La menopausa non è solo la fine dell'età fertile, ma una fase che può aumentare il rischio cardiovascolare e di alcune forme di tumore. Esperti del Consiglio superiore di sanità, AIOM e Società italiana di Cardiologia chiedono più informazione, prevenzione e percorsi di cura dedicati alle donne.
La menopausa è una fase naturale della vita di ogni donna, ma i cambiamenti ormonali che la accompagnano possono avere conseguenze importanti sulla salute se non vengono affrontati con la giusta informazione e un’adeguata prevenzione. Se n’è discusso durante la presentazione del progetto nazionale “Menopausa, riscriviamo le regole”, che si è tenuta alla Camera dei Deputati a Roma e prevede un convegno nazionale, la realizzazione di un portale informativo e la pubblicazione di un libro dedicato al tema. Nel corso dell’incontro, rappresentanti del Consiglio superiore di sanità (Css), dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e della Società italiana di Cardiologia (SIC) hanno evidenziato come questa fase della vita rappresenti un’occasione per rafforzare la prevenzione, migliorare la diagnosi precoce e promuovere una presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo è aiutare le donne a conoscere meglio i cambiamenti del proprio organismo e a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari e oncologiche che aumentano dopo la menopausa.
CSS: “La menopausa non va banalizzata, serve una maggiore cultura della salute”
Per Annamaria Colao, vicepresidente del Consiglio superiore di sanità e ordinaria di Endocrinologia e Malattie del metabolismo all’Università Federico II di Napoli, la menopausa rappresenta il secondo grande cambiamento ormonale nella vita di una donna dopo la pubertà e non deve essere considerata un semplice passaggio fisiologico. La riduzione degli estrogeni e del progesterone può infatti avere effetti importanti sull’organismo, aumentando la vulnerabilità a diverse patologie.
Secondo Colao oggi il problema non è tanto la mancanza di informazioni quanto l’assenza di una vera cultura della salute. Comprendere come funzionano gli ormoni, quali sono i determinanti del benessere e perché la prevenzione è fondamentale permette alle donne di affrontare questa fase con maggiore consapevolezza e di aderire più facilmente alle indicazioni dei medici. Da qui la proposta di rafforzare anche l’educazione sanitaria nelle scuole, affinché la conoscenza del proprio corpo e degli stili di vita diventi parte integrante della formazione delle nuove generazioni.
AIOM: dopo i 50 anni prevenzione e screening diventano ancora più importanti
L’attenzione si sposta poi sul fronte oncologico. Come ha spiegato Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM), dopo i 50 anni aumentano soprattutto i tumori per i quali esistono fattori di rischio modificabili e strumenti efficaci di diagnosi precoce. Tra questi figurano il tumore della mammella, il tumore del colon-retto e il tumore del polmone, quest’ultimo in crescita anche tra le donne per effetto dell’aumento del tabagismo.
Per questo motivo risultano fondamentali attività fisica regolare, abolizione del fumo, riduzione del consumo di alcol e partecipazione ai programmi di screening organizzati dal Servizio sanitario nazionale. Di Maio ha inoltre richiamato l’attenzione sulla menopausa indotta dalle cure oncologiche, una condizione che può comparire dopo chemioterapia, terapie farmacologiche o interventi chirurgici e che richiede una gestione multidisciplinare. Sintomi come vampate di calore, insonnia, alterazioni dell’umore e perdita di massa ossea, pur non mettendo direttamente a rischio la vita, possono compromettere profondamente la qualità della vita e non dovrebbero essere sottovalutati.
SIC: il cuore diventa più vulnerabile dopo la menopausa
Dal punto di vista cardiovascolare, il messaggio è altrettanto chiaro. Gianfranco Sinagra, presidente della Società italiana di Cardiologia (SIC), ha ricordato che la diminuzione degli estrogeni modifica profondamente il metabolismo femminile. Dopo la menopausa peggiora il profilo lipidico, aumenta il grasso viscerale e si alterano i meccanismi che proteggono i vasi sanguigni, determinando un incremento del rischio di ipertensione, infarto, ictus e fibrillazione atriale.
Le malattie cardiovascolari rappresentano oggi la prima causa di morte nelle donne, essendo responsabili di circa il 37% dei decessi femminili. Eppure molte donne continuano a percepire il tumore come il principale pericolo per la propria salute, sottovalutando i sintomi e il rischio cardiovascolare. Secondo Sinagra, la menopausa dovrebbe quindi diventare un momento privilegiato per effettuare controlli mirati, valutare il rischio individuale e intervenire precocemente sui fattori modificabili.
Cosa cambia per le donne e per il Servizio sanitario
Il messaggio condiviso dagli esperti, concludendo, è che la menopausa rappresenta molto più della fine dell’età fertile. Può diventare un’occasione per rafforzare la prevenzione, favorire diagnosi più precoci e migliorare la presa in carico delle donne lungo tutto il percorso assistenziale. Investire in informazione sanitaria, promuovere l’adesione agli screening, incentivare stili di vita salutari e garantire una gestione multidisciplinare delle pazienti significa ridurre il peso delle malattie cardiovascolari e oncologiche e migliorare la qualità della vita. Per il Servizio sanitario nazionale questo approccio può tradursi in percorsi più appropriati, diagnosi tempestive e cure sempre più personalizzate, mettendo davvero al centro la salute delle donne.
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