Advocacy e Associazioni 17 Settembre 2026 09:00

Alzheimer, musei e creatività contro l’isolamento: “L’arte può aiutare a riattivare emozioni e relazioni”

Da "Tracce di Memoria" in Toscana a "Creative Age" in Lombardia, Airalzh ETS promuove percorsi culturali e artistici per contrastare isolamento e stress. Dal 2024 l’associazione sostiene anche progetti di ricerca sull’arte-terapia

di Redazione
Alzheimer, musei e creatività contro l’isolamento: “L’arte può aiutare a riattivare emozioni e relazioni”

Non solo farmaci e terapie tradizionali. Nella gestione della malattia di Alzheimer può esserci spazio anche per arte, creatività ed esperienza museale, come strumenti capaci di favorire il benessere e la partecipazione sociale delle persone con demenza e dei loro caregiver. È la direzione nella quale si muove Airalzh ETS (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer), impegnata in diversi progetti che portano le persone con demenza fuori dai tradizionali contesti assistenziali e dentro musei e spazi culturali. L’obiettivo non è sostituire le cure, ma affiancarle con esperienze che coinvolgano emozioni, memoria affettiva, immaginazione e relazioni.

Nei musei per ritrovare emozioni e relazioni

In Toscana è attivo da tre anni “Tracce di Memoria“, un progetto che coinvolge persone con Alzheimer, familiari e caregiver in piccoli gruppi accompagnati da operatori. Il percorso prevede non soltanto l’osservazione condivisa delle opere, ma anche attività partecipative all’interno dei musei. Il racconto, il confronto e l’esplorazione sensoriale diventano così occasioni per stimolare emozioni, immaginazione e memoria affettiva. Il progetto, sviluppato insieme alle associazioni territoriali e alla Società per la Salute del Mugello e sostenuto dai fondi dell’8×1000 Valdese, ripartirà alla fine di settembre con un nuovo ciclo di incontri. L’esperienza, secondo Airalzh, ha mostrato anche un altro possibile beneficio: la possibilità di interrompere l’isolamento sociale che spesso accompagna la malattia, creando occasioni di incontro tra persone che vivono esperienze simili e favorendo la nascita di nuovi legami.

Dalla Toscana alla Lombardia con “Creative Age”

È proprio dall’esperienza toscana che nasce “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer: percorsi di benessere e inclusione per persone con demenza e i loro caregiver“, nuovo progetto rivolto alle province lombarde di Bergamo, Brescia e Pavia. L’iniziativa è realizzata con il coinvolgimento della Fondazione Accademia Carrara di Bergamo e il patrocinio di Regione Lombardia. Prima dell’avvio delle attività, i professionisti del settore museale e socio-sanitario hanno seguito un percorso di formazione e osservazione con docenti di MTA, Musei Toscani per l’Alzheimer, e una fase pratica presso l’Accademia Carrara. Alla fine di ottobre prenderanno il via le attività dedicate alle persone con demenza e ai caregiver nei musei coinvolti. Anche in questo caso il museo viene pensato come uno spazio di inclusione, nel quale l’esperienza artistica può diventare occasione di partecipazione, relazione e benessere.

“L’arte può riattivare emozioni e ridurre ansia e stress”

A sottolineare il valore di questi percorsi è Alessandra Mocali, presidente di Airalzh ETS: “Dalla Ricerca scientifica, negli ultimi anni, sono emerse alcune evidenze che hanno indicato come l’Arte e, più in generale, le esperienze artistiche e di inclusione museale, possano portare possibili benefici per il benessere e la qualità della vita delle persone affette da Alzheimer e dei loro famigliari e caregivers”. Secondo Mocali, queste esperienze possono contribuire a riattivare emozioni e a ridurre ansia e stress legati alla malattia. Ma c’è anche una dimensione sociale: uscire di casa, entrare in un nuovo ambiente e incontrare altre persone può aiutare a ricostruire quella dimensione di condivisione che la demenza tende a spezzare. “I pazienti, con i rispettivi carer, escono di casa ed entrano in un nuovo ‘ambiente’, dove incontrano persone nella loro stessa situazione e dove possono stringere nuove relazioni e legami”.

A Trento una camminata per vivere la città attraverso i sensi

L’esperienza dei progetti museali toscani e lombardi confluisce anche in una nuova iniziativa realizzata da Airalzh ETS insieme al MUSE – Museo delle Scienze di Trento: “MUSE Piano Piano”. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, domenica 20 settembre, è in programma “Spalz! A spasso con l’Alzheimer”, una camminata immersiva nei dintorni del museo. Le persone potranno partecipare individualmente, in coppia o in gruppo e utilizzare cuffie audio-spaziali per sperimentare lo spazio urbano attraverso una prospettiva sensoriale e cognitiva legata all’esperienza della demenza.

Dalla carta riciclata alla riabilitazione

L’arte non viene però considerata soltanto come esperienza culturale. Dal 2024 Airalzh ETS promuove annualmente il bando “Art Therapy”, destinato a sostenere progetti di ricerca sulle tecniche di arte-terapia nel trattamento di persone con Alzheimer o Disturbo Cognitivo Lieve. Uno dei progetti è quello della dottoressa Silvia Fostinelli, ricercatrice Airalzh presso l’IRCCS Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia. Il percorso riabilitativo utilizza carta e carta riciclata come materiali espressivi, attraverso attività creative strutturate. Il lavoro permette di coinvolgere i partecipanti in esperienze nelle quali vengono stimolate attenzione, capacità di pianificazione, coordinazione motoria, creatività e interazione sociale. Il progetto ha inoltre previsto una raccolta sistematica di dati psicologici e cognitivi, che consentirà di valutare gli esiti clinici del protocollo.

A Trento si studieranno memoria, ansia e attività cerebrale

È invece in procinto di partire lo studio guidato dal professor Giorgio Giulio Fumagalli, ricercatore Airalzh presso il Centro di Riabilitazione Neurocognitiva (CeRiN) dell’Università degli Studi di Trento. La ricerca coinvolgerà persone con decadimento cognitivo lieve, che saranno invitate inizialmente a una seduta contemplativa davanti a opere d’arte. A questa seguirà un ciclo di attività creative basate sulle emozioni suscitate dalle opere e sulla loro rielaborazione personale. Prima e dopo il percorso saranno valutati diversi parametri: memoria, attenzione, benessere emotivo, livelli di ansia e attività cerebrale. L’obiettivo è capire se l’esperienza contemplativa e quella creativa possano produrre cambiamenti misurabili nelle funzioni cognitive e nel benessere emotivo, fino ad avere effetti osservabili anche sul funzionamento cerebrale.

Una terapia non farmacologica da studiare

È proprio questo il punto centrale dell’impegno di Airalzh: trasformare esperienze che possono apparire semplicemente ricreative in interventi da studiare scientificamente, per comprenderne potenzialità e limiti. Le attività artistiche, infatti, non vengono presentate come una cura dell’Alzheimer né come alternativa alle terapie tradizionali. L’obiettivo della ricerca è verificare se possano diventare strategie complementari di supporto, soprattutto sul piano cognitivo, emotivo e sociale. Per questo, accanto ai progetti nei musei, l’associazione sta costruendo una letteratura scientifica sull’arte-terapia. I risultati degli studi in corso potranno contribuire a capire se e come queste esperienze possano essere integrate nei percorsi di riabilitazione e di presa in carico. Nel frattempo, il museo può già rappresentare qualcosa di importante: un luogo nel quale la persona con demenza non viene definita soltanto dalla malattia, ma torna a essere protagonista di un’esperienza culturale, creativa e condivisa.

La raccolta fondi per “Creative Age”

“Creative Age” sarà al centro di una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma For Funding di Intesa Sanpaolo, attiva dal 14 settembre con l’obiettivo di raccogliere 50mila euro entro il 31 gennaio 2027. Dal 18 al 22 settembre sarà inoltre possibile sostenere il progetto attraverso gli ATM del Gruppo Intesa Sanpaolo con una donazione di 2 euro.
Per informazioni sui progetti museali e sulle iniziative di Airalzh: Airalzh ETS – Le attività museali per migliorare la vita delle persone con Alzheimer.

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