Una revisione di 80 studi clinici su quasi 30mila persone rileva tassi di cessazione più elevati con le sigarette elettroniche alla nicotina rispetto alla terapia sostitutiva. Restano da chiarire i rischi a lungo termine.
Le sigarette elettroniche contenenti nicotina possono aiutare più persone a smettere di fumare rispetto a diversi metodi convenzionali, tra cui cerotti e gomme alla nicotina, e potrebbero risultare più efficaci anche del supporto comportamentale o del tentativo di abbandonare il tabacco senza assistenza. È quanto emerge dall’aggiornamento di una revisione sistematica Cochrane, che ha analizzato 80 studi clinici randomizzati controllati per un totale di 29.861 partecipanti. Rispetto alla versione precedente, l’analisi ha incluso nove nuovi studi, senza modificare le principali conclusioni.
Il lavoro si inserisce nel contesto della lotta al tabagismo, che rimane una delle principali cause prevenibili di malattia e morte nel mondo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il consumo di tabacco provoca oltre sette milioni di decessi ogni anno, compresi circa 1,6 milioni tra i non fumatori esposti al fumo passivo. Gli autori sottolineano che le sigarette elettroniche alla nicotina, se regolamentate, rappresentano un’opzione da considerare per chi vuole interrompere il consumo di sigarette tradizionali, pur senza essere prive di rischi.
Le prove raccolte dalla revisione indicano, con un elevato grado di certezza, che le sigarette elettroniche contenenti nicotina favoriscono la cessazione del fumo più della terapia sostitutiva della nicotina, che comprende prodotti come cerotti e gomme da masticare. In termini assoluti, ogni 100 persone che utilizzano sigarette elettroniche alla nicotina, circa quattro in più riescono a smettere rispetto a chi ricorre alla terapia sostitutiva.
Il vantaggio riguarda anche il confronto con le sigarette tradizionali: secondo l’analisi, l’impiego delle sigarette elettroniche alla nicotina è associato a circa due cessazioni in più ogni 100 persone rispetto ai prodotti del tabacco combustibile.
I risultati suggeriscono inoltre un’efficacia superiore rispetto all’assenza di assistenza o al ricorso a interventi di supporto comportamentale, come la consulenza individuale e i programmi di gruppo. In questo caso, tuttavia, il livello di certezza delle prove è inferiore, a causa del rischio di distorsioni metodologiche presenti in alcuni studi.
La revisione conferma quindi che le sigarette elettroniche possono costituire uno strumento utile nei percorsi di disassuefazione, soprattutto per le persone che non sono riuscite a smettere con altri approcci. I risultati non implicano, però, che siano necessariamente la soluzione più adatta per ogni fumatore: la scelta deve tenere conto delle caratteristiche individuali e delle alternative disponibili.
Sul fronte della sicurezza, i ricercatori non hanno individuato prove di un aumento dei gravi effetti avversi associato all’impiego delle sigarette elettroniche per smettere di fumare. Gli autori precisano, tuttavia, che le evidenze disponibili non consentono di escludere tutti i rischi e che sono necessari ulteriori studi per valutare le conseguenze dell’utilizzo nel lungo periodo.
Le conclusioni riguardano specificamente le sigarette elettroniche contenenti nicotina e conformi agli standard di regolamentazione. Non possono essere automaticamente estese ai prodotti illegali o ai dispositivi che contengono altre sostanze, come il tetraidrocannabinolo (THC), che possono presentare profili di rischio differenti.
Jamie Hartmann-Boyce, autrice senior della revisione e ricercatrice all’Università del Massachusetts Amherst, evidenzia l’importanza di distinguere i prodotti regolamentati da quelli non autorizzati. Questi ultimi possono presentare problemi legati alla qualità dei componenti, alla stabilità delle batterie e alla presenza di sostanze chimiche potenzialmente nocive.
Per chi intende utilizzare le sigarette elettroniche nel tentativo di abbandonare il tabacco, diventa quindi importante scegliere dispositivi sottoposti ai controlli previsti dalle autorità competenti. Negli Stati Uniti, i riferimenti sono rappresentati dalla Food and Drug Administration (FDA), mentre nel Regno Unito opera la Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA). La conformità normativa, pur essendo un requisito importante, non equivale comunque a una garanzia di assenza di rischi.
La possibilità di ricorrere alle sigarette elettroniche per smettere di fumare non elimina le preoccupazioni sanitarie legate allo svapo. Le principali organizzazioni e agenzie di salute pubblica, compresa l’Organizzazione mondiale della sanità, continuano a richiamare l’attenzione sull’esposizione alla nicotina e ad altre sostanze chimiche potenzialmente dannose.
La nicotina è una sostanza che provoca dipendenza e il suo consumo attraverso le sigarette elettroniche può mantenere l’assuefazione anche quando una persona interrompe l’uso delle sigarette tradizionali. Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda bambini e adolescenti: l’utilizzo dei dispositivi in questa fascia d’età può favorire lo sviluppo della dipendenza da nicotina e sollevare interrogativi sulle successive abitudini di consumo di prodotti del tabacco.
Per questo motivo, i risultati della revisione non devono essere interpretati come un’approvazione generalizzata dello svapo. Il beneficio potenziale riguarda soprattutto gli adulti che fumano e che utilizzano sigarette elettroniche alla nicotina come strumento per interrompere il consumo di tabacco combustibile.
La distinzione è rilevante anche sul piano della comunicazione sanitaria: riconoscere che un prodotto può essere meno dannoso di un altro non significa considerarlo innocuo. Le valutazioni devono confrontare i rischi nelle situazioni reali, senza trascurare né i benefici della cessazione del fumo né le possibili conseguenze dell’uso continuativo di nicotina.
Gli autori sottolineano che le sigarette elettroniche alla nicotina non rappresentano necessariamente la soluzione migliore per tutti e invitano le persone che vogliono smettere a rivolgersi al proprio medico o ai servizi dedicati alla cessazione del fumo, così da individuare il percorso più appropriato.
Nicola Lindson, autrice principale della revisione e ricercatrice all’Università di Oxford, richiama l’attenzione sulla difficoltà di interrompere il consumo di tabacco e sui ripetuti tentativi falliti che caratterizzano l’esperienza di molte persone. Per questo, secondo la ricercatrice, è importante mettere a disposizione più opzioni terapeutiche e incoraggiare chi fuma a continuare a cercare un metodo efficace. Pur non essendo prive di rischi, le sigarette elettroniche alla nicotina risultano meno dannose del fumo tradizionale, un confronto particolarmente importante per chi continua a fumare.
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