Presentata a Roma, in occasione della Giornata Nazionale per la Salute e il Benessere delle Città, una lettera aperta rivolta a Governo, Regioni e Comuni
Oltre il 70% della popolazione vive oggi nelle aree urbane e sarà proprio nelle città che si giocherà una parte importante della sfida per la salute pubblica dei prossimi decenni. Da questa consapevolezza nasce l’appello lanciato oggi, in occasione della Giornata Nazionale per la Salute e il Benessere delle Città, con una lettera aperta indirizzata a Governo, Parlamento, Regioni e Comuni affinché la salute urbana diventi una priorità trasversale delle politiche pubbliche. L’iniziativa è stata presentata durante l’evento “Le città che fanno stare bene”, promosso da Health City Institute con il patrocinio di ANCI e Sport e Salute, nella sede nazionale dell’Associazione dei Comuni Italiani a Roma. Il documento, sottoscritto da venti organizzazioni e sostenuto anche dagli Intergruppi parlamentari “Qualità di vita nelle città” e “Aree interne”, invita le istituzioni a costruire politiche integrate capaci di migliorare il benessere delle persone attraverso la progettazione degli spazi urbani.
La salute entra in tutte le politiche
Secondo i promotori, la salute non si tutela soltanto negli ospedali. Ogni scelta che riguarda la città – dalla mobilità alla qualità dell’aria, dalla presenza di aree verdi alla sicurezza degli spazi pubblici – può incidere direttamente sul benessere della popolazione. Per questo la lettera chiede di adottare il principio “Health in All Policies”, integrando la salute in tutte le decisioni pubbliche, promuovendo investimenti in città più sostenibili, incentivando la mobilità attiva e gli stili di vita salutari, contrastando le disuguaglianze sociali e territoriali e rafforzando il ruolo dei Comuni nella prevenzione. L’obiettivo è costruire città più inclusive, resilienti e capaci di favorire la salute lungo tutto l’arco della vita.
Ripensare le città mettendo al centro il benessere
Per il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il tema della salute urbana rappresenta una delle principali sfide amministrative del futuro: “Le città incidono sempre di più sulla qualità della vita e sulla salute delle persone, per questo dobbiamo ripensarle mettendo al centro il benessere dei cittadini – afferma -. Una nuova urbanistica, più spazi verdi e servizi a misura d’uomo sono strumenti essenziali per favorire stili di vita sani e migliorare la salute delle comunità. Il principio della One Health ci ricorda che la salute delle persone è strettamente legata a quella dell’ambiente e degli ecosistemi. Investire nella prevenzione significa garantire non solo una vita più lunga, ma anche una migliore qualità della vita”.
Ogni scelta urbana è una scelta di salute
Il presidente di Health City Institute, Federico Serra, richiama il concetto di Urban Health, disciplina che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante anche nel dibattito scientifico internazionale. “La salute non è solo una questione sanitaria. È il risultato di scelte urbane, ambientali, sociali ed economiche – spiega -. È il prodotto di politiche integrate che riguardano la mobilità, la qualità dell’aria, l’accesso al verde, l’inclusione, la sicurezza e gli stili di vita. Ogni scelta urbana è una scelta di salute”. Secondo Serra, il percorso avviato da Health City Institute negli ultimi dieci anni ha già prodotto risultati concreti, come la promozione della figura dell’Health City Manager e la diffusione del Manifesto sulla salute nelle città bene comune. La lettera aperta rappresenta ora un ulteriore passo verso un impegno condiviso tra istituzioni e territori.
Il ruolo dei Comuni e della prevenzione
Per il vicepresidente ANCI con delega a sport e salute, Roberto Pella, le amministrazioni locali rappresentano il primo presidio di salute dei cittadini. “Abbiamo la responsabilità di creare città più sane e sostenibili, in sintonia con l’intero ecosistema umano, animale e naturale”, osserva. Secondo Pella è necessario rafforzare la cultura della prevenzione e dell’educazione sanitaria, coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni. Anche il presidente dell’Intergruppo parlamentare sulle aree interne, Guido Quintino Liris, sottolinea la necessità di un’alleanza tra istituzioni, comunità scientifica e territori: “Le città che fanno stare bene nascono da una collaborazione tra istituzioni, ricerca, associazioni, imprese e cittadini. È il momento di consolidare una nuova cultura della salute fondata su evidenze scientifiche, innovazione e partecipazione”.
Urbanistica e medicina preventiva
Per il presidente dell’Intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città”, Mario Occhiuto, la rigenerazione urbana rappresenta oggi uno strumento di prevenzione. “Dobbiamo fare in modo che le città diventino promotrici di salute, amministrate attraverso politiche capaci di tutelarla e migliorarla. Occorre sviluppare contesti urbani salutogenici e fare della politica urbana una forma di medicina preventiva”. Un concetto condiviso anche dalla senatrice Daniela Sbrollini, che richiama il ruolo dell’attività fisica come strumento di prevenzione. “Lo sport è un farmaco senza controindicazioni che fa bene a tutte le età”, sottolinea, ricordando il disegno di legge presentato per introdurre l’esercizio fisico tra gli strumenti prescrivibili dal Servizio sanitario nazionale.
Più alberi contro il caldo
Tra gli interventi anche quello del presidente del CNR, Andrea Lenzi, che ha collegato il tema della salute urbana agli effetti del cambiamento climatico. Richiamando una recente ricerca realizzata da CNR e Università dell’Aquila, Lenzi ricorda come il ritmo dell’aumento della temperatura globale abbia subito una forte accelerazione nell’ultimo decennio. “In questo contesto diventa ancora più importante intervenire sugli aspetti che possiamo governare direttamente, come la progettazione delle città”, osserva. Tra le possibili soluzioni indica l’incremento della copertura arborea urbana almeno fino al 30%, la realizzazione di foreste urbane, l’aumento delle superfici permeabili e sistemi più efficienti di gestione delle acque piovane, interventi che possono contribuire a mitigare gli effetti delle ondate di calore e migliorare la salute pubblica. A chiudere l’appello è la presidente della Commissione ANCI Sport, Salute, Politiche Giovanili e Aree Interne e sindaca di Viterbo, Chiara Frontini: “Investire nelle città significa investire nella salute, nella qualità della vita e nel futuro del Paese. Le città possono essere parte del problema, ma soprattutto possono essere la soluzione. Per questo dobbiamo costruire città che fanno stare bene”.
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