In Repubblica Democratica del Congo aumentano contagi, morti e aree coinvolte, mentre in Uganda non sono stati registrati nuovi casi nell'ultima settimana
L’epidemia di Ebola-Bundibugyo continua a destare preoccupazione. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), al 5 luglio sono stati confermati 1.644 casi in Repubblica Democratica del Congo e Uganda, con 523 decessi. A questi si aggiunge il caso importato in Francia – un medico francese rientrato dalla RDC, successivamente guarito e dimesso – che porta il totale complessivo a 1.645 casi nei tre Paesi.
Peggiora la situazione nella Repubblica Democratica del Congo
L’Oms evidenzia che l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo continua a intensificarsi, sostenuta dalla trasmissione nelle aree più colpite delle province dell’Ituri e del Nord Kivu. A preoccupare è soprattutto l’aumento dei decessi che avvengono nella comunità e la diffusione del virus in territori finora risparmiati dall’epidemia. “L’epidemia è caratterizzata da un numero crescente di decessi a livello comunitario e dalla continua diffusione dell’infezione in zone sanitarie precedentemente non colpite”, sottolinea l’agenzia delle Nazioni Unite.
Nessun nuovo caso in Uganda, guarito il paziente francese
Sul fronte ugandese, nell’ultima settimana non sono stati segnalati nuovi casi confermati. Anche il medico francese risultato positivo dopo il rientro in patria è guarito e non sono stati individuati casi secondari tra i contatti monitorati. Nonostante questi elementi positivi, l’Oms avverte che il focolaio nell’est della Repubblica Democratica del Congo continua a rappresentare una significativa minaccia per la salute pubblica regionale e globale.
Contagi e mortalità in aumento
Rispetto al precedente aggiornamento del 28 giugno, la situazione nella RDC è peggiorata sensibilmente. Sono stati registrati 317 nuovi casi confermati e 144 ulteriori decessi, con un incremento rispettivamente del 24,3% e del 38,2% del bilancio complessivo. È aumentato anche il tasso di letalità, passato dal 28,8% al 32,1%, mentre prosegue l’espansione geografica dell’epidemia. È stato infatti identificato il primo caso nella zona sanitaria di Lolwa, nella provincia dell’Ituri, portando a 36 il numero complessivo delle zone sanitarie interessate dal focolaio.
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