Prevenzione 6 Ottobre 2026 11:45

Sonno in gravidanza, il peso del bambino può seguire una traiettoria diversa

Uno studio su 645 coppie madre-bambino ha osservato un’associazione tra la qualità del sonno materno nella fase finale della gravidanza e la crescita del bambino nei primi due anni di vita.

di Viviana Franzellitti
Sonno in gravidanza, il peso del bambino può seguire una traiettoria diversa

Il sonno della madre durante la gravidanza potrebbe essere collegato anche a come il bambino cresce dopo la nascita. A suggerirlo è uno studio condotto da ricercatori della University of Southern California e di altri centri statunitensi su 645 coppie madre-bambino della coorte prospettica MADRES, seguite nell’area di Los Angeles. L’obiettivo era capire se la qualità del sonno materno nell’ultima parte della gravidanza fosse associata alla traiettoria del peso dei bambini tra la nascita e i 2 anni. L’analisi, pubblicata nel 2026 sul American Journal of Preventive Medicine, ha rilevato un andamento particolare: i figli delle madri con la qualità del sonno peggiore tendevano ad avere un peso inferiore nei primi mesi, ma successivamente mostravano una crescita più rapida, arrivando a pesare di più tra 1 e 2 anni.

Come è stata valutata la qualità del sonno in gravidanza

I ricercatori hanno utilizzato i dati della coorte Maternal and Developmental Risks from Environmental and Social Stressors (MADRES), uno studio prospettico che segue donne in gravidanza e i loro figli nell’area di Los Angeles. La qualità del sonno nella fase avanzata della gravidanza è stata valutata attraverso la Jenkins Sleep Scale, un questionario che considera diversi aspetti dei disturbi del sonno. Il punteggio medio osservato nelle partecipanti era compatibile, nel complesso, con una presenza di disturbi del sonno da lievi a moderati; circa il 26% delle madri rientrava nella categoria di qualità del sonno peggiore. Per i bambini, invece, i ricercatori hanno raccolto le misure di peso e lunghezza dalla nascita fino ai 2 anni, utilizzando sia le visite di follow-up sia i dati presenti nelle cartelle cliniche. In questo modo è stato possibile non limitarsi a confrontare il peso dei bambini in un singolo momento, ma ricostruire come il peso cambiava nel tempo. È proprio questa prospettiva longitudinale a rendere particolarmente interessante il risultato.

Prima un peso più basso, poi una crescita più rapida

L’associazione osservata non segue una linea semplice. Nei bambini le cui madri avevano riportato la qualità del sonno peggiore, il peso risultava più basso nei primi 6 mesi di vita rispetto ai bambini delle madri con un sonno migliore. Successivamente, però, la curva cambiava: la crescita diventava più rapida e, tra 1 e 2 anni, questi bambini arrivavano ad avere un peso significativamente maggiore. La differenza diventava particolarmente evidente intorno ai 17 mesi. Confrontando i bambini delle madri collocate al 90° percentile per disturbi del sonno con quelli delle madri al 25° percentile, la differenza stimata raggiungeva 751,5 grammi a 17 mesi, con un intervallo di confidenza del 95% compreso tra 432,0 e 1.070,9 grammi. A 12 mesi la differenza era invece di circa 346,7 grammi.

Non è il semplice “dormire poco fa ingrassare”

Il risultato va però interpretato con cautela. Lo studio non dimostra che dormire male durante la gravidanza provochi un aumento di peso nel bambino, né permette di dire che una madre che dorme poco avrà necessariamente un figlio più pesante. I ricercatori hanno osservato un’associazione tra la qualità del sonno materno e una diversa traiettoria di crescita. Inoltre, la qualità del sonno è stata valutata attraverso un questionario riferito dalle madri e non attraverso una misurazione oggettiva continua del sonno. Si tratta quindi di un dato osservazionale, nel quale non è possibile escludere completamente l’influenza di altri fattori. L’analisi ha comunque considerato diversi elementi e, secondo i ricercatori, l’associazione osservata non risultava spiegata dalle pratiche alimentari del bambino.

Perché il sonno materno potrebbe essere collegato alla crescita

Una possibile spiegazione riguarda i cambiamenti metabolici e ormonali che accompagnano un sonno di scarsa qualità. I ricercatori ipotizzano che i disturbi del sonno in gravidanza possano influenzare la salute metabolica della madre oppure alcuni processi di programmazione dello sviluppo fetale, con possibili conseguenze sulla distribuzione del tessuto adiposo, sul metabolismo dei lipidi o sui livelli di infiammazione. Un’altra ipotesi riguarda i percorsi biologici legati allo stress, che potrebbero rappresentare un collegamento tra la qualità del sonno durante la gestazione e la successiva crescita del bambino. Si tratta però, sottolineano gli stessi autori, di meccanismi ancora da chiarire. Lo studio non consente infatti di stabilire quale di questi processi possa spiegare l’associazione osservata. Inoltre, gli effetti non erano identici in tutti i bambini: le associazioni variavano in maniera sostanziale in base al sesso del bambino e alla nascita pretermine, un elemento che suggerisce che la relazione possa essere più complessa di quanto indichi un semplice confronto tra sonno buono e sonno cattivo.

Una possibile finestra precoce per monitorare la crescita

Il dato più interessante dello studio riguarda quindi soprattutto la traiettoria, più che il peso misurato in un determinato momento. Un bambino che nei primi mesi pesa meno può successivamente attraversare una fase di crescita più rapida e raggiungere un peso maggiore già nel secondo anno di vita. Capire quali fattori della gravidanza possano essere associati a queste diverse traiettorie potrebbe aiutare a individuare più precocemente alcuni elementi di rischio per la salute metabolica.

Gli autori sottolineano, per questo, l’importanza di non trascurare la salute del sonno durante la gravidanza, un aspetto frequente ma spesso poco considerato nell’assistenza prenatale. Saranno tuttavia necessari ulteriori studi per verificare se il legame osservato venga confermato in altre popolazioni e, soprattutto, per capire se esista un rapporto causale tra disturbi del sonno materno e successiva crescita del bambino.

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