Salute 8 Luglio 2026 11:13

Menopausa precoce, più frequente nei Paesi a basso e medio reddito: “Colpisce una donna su 14”

Nelle aree rurali la menopausa precoce è più frequente e il livello di istruzione emerge come uno dei principali fattori protettivi

di Isabella Faggiano
Menopausa precoce, più frequente nei Paesi a basso e medio reddito: “Colpisce una donna su 14”

La menopausa precoce non rappresenta soltanto una condizione che anticipa la fine della vita riproduttiva femminile, ma anche un importante indicatore di salute destinato ad avere un impatto crescente sui sistemi sanitari, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. È quanto emerge da una vasta analisi pubblicata su BMJ Global Health, che ha preso in esame i dati di 716.648 donne tra i 30 e i 49 anni appartenenti a 44 Paesi, evidenziando come una donna su 14 vada incontro a menopausa precoce o prematura. La ricerca mostra inoltre che il fenomeno non è distribuito in modo uniforme: la prevalenza è sistematicamente più elevata nelle aree rurali rispetto a quelle urbane, mentre un maggiore livello di istruzione, il lavoro e una maternità più tardiva sembrano esercitare un effetto protettivo.

Una condizione che aumenta il rischio di malattie croniche

La menopausa si verifica fisiologicamente tra i 45 e i 55 anni, quando si esaurisce la riserva follicolare ovarica. Si parla di menopausa precoce quando compare prima dei 45 anni e di menopausa prematura se insorge prima dei 40. Secondo gli autori dello studio, questa condizione rappresenta un rilevante problema di salute pubblica perché aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi, disturbi metabolici, declino cognitivo, depressione e mortalità precoce, incidendo in maniera significativa anche sulla qualità della vita.

Oltre 700mila donne coinvolte nello studio

Per ottenere un quadro più completo del fenomeno, i ricercatori hanno utilizzato i dati del Demographic and Health Survey (DHS), analizzando informazioni raccolte in 44 Paesi a basso e medio reddito, dove l’età della menopausa tende a essere inferiore rispetto ai Paesi ad alto reddito. Lo studio ha preso in considerazione numerosi fattori potenzialmente associati all’insorgenza precoce della menopausa: età al primo matrimonio e al primo parto, numero di figli, interruzioni di gravidanza, luogo di residenza, livello di istruzione, occupazione, condizione economica ed esposizione ai media. La maggior parte delle donne incluse nell’analisi aveva tra i 30 e i 34 anni; il 62% viveva in aree rurali, il 38% si era sposato prima dei 18 anni e il 21% aveva avuto il primo figlio prima della maggiore età.

Una donna su 14 va incontro a menopausa precoce

L’analisi ha rilevato una prevalenza complessiva della menopausa precoce o prematura pari al 7,1%, corrispondente a circa 51 mila donne del campione analizzato. Si tratta di un valore superiore alle precedenti stime internazionali. Il fenomeno raggiunge la massima frequenza nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 44 anni, dove interessa circa il 14% delle donne. Le differenze tra i Paesi risultano marcate: la prevalenza varia di circa sei volte tra le nazioni con i valori più elevati e quelle con i più bassi. I tassi maggiori sono stati osservati in Etiopia (12%), Indonesia (11,5%) e Myanmar (oltre il 10%), mentre i più bassi in Giordania, Gabon e Armenia.

Il peso delle disuguaglianze sociali

Uno degli aspetti più significativi emersi dalla ricerca riguarda il ruolo dei determinanti sociali. Le donne che avevano avuto il primo figlio prima dei 18 anni, si erano sposate precocemente, non avevano ricevuto un’istruzione formale, vivevano in condizioni economiche svantaggiate o in aree rurali presentavano una probabilità significativamente più elevata di sviluppare una menopausa precoce. In particolare, la maggiore incidenza osservata nelle aree rurali, costante in tutte le regioni analizzate, riflette secondo gli autori profonde disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari, nelle opportunità educative, nello stato nutrizionale e nell’esposizione ai rischi professionali. Le donne residenti in questi contesti sono infatti più frequentemente impiegate in lavori manuali e possono essere maggiormente esposte a sostanze chimiche utilizzate in agricoltura.

Istruzione e lavoro proteggono

Tra tutti i fattori esaminati, il livello di istruzione emerge come uno dei più importanti elementi di protezione. Rispetto alle donne prive di istruzione formale, quelle con un titolo universitario presentavano una probabilità inferiore del 58% di andare incontro a menopausa precoce. Anche l’occupazione sembra avere un effetto favorevole: le donne che lavoravano mostravano un rischio ridotto del 14% rispetto a quelle non occupate. Secondo gli autori, anche il rinvio del matrimonio e della prima gravidanza contribuisce a ridurre la probabilità di un esordio anticipato della menopausa.

Servono politiche dedicate

Gli autori precisano che lo studio è osservazionale e non consente di stabilire un rapporto di causa-effetto. Inoltre, alcune informazioni rilevanti – come fumo, consumo di alcol, attività fisica, dieta, utilizzo di contraccettivi ormonali, durata dell’allattamento ed esposizioni ambientali – non erano disponibili nei database utilizzati. Nonostante questi limiti, il lavoro evidenzia come la menopausa precoce rappresenti un problema destinato ad acquisire un peso sempre maggiore nei Paesi a basso e medio reddito, in particolare nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale e orientale, dove l’invecchiamento della popolazione si accompagna a sistemi sanitari spesso già sotto pressione. Per questo motivo, concludono i ricercatori, è necessario integrare la menopausa nei programmi di salute riproduttiva e di prevenzione delle malattie croniche, rafforzando gli interventi nelle aree rurali e agendo sui determinanti sociali della salute, a partire dall’istruzione delle ragazze e dal contrasto ai matrimoni e alle gravidanze precoci.

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