Nutri e Previeni 31 Agosto 2026 14:20

Celiachia a scuola, l’AIC indica le regole per mangiare sicuri senza sentirsi diversi

Dalla dieta senza glutine alla prevenzione delle contaminazioni, dalla mensa alle merende fino all’educazione alimentare: i consigli dell'AIC per famiglie, scuole e personale scolastico, in vista del ritorno in classe di oltre 34mila studenti celiaci

di Viviana Franzellitti
Celiachia a scuola, l’AIC indica le regole per mangiare sicuri senza sentirsi diversi

Per un bambino celiaco il ritorno a scuola non significa soltanto riprendere lezioni, giochi e attività con i compagni. Significa anche tornare a gestire ogni giorno mensa, merende, feste, gite e momenti di condivisione del cibo, tutti contesti nei quali la corretta applicazione della dieta senza glutine è fondamentale. Secondo i dati della Relazione al Parlamento del Ministero della Salute 2024, sono oltre 34mila gli studenti celiaci nella scuola dell’infanzia e primaria, mentre in Italia 33.027 mense hanno erogato pasti senza glutine ai celiaci che ne hanno fatto richiesta, di cui 22.972 scolastiche. Per accompagnare famiglie e comunità scolastica nella gestione della quotidianità, l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) richiama alcuni principi fondamentali: sicurezza nella preparazione dei pasti, prevenzione delle contaminazioni, qualità nutrizionale e, soprattutto, inclusione, perché la necessità di seguire una dieta terapeutica non deve trasformarsi in una condizione di isolamento.

Dieta senza glutine: una terapia, non una scelta

Il primo punto da chiarire riguarda la natura stessa della dieta. Eliminare il glutine non è una moda né una scelta alimentare, ma l’unica terapia oggi disponibile per la celiachia e deve essere seguita rigorosamente per tutta la vita. Nei bambini è particolarmente importante che la dieta venga iniziata dopo una diagnosi medica, perché eliminare il glutine prima di aver completato gli accertamenti può compromettere la possibilità di arrivare a una diagnosi corretta. La gestione della malattia comincia quindi dal percorso diagnostico e prosegue nella quotidianità con attenzione alla scelta degli alimenti e alla prevenzione delle contaminazioni.

Mensa scolastica, la sicurezza parte dalla preparazione

Il momento del pranzo è uno dei passaggi più delicati. Un pasto destinato a una persona celiaca non è sicuro semplicemente perché gli ingredienti utilizzati sono privi di glutine: è necessario che tutte le fasi della preparazione e del servizio siano organizzate per evitare contaminazioni. Servono procedure corrette per la produzione e la pulizia, attenzione nella distribuzione e personale adeguatamente formato sulla celiachia. Fondamentale è anche la comunicazione tra famiglia, scuola e servizio di ristorazione, così da rendere omogenea la gestione del pasto. In Italia il diritto al pasto senza glutine nelle mense pubbliche è previsto dalla legge e rappresenta una garanzia importante per bambini e ragazzi. I dati del Ministero della Salute relativi al 2024 mostrano infatti la diffusione del servizio: delle 33.027 mense che hanno erogato pasti senza glutine, 22.972 sono mense scolastiche.

Mangiare insieme senza creare differenze

La sicurezza non deve però tradursi in separazione. La mensa è anche un luogo nel quale i bambini imparano il valore della condivisione e del rispetto delle differenze. Per questo non è necessario che gli studenti celiaci vengano collocati in tavoli separati dai compagni. Il pasto senza glutine dovrebbe essere equilibrato, di qualità e il più possibile equivalente a quello degli altri bambini, evitando che il bambino si senta diverso o isolato. L’attenzione deve concentrarsi invece sui comportamenti che possono determinare una contaminazione. Tra questi c’è anche lo scambio di cibo o l’abitudine ad assaggiare ciò che hanno nel piatto i compagni, un comportamento naturale nei bambini ma che nel caso della celiachia deve essere evitato.

Gluten free non significa automaticamente più sano

Seguire una dieta senza glutine non significa rinunciare ai principi di una sana alimentazione. Un alimento gluten free non è necessariamente un alimento sano e anche i bambini celiaci hanno bisogno di una dieta varia ed equilibrata. Verdura, frutta, legumi e pesce dovrebbero essere presenti con regolarità, mentre è opportuno limitare carni rosse e trasformate, zuccheri, snack, bevande zuccherate e sale. Anche per chi deve eliminare il glutine è possibile seguire i principi della dieta mediterranea, alternando pane e pasta senza glutine a cereali e pseudocereali naturalmente privi di glutine, come riso, mais, grano saraceno, miglio, quinoa e amaranto. La varietà è importante anche per evitare che la dieta venga costruita esclusivamente intorno ai prodotti sostitutivi.

Merenda, feste e gite: la celiachia non deve escludere

La gestione della celiachia non finisce con il pranzo in mensa. Merende, compleanni, feste di classe, laboratori e gite rappresentano altrettante occasioni nelle quali il bambino può trovarsi davanti ad alimenti non adatti alla sua dieta. Anche in questi momenti è importante prevedere alternative sicure, senza però trasformare la condizione del bambino in una ragione per escluderlo dalla socialità. Una merenda equilibrata può combinare carboidrati complessi, una fonte proteica e frutta, mentre occasionalmente può trovare spazio anche una componente dolce. Il principio è lo stesso della mensa: sicurezza sì, rinunce sociali no.

Educazione alimentare per costruire autonomia

Con la crescita, la gestione della celiachia deve diventare sempre più autonoma. Bambine e bambini devono essere accompagnati, in base all’età, a riconoscere gli alimenti consentiti, leggere le etichette, individuare le situazioni a rischio e fare domande quando non sono sicuri. Devono inoltre imparare a evitare gli scambi di cibo e a spiegare ai compagni, con parole semplici, perché alcuni alimenti non possono essere consumati. La scuola può contribuire concretamente a questo percorso attraverso laboratori sul cibo, attività sulla dieta mediterranea e iniziative che aiutino tutta la classe a comprendere che avere esigenze alimentari diverse non significa essere diversi come persone.

Dalla scuola dell’infanzia agli istituti alberghieri: la formazione di AIC

L’educazione alla celiachia coinvolge anche insegnanti e futuri professionisti della ristorazione. Il progetto “In fuga dal glutine”, rivolto alle scuole dell’infanzia e primarie, nel 2025 ha coinvolto 106 scuole, oltre 250 classi, 767 docenti e più di 3.600 studenti, fornendo strumenti per parlare in classe di celiachia, alimentazione e diversità. Con A scuola di celiachia, invece, la formazione entra negli Istituti Alberghieri per preparare i futuri operatori della ristorazione alla corretta gestione del servizio senza glutine. Nel 2025 sono state coinvolte 84 scuole, 227 classi, 185 docenti e oltre 4.000 studenti.

La vera sfida è garantire sicurezza senza isolamento

La gestione della celiachia a scuola non riguarda quindi soltanto la preparazione di un piatto senza glutine. Significa garantire sicurezza alimentare, qualità nutrizionale e diritto alla partecipazione. Una mensa adeguatamente organizzata, personale formato e una comunicazione efficace tra famiglia, scuola e ristorazione possono permettere al bambino di vivere il momento del pasto senza paura e senza sentirsi diverso. Perché l’inclusione passa anche dalla tavola: un bambino celiaco deve poter mangiare in sicurezza, stare con i propri compagni e partecipare alla vita scolastica senza che la sua condizione diventi un limite alla socialità.

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