Salute 31 Agosto 2026 15:54

Aterosclerosi, placche silenti già prima dei 30 anni: colpito un adulto su 13

Lo studio REACT, presentato all’ESC Congress 2026 e pubblicato sul New England Journal of Medicine, rileva placche aterosclerotiche nel 57,1% di oltre 16mila adulti senza precedenti cardiovascolari.

di Arnaldo Iodice
Aterosclerosi, placche silenti già prima dei 30 anni: colpito un adulto su 13

L’aterosclerosi può essere già presente prima dei sintomi. È il dato significativo della prima fase dello studio internazionale REACT, presentato in una sessione Hot Line dell’ESC Congress 2026 e pubblicato contemporaneamente sul New England Journal of Medicine. Su 16.808 adulti tra 18 e 70 anni, reclutati in Danimarca e Spagna e senza precedenti malattie cardiovascolari aterosclerotiche, il 57,1% mostrava placche aterosclerotiche. La percentuale era significativa tra i giovani: circa una persona su 13 tra i 18 e i 29 anni presentava aterosclerosi in almeno un’arteria. Guidato da Henning Bundgaard del Rigshospitalet e Borja Ibáñez del CNIC, lo studio ha utilizzato imaging avanzato per esaminare arterie carotidi, femorali e coronarie. L’obiettivo è costruire una nuova strategia di prevenzione, capace di identificare direttamente la malattia prima della comparsa di infarto, ictus o altri eventi cardiovascolari.

Un’aterosclerosi che inizia molto prima dei sintomi

I risultati di REACT mostrano quanto possa essere precoce il processo aterosclerotico. La malattia, principale causa delle patologie cardiovascolari, può infatti svilupparsi per decenni senza provocare sintomi, mentre le placche crescono progressivamente nelle pareti delle arterie. Nella popolazione studiata, la prevalenza aumentava con l’età fino a raggiungere circa nove persone su dieci tra i 60 e i 70 anni. L’aterosclerosi può quindi essere individuata già all’inizio della vita adulta.

Per ottenere questa fotografia, i ricercatori hanno analizzato i tre principali distretti vascolari: arterie carotidi, femorali e coronarie. Oltre alle immagini, sono stati raccolti dati sui tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, biomarcatori ematici, campioni destinati agli studi omici e immagini della retina. Il risultato è uno dei database più completi sulla presenza dell’aterosclerosi silente nelle diverse età della vita adulta e nei due sessi, uomini e donne.

Un elemento particolarmente importante riguarda la distribuzione delle placche. La maggior parte delle persone con aterosclerosi coronarica presentava infatti segni della malattia anche nelle arterie carotidi o femorali. Questo potrebbe avere conseguenze rilevanti sullo screening: carotidi e femorali possono essere valutate con l’ecografia, una procedura più semplice, rapida, non invasiva rispetto alla TAC coronarica. Sono informazioni utili per capire quando il processo aterosclerotico comincia e come evolve nel tempo.

Uomini e donne seguono tempi diversi

Lo studio REACT evidenzia anche differenze significative tra uomini e donne nella comparsa dell’aterosclerosi. Negli uomini, la prevalenza delle placche comincia ad aumentare più precocemente e il profilo aterosclerotico sembra manifestarsi con un anticipo di circa 5-10 anni rispetto alle donne. Nelle donne, invece, l’incremento più marcato si osserva tra i 40 e i 60 anni, un periodo che coincide in larga parte con la transizione menopausale. Il dato rafforza l’ipotesi che la prevenzione cardiovascolare debba tenere conto non soltanto dell’età e dei fattori di rischio, ma anche del sesso e della fase della vita.

La ricerca mette inoltre in discussione i limiti degli strumenti tradizionali di valutazione del rischio. Punteggi come SCORE2, che combinano elementi quali età, pressione arteriosa e colesterolo per stimare la probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare, identificano infatti soltanto una piccola parte delle persone che hanno già un’aterosclerosi silente. Il paradigma di REACT è quindi diverso: non limitarsi a calcolare quanto sia probabile che la malattia compaia in futuro, ma cercare di vedere se la malattia è già presente.

Secondo Borja Ibáñez, questa impostazione potrebbe portare a una prevenzione più precisa e personalizzata. L’identificazione precoce delle placche consentirebbe, in prospettiva, di intervenire prima che si verifichino eventi clinici e di modulare con maggiore precisione il trattamento dei fattori di rischio. L’idea è ambiziosa perché punta a trasformare l’imaging da strumento diagnostico utilizzato in presenza di un sospetto clinico in una possibile componente della prevenzione primaria.

REACT non considera però i risultati attuali una dimostrazione definitiva dell’efficacia di questo approccio. REACT-DETECT, iniziata nel 2024, ha costruito un atlante della presenza dell’aterosclerosi lungo la vita adulta. REACT-PROTECT, prevista dal 2027 al 2032, verificherà in uno studio randomizzato se una prevenzione guidata dall’imaging possa rallentare la progressione della malattia e ridurre infarti, ictus e altri eventi cardiovascolari.

Dallo screening alla medicina di precisione

La prospettiva delineata dai ricercatori è quella di portare la prevenzione cardiovascolare verso un modello fondato sulla presenza reale della malattia. Tra gli scenari ipotizzati c’è anche l’impiego di dispositivi ecografici portatili per individuare precocemente le placche nelle arterie. Sarà necessario dimostrare che trovare l’aterosclerosi silente e intervenire di conseguenza produca risultati migliori rispetto alle strategie preventive oggi utilizzate. REACT rappresenta un’evoluzione dello studio PESA-CNIC-Santander, guidato da Valentin Fuster, che aveva già mostrato come l’aterosclerosi fosse frequente nelle persone di mezza età e associata a determinati stili di vita. Il nuovo progetto osserva anche le fasi precoci del processo. I ricercatori stanno inoltre estendendo le collaborazioni a India, Singapore, Tanzania e Messico.

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