Nutri e Previeni 2 Settembre 2026 09:46

Quanto caffè possiamo bere senza mettere a rischio le ossa?

Seguendo quasi 10mila donne per 10 anni, i ricercatori hanno osservato che 2-3 tazze di caffè al giorno non erano associate a una minore densità ossea. Il quadro cambia con consumi molto elevati.

di Arnaldo Iodice
Quanto caffè possiamo bere senza mettere a rischio le ossa?

Bere caffè in quantità moderate non sembra danneggiare le ossa, ma un consumo molto elevato potrebbe essere associato a una minore densità ossea. È quanto emerge da uno studio della Flinders University, pubblicato sulla rivista Nutrients, che ha analizzato per dieci anni le abitudini di consumo di caffè e tè di quasi 10.000 donne di età pari o superiore a 65 anni. I ricercatori hanno utilizzato i dati dello Study of Osteoporotic Fractures, valutando nel tempo il consumo delle due bevande e misurando la densità minerale ossea (BMD), un parametro importante per stimare la salute dello scheletro e il rischio di osteoporosi.

Le misurazioni hanno riguardato in particolare la densità dell’anca e del collo del femore, due aree strettamente legate al rischio di fratture. Il risultato più evidente è stato un andamento differente per tè e caffè: il consumo di tè era associato a una densità dell’anca leggermente maggiore, mentre bere più di cinque tazze di caffè al giorno risultava collegato a una BMD inferiore.

Il caffè moderato non sembra rappresentare un problema

L’associazione osservata con il caffè non riguarda però qualsiasi livello di consumo. Le donne che bevevano circa due o tre tazze al giorno non mostravano una densità ossea significativamente peggiore rispetto alle partecipanti che ne consumavano meno. Il possibile svantaggio emergeva soprattutto tra chi superava le cinque tazze quotidiane, suggerendo che potrebbe essere la quantità particolarmente elevata a essere associata a una minore densità minerale ossea. I ricercatori hanno inoltre osservato che il rapporto tra consumo di caffè e salute dello scheletro poteva variare in presenza di altri fattori. In particolare, gli effetti negativi associati a un elevato consumo di caffè apparivano più marcati nelle donne con un maggiore consumo di alcol nel corso della vita. Al contrario, l’associazione favorevole osservata per il tè risultava più evidente tra le donne con obesità.

Il ruolo della caffeina

Una possibile spiegazione biologica riguarda la caffeina. Secondo Ryan Liu, coautore dello studio, alcune ricerche di laboratorio hanno indicato che la caffeina può interferire con l’assorbimento del calcio e con il metabolismo osseo. Si tratta tuttavia di effetti considerati lievi e che potrebbero essere almeno in parte compensati, nel caso del caffè consumato con latte, dall’apporto di calcio della bevanda.

Il tè sembra invece presentare caratteristiche differenti. Tra le sostanze che potrebbero contribuire alla sua associazione con una maggiore densità ossea ci sono le catechine, composti presenti in abbondanza nel tè che, secondo l’ipotesi dei ricercatori, potrebbero favorire la formazione dell’osso e contribuire a rallentarne la degradazione.

È importante però non trasformare questi risultati in un invito a eliminare il caffè dalla propria alimentazione. Lo studio mostra associazioni osservate nel tempo e non dimostra che bere molto caffè provochi direttamente la perdita di densità ossea. Inoltre, le differenze rilevate sono state modeste.

Il tè può aiutare le ossa? Un effetto piccolo, ma interessante

Il dato sul tè è particolarmente interessante perché le donne che lo consumavano presentavano una densità minerale ossea totale dell’anca leggermente superiore rispetto a quelle che non lo bevevano. La differenza era piccola, ma statisticamente significativa. Secondo Enwu Liu, professore associato aggiunto del College of Medicine and Public Health, anche variazioni modeste della densità ossea possono avere un significato quando vengono considerate su popolazioni molto ampie, perché potrebbero tradursi in un numero inferiore di fratture.

L’osteoporosi rappresenta infatti un problema rilevante soprattutto con l’avanzare dell’età. La malattia indebolisce progressivamente le ossa, aumentando la probabilità di fratture, e colpisce circa una donna su tre dopo i 50 anni. Proprio per questo, anche fattori apparentemente piccoli e legati alle abitudini quotidiane possono essere interessanti dal punto di vista della prevenzione.

I risultati della ricerca suggeriscono quindi un possibile scenario in cui il tè potrebbe avere un modesto effetto favorevole sulla salute dello scheletro, mentre il consumo molto elevato di caffè potrebbe non essere ideale. Ma gli stessi autori invitano alla prudenza: non è necessario rinunciare al caffè né iniziare a bere grandi quantità di tè sulla base di questi dati.

Per la salute delle ossa restano fondamentali soprattutto un adeguato apporto di calcio e vitamina D, insieme agli altri comportamenti che contribuiscono a mantenere lo scheletro forte. Il valore dello studio sta piuttosto nell’aver seguito un campione molto ampio di donne per un periodo lungo, fornendo nuove informazioni su una relazione che nelle ricerche precedenti aveva prodotto risultati contrastanti.

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