One Health 30 Giugno 2026 10:28

Ebola, in Congo salgono a 377 le vittime. Vietati i raduni di massa in alcune province

Nella Repubblica Democratica del Congo i casi confermati hanno superato quota 1.300. L'Oms continua a considerare elevato il rischio di diffusione regionale. Il Governo introduce nuove restrizioni nelle aree più colpite

di Redazione
Ebola, in Congo salgono a 377 le vittime. Vietati i raduni di massa in alcune province

Continua ad aggravarsi l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero congolese della Comunicazione e dei Media, aggiornati al 28 giugno, le vittime sono salite a 377, mentre i casi confermati hanno raggiunto 1.307. Sono invece 180 le persone dichiarate guarite. L’epidemia continua a destare forte preoccupazione anche sul piano internazionale. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha infatti classificato il focolaio che interessa la Repubblica Democratica del Congo e l’Uganda come un’emergenza sanitaria con rischio di diffusione internazionale, valutando elevata la probabilità di un’ulteriore propagazione del virus nell’area regionale.

Vietati i raduni di massa

Nel tentativo di contenere la diffusione dell’infezione, il Governo congolese ha disposto il divieto di raduni di massa nella capitale Kinshasa e nelle province di Tshopo, Haut-Uele e Bas-Uele. La decisione, comunicata dal ministero dell’Interno ai governatori delle province interessate, rientra nelle misure straordinarie adottate per limitare il rischio di trasmissione del virus nelle aree considerate più vulnerabili. Secondo quanto riferito dalle autorità, il provvedimento si è reso necessario alla luce dell’aumento del rischio sanitario registrato nelle ultime settimane.

Le polemiche politiche

Le nuove restrizioni hanno però acceso il dibattito politico interno. L’opposizione ha contestato la legittimità del divieto, definendolo incostituzionale e sostenendo che la misura sarebbe stata adottata per finalità politiche oltre che sanitarie. Le autorità, dal canto loro, ribadiscono che la priorità resta il contenimento dell’epidemia, che continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sanitarie in corso nell’Africa centrale.

L’allerta dell’OMS

L’OMS continua a monitorare l’evoluzione del focolaio e invita a rafforzare la sorveglianza epidemiologica, l’identificazione precoce dei casi, il tracciamento dei contatti e le misure di controllo delle infezioni per limitare la trasmissione del virus. L’aumento dei casi confermati e dei decessi conferma come l’epidemia resti in una fase critica, rendendo indispensabile mantenere alta l’attenzione sia nei Paesi coinvolti sia negli Stati confinanti, dove il rischio di diffusione continua a essere considerato elevato.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato