Salute 9 Ottobre 2026 09:08

Una manovra per la vita, SIMEUP torna nelle piazze: “Imparare a intervenire può salvare un bambino”

Domenica 11 ottobre, in oltre 90 piazze, circa 1.000 istruttori insegneranno gratuitamente a cittadini, famiglie e insegnanti come intervenire in caso di ostruzione delle vie aeree e arresto cardiaco

di Redazione
Una manovra per la vita, SIMEUP torna nelle piazze: “Imparare a intervenire può salvare un bambino”

Sapere come intervenire nei primi minuti di un’emergenza può fare la differenza. E per imparare non serve essere professionisti sanitari: bastano formazione, esercitazione e la guida di un istruttore. È questo l’obiettivo di “Una Manovra per la Vita”, l’iniziativa nazionale della Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP), che domenica 11 ottobre torna nelle piazze italiane. Saranno oltre 90 le piazze coinvolte, con circa 1.000 istruttori SIMEUP pronti ad accogliere genitori, nonni, insegnanti, ragazzi e cittadini. Attraverso dimostrazioni ed esercitazioni pratiche sarà possibile imparare come comportarsi davanti a un’ostruzione delle vie aeree o a un arresto cardiaco in età pediatrica.

Dall’ospedale alla piazza: la formazione diventa prevenzione

La scelta di portare la formazione direttamente nelle comunità nasce dalla volontà di raggiungere anche chi non ha mai frequentato un corso di primo soccorso. L’iniziativa è gratuita e permette ai partecipanti di confrontarsi direttamente con gli istruttori e di provare le manovre. Un’emergenza pediatrica può verificarsi infatti in qualsiasi momento: a casa, a scuola, al ristorante o durante il gioco. In queste situazioni, chi si trova accanto al bambino può essere chiamato a intervenire prima dell’arrivo dei soccorsi.È proprio su questi primi momenti che punta SIMEUP, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza delle manovre di primo soccorso in una competenza diffusa nella popolazione. “L’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia di rappresentanza del Presidente della Repubblica. Questo riconoscimento è motivo di profondo orgoglio per la nostra Società, premia il valore sociale di ‘Una Manovra per la Vita’ e un impegno costruito negli anni”, dichiara Vincenzo Tipo, presidente nazionale SIMEUP. “Questa medaglia appartiene a tutti i nostri istruttori, ai volontari e ai referenti che rendono possibile la manifestazione. Domenica saremo nelle piazze per insegnare come salvare un bambino. Vogliamo che queste conoscenze entrino nelle case e nelle scuole e che sempre più cittadini siano pronti a intervenire. In un’emergenza non basta voler aiutare: bisogna sapere cosa fare. Pochi gesti corretti possono cambiare il destino di un bambino”.

Ostruzione delle vie aeree, decisivi i primi minuti

Tra le situazioni affrontate durante la giornata ci sarà l’ostruzione delle vie aeree, un evento che può insorgere improvvisamente e nel quale la tempestività dell’intervento assume un’importanza particolare. Per questo la formazione della popolazione rappresenta per SIMEUP uno strumento di prevenzione: conoscere le manovre corrette significa poter intervenire in modo consapevole, evitando di improvvisare in una situazione di emergenza. “L’ostruzione delle vie aeree può verificarsi improvvisamente a casa, a scuola, al ristorante o durante un momento di gioco. È proprio nei primi istanti che chi si trova accanto al bambino può avere un ruolo decisivo”, sottolinea la società.

“Davanti a un’emergenza non si può improvvisare. Ma si può imparare”

L’iniziativa punta soprattutto sull’esperienza diretta. Non solo spiegazioni, dunque, ma la possibilità di provare le manovre sotto la guida di un istruttore, fare domande e acquisire maggiore sicurezza nell’affrontare una possibile emergenza. “Il nostro impegno è raggiungere il maggior numero possibile di persone e dare a ciascuna la possibilità di provare le manovre con la guida di un istruttore”, sottolinea Francesca D’Aiuto, referente nazionale dell’iniziativa. “Invitiamo le famiglie a fermarsi, fare domande e mettersi alla prova: anche chi non ha alcuna esperienza può iniziare a imparare. Dietro questa giornata c’è il lavoro di tanti gruppi locali, uniti dalla volontà di diffondere il primo soccorso pediatrico il più possibile. Davanti a un’emergenza non si può improvvisare. Ma si può imparare”. L’obiettivo è quindi portare il primo soccorso pediatrico fuori dagli ospedali e renderlo patrimonio delle comunità. Perché formare un cittadino significa aumentare la possibilità che, nei minuti che precedono l’arrivo dei soccorsi, qualcuno sappia riconoscere l’emergenza e intervenire nel modo corretto.

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