Potenziata la capacità di sequenziamento, estesa la sorveglianza a influenza e virus respiratorio sinciziale e sviluppati nuovi strumenti per prevedere la diffusione delle varianti
Il monitoraggio genomico dei virus respiratori in Italia compie un passo avanti. Si è concluso il progetto europeo SeCOV+ (“Enhancing whole genome sequencing, national infrastructures and capacities for COVID-19 and surveillance of other respiratory viruses in Italy”), un’iniziativa che in due anni ha contribuito a rafforzare la rete nazionale dei laboratori, migliorandone gli standard di qualità, la capacità di elaborazione dei dati e gli strumenti per la sorveglianza delle infezioni respiratorie. I risultati sono stati presentati nel corso del meeting finale del progetto, durante il quale è stato fatto il punto sul lavoro svolto per consolidare un sistema di sorveglianza genomica sempre più integrato e capace di rispondere alle future emergenze sanitarie.
Una rete europea per rafforzare la sorveglianza
Ad aprire i lavori è stata Paola D’Acapito della European Health and Digital Executive Agency (HaDEA), che ha ricordato come il progetto abbia coinvolto 25 Paesi europei, con 21 finanziamenti diretti destinati a creare o potenziare le infrastrutture dedicate al sequenziamento genomico. L’importanza di una sorveglianza efficace delle malattie respiratorie è stata ribadita anche da Luca Freschi dell’ECDC, che ha sottolineato come questo rappresenti una priorità strategica per l’intera Unione europea. Alessia Mammone, dell’Ufficio 2 – Prevenzione e profilassi delle malattie trasmissibili del Ministero della Salute, ha invece evidenziato il contributo del Ministero nello sviluppo delle indagini utili a valutare l’efficacia delle raccomandazioni tecniche rivolte alla rete dei laboratori e nel coordinamento delle rilevazioni periodiche.
Più qualità e nuovi virus sotto osservazione
Tra i principali risultati raggiunti figurano la definizione di criteri condivisi per valutare le attività di sequenziamento svolte dal network, il potenziamento della piattaforma nazionale per la gestione dei dati e la revisione delle strategie di sequenziamento. Il progetto ha inoltre ampliato il raggio d’azione della sorveglianza genomica, che oggi non riguarda più soltanto Sars-CoV-2, ma comprende anche virus influenzali e virus respiratorio sinciziale (RSV). Parallelamente è stata effettuata una valutazione delle capacità operative dei laboratori italiani nel sequenziamento di questi patogeni e un’analisi della sostenibilità a lungo termine dell’intera rete. Un ulteriore risultato riguarda lo sviluppo di nuovi modelli matematici in grado di stimare l’impatto che eventuali nuove varianti del coronavirus potrebbero avere sulla loro diffusione, fornendo così strumenti aggiuntivi per orientare le strategie di sanità pubblica.
Rafforzata la capacità di sorveglianza genomica
A tracciare il bilancio dell’iniziativa è Paola Stefanelli, coordinatrice del progetto: “L’impatto del progetto sul network di 70 laboratori in tutte le 21 Regioni e Province autonome italiane è stato molto importante. È aumentata la capacità di sorveglianza genomica e di analisi dei dati, anche attraverso l’integrazione dei settori della genomica, dell’epidemiologia e dell’ambiente. La gran parte dei laboratori del network inoltre ha raggiunto gli standard di qualità necessari”. Il progetto SeCOV+ lascia così in eredità una rete nazionale più solida e preparata ad affrontare non solo l’evoluzione del SARS-CoV-2, ma anche la sorveglianza degli altri virus respiratori che continuano a rappresentare una sfida per la salute pubblica. L’integrazione tra sequenziamento genomico, epidemiologia e analisi dei dati rappresenta infatti uno degli elementi chiave per individuare tempestivamente nuove varianti, monitorarne la diffusione e supportare decisioni sempre più rapide ed efficaci da parte delle autorità sanitarie.
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