Al 6 ottobre sono 346 i casi confermati di Dengue, 29 quelli di Chikungunya e 754 quelli di West Nile virus. Per il WNV sono 57 i decessi. Segnalati anche 4 casi di Zika e 18 di Usutu
Sono 346 i casi confermati di Dengue segnalati in Italia dall’inizio dell’anno al 6 ottobre 2026. È quanto emerge dall’aggiornamento del sistema di sorveglianza nazionale dell’Istituto superiore di sanità. Dei casi di Dengue, 68 sono autoctoni, mentre gli altri risultano associati a viaggi all’estero. In particolare, il 53% dei casi importati ha indicato le Maldive come luogo di esposizione. Non sono stati registrati decessi. I casi autoctoni sono riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale e a un ulteriore caso che, sulla base delle informazioni disponibili, non risulta al momento epidemiologicamente collegato agli altri.
Per la Chikungunya sono 29 i casi confermati dall’inizio dell’anno. Soltanto uno è stato identificato come autoctono, mentre gli altri sono associati a viaggi internazionali. Le Seychelles rappresentano il luogo di esposizione indicato nel 37% dei casi importati. Anche per la Chikungunya non sono stati registrati decessi. Sul fronte dello Zika virus, l’Iss segnala invece quattro casi, tutti associati a viaggi all’estero e nessun decesso.
È il West Nile virus a concentrare il maggior numero di segnalazioni. L’undicesimo bollettino settimanale dell’Iss registra 754 casi confermati di infezione nell’uomo, 27 in più rispetto al precedente aggiornamento, che ne riportava 727. Le forme cliniche comprendono 401 casi neuroinvasivi, tra cui cinque infezioni importate: una dalle Maldive, una dalla Francia, una dal Belgio, una dalla Grecia e una dall’Olanda. Sono inoltre stati identificati 94 casi asintomatici tra i donatori di sangue, 253 casi di febbre, compreso un caso importato dal Burkina Faso, cinque casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico. Tra tutti i casi confermati sono stati notificati 57 decessi, uno dei quali relativo a un caso importato. La letalità, calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 14,1%, in calo rispetto al 19,2% registrato nello stesso periodo del 2025. Il confronto con lo scorso anno mostra tuttavia un quadro ancora rilevante: nello stesso periodo del 2025 erano stati segnalati 740 casi e 78 decessi.
La presenza del West Nile virus è stata documentata in 85 province appartenenti a 20 regioni italiane. L’aggiornamento dell’Iss comprende anche i dati relativi all’Usutu virus, per il quale dall’inizio dell’anno sono stati segnalati 18 casi: otto in Lombardia, uno in Friuli-Venezia Giulia, uno in Emilia-Romagna, due nelle Marche, tre nel Lazio, uno in Piemonte e due in Veneto. Il quadro restituito dalla sorveglianza nazionale conferma quindi la contemporanea circolazione sul territorio di diversi arbovirus, con una quota di casi di Dengue e Chikungunya legata soprattutto a viaggi internazionali, mentre per il West Nile la trasmissione autoctona continua a interessare un’ampia parte del territorio nazionale.
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