Sanità 30 Giugno 2026 15:22

Plasma, al via il progetto PETRA per promuovere appropriatezza e sicurezza trasfusionale

Finanziato dal Centro Nazionale Sangue, il programma coinvolge un network nazionale di aziende ospedaliere e UniCamillus come partner accademico. Obiettivo: analizzare l’uso clinico del plasma negli ospedali italiani, ridurre le prescrizioni inappropriate e sviluppare percorsi formativi per i professionisti sanitari

di Redazione
Plasma, al via il progetto PETRA per promuovere appropriatezza e sicurezza trasfusionale

Promuovere un uso più appropriato, sicuro e sostenibile del plasma per uso clinico negli ospedali italiani. È l’obiettivo del progetto PETRA – Programma strategico Educazionale per la Trasfusione Appropriata di plasma, finanziato dal Centro Nazionale Sangue nell’ambito del bando 2024-2025 e avviato operativamente nel 2026.

Il progetto è coordinato dall’ASST Valle Olona di Varese, capofila di una rete nazionale che coinvolge importanti realtà ospedaliere: ASST Fatebenefratelli Sacco, Azienda USL di Bologna, Policlinico di Bari e Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo. Nel partenariato rientra anche UniCamillus, unico partner accademico, con un ruolo specifico nella definizione e nello sviluppo dei percorsi didattici ed educativi rivolti ai professionisti sanitari.

Una risorsa strategica da usare in modo appropriato

PETRA nasce dall’esigenza di analizzare in modo sistematico l’utilizzo del plasma per uso clinico, con l’obiettivo di ridurre le somministrazioni non pienamente aderenti alle raccomandazioni previste dalle Linee Guida. In alcuni contesti clinici, infatti, il plasma può essere impiegato anche quando sarebbero disponibili alternative terapeutiche più mirate e sicure.

Il tema è particolarmente rilevante perché il plasma rappresenta una risorsa limitata e preziosa, fondamentale non solo per l’impiego trasfusionale diretto, ma anche per la produzione di farmaci plasmaderivati.

“In Italia la disponibilità di plasma e soprattutto plasma derivati è limitata e il sistema sanitario dipende in parte da approvvigionamenti esteri. È quindi fondamentale garantire un uso rigoroso e appropriato di questo emocomponente strategico, che, pur essendo sicuro, non è privo di potenziali rischi per il paziente”, spiega Matteo Bolcato, Associato di Medicina Legale, docente UniCamillus e responsabile scientifico del progetto insieme a Ivo Beverina, del servizio trasfusionale della ASST Valle Olona.

Formazione, dati e strumenti operativi

Uno degli assi principali del progetto riguarda la formazione dei medici prescrittori. In questo ambito, UniCamillus guiderà la sezione didattica del programma, contribuendo a tradurre le evidenze scientifiche in strumenti operativi e percorsi educativi.

Il pacchetto formativo previsto includerà linee di indirizzo, materiali informativi, webinar e attività di aggiornamento continuo, con l’obiettivo di supportare i professionisti nella scelta più appropriata in base al quadro clinico del paziente e alle indicazioni disponibili.

“Con il progetto PETRA, l’Ateneo mette la propria competenza didattica al servizio di una sfida nazionale cruciale”, dichiara Gianni Profita, Rettore UniCamillus. “Formare i medici all’uso appropriato del plasma non è solo una scelta clinica, ma un dovere etico per tutelare una risorsa limitata, indispensabile anche per la produzione di farmaci plasmaderivati salvavita. Il nostro obiettivo è garantire la massima sicurezza dei pazienti e rafforzare la sostenibilità dell’intero sistema sanitario”.

Verso indicatori nazionali di appropriatezza

A partire dai dati raccolti nei centri clinici coinvolti, PETRA punta a definire indicatori di appropriatezza d’uso del plasma, sviluppare modalità di monitoraggio e strutturare una raccolta dati condivisa tra i centri partecipanti.

L’iniziativa si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente attenzione alla sicurezza del paziente, alla medicina personalizzata e all’approccio “One Health”, in linea con le recenti norme europee sui prodotti di origine umana, SoHO. In questo scenario, l’appropriatezza trasfusionale rappresenta un tema rilevante non solo dal punto di vista clinico, ma anche organizzativo, etico e medico-legale.

Con il coinvolgimento di una rete multicentrica distribuita sul territorio nazionale, PETRA si propone quindi di costruire un modello condiviso per migliorare la qualità delle prescrizioni, ridurre gli sprechi e rafforzare la sicurezza dei pazienti nell’impiego di una risorsa essenziale per il Servizio sanitario nazionale.