isolamento e le difficoltà legate allo stigma che ancora accompagna i problemi di salute mentale.
“La salute mentale è un diritto di tutti e la sua tutela rappresenta una delle sfide più delicate e urgenti del nostro tempo”, dichiara Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana. “Nessuno dovrebbe sentirsi costretto a nascondere il proprio disagio o a convivere con lo stigma che, purtroppo, ancora avvolge queste tematiche. Per la CRI, essere presenti significa tendere la mano per alleviare la sofferenza e garantire ascolto senza mai emettere alcun giudizio. Attraverso il numero 1520, le Officine della Salute e l’impegno incessante dei nostri Volontari, vogliamo trasmettere un messaggio chiaro: chiedere aiuto è un atto di grande forza. Noi siamo e saremo qui per far sì che nessuna persona debba mai affrontare il buio da sola”.
La tutela della salute mentale richiede anche una preparazione specifica e un addestramento costante dei volontari. La Croce Rossa Italiana promuove percorsi formativi in ambiti come il Supporto in Emergenza Psicologica (SEP), finalizzati a preparare gli operatori a intervenire nelle situazioni di disagio e nelle emergenze.
L’importanza della formazione è stata ribadita durante “In Campo”, l’evento nazionale organizzato recentemente a Roma, che ha permesso di mettere alla prova l’operatività dell’Associazione anche nell’ambito del supporto psicosociale.
L’attenzione della CRI riguarda anche il benessere psicologico dei propri volontari, chiamati a confrontarsi con interventi complessi e situazioni emotivamente impegnative. Chi presta assistenza può infatti avere a sua volta bisogno di sostegno, soprattutto dopo aver partecipato a operazioni di emergenza o in presenza di un sovraccarico emotivo.
Per questo, i volontari possono rivolgersi agli psicologi dell’Associazione e ai servizi psicosociali dei Comitati territoriali. In uno spazio caratterizzato dalla tutela della privacy, possono trovare ascolto ed elaborare il peso delle esperienze affrontate, con l’obiettivo di recuperare equilibrio e tornare operativi con maggiore serenità.
Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato