Ondate di calore sempre più intense stanno aumentando gli accessi nei PS pediatrici. La SIMEUP stima un incremento fino al 10% dei casi legati al caldo, mentre il B. Gesù di Roma rileva che circa un accesso su quattro nei mesi estivi è correlato alle alte temperature. I bambini tra i soggetti più vulnerabili: come prevenire le emergenze con semplici misure quotidiane
Le temperature elevate che interessano il Paese stanno avendo un impatto diretto sulla salute dei più piccoli, mettendo sotto pressione i servizi di emergenza pediatrica. Secondo la Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP), in questi giorni si registra un incremento compreso tra il 5% e il 10% degli accessi ai Pronto soccorso pediatrici, legato in modo diretto o indiretto agli effetti del caldo. Un dato che si affianca a quello dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove circa un accesso su quattro durante il periodo estivo è riconducibile alle alte temperature, tra forme acute e peggioramento di patologie preesistenti. Disidratazione, colpi di calore, svenimenti e disturbi gastrointestinali risultano tra le condizioni più frequenti, soprattutto nei lattanti e nei bambini più piccoli. Un quadro che riporta al centro il tema della prevenzione e della gestione territoriale delle urgenze evitabili.
SIMEUP: fino al 10% di accessi in più nei Pronto soccorso pediatrici
La SIMEUP sottolinea come il caldo estremo stia determinando un aumento significativo degli accessi in urgenza. I casi più frequenti riguardano disidratazione, lipotimie, febbre, vomito e colpi di calore, condizioni che nei bambini possono peggiorare rapidamente a causa della ridotta capacità di termoregolazione. Il presidente della società scientifica richiama l’attenzione delle famiglie sull’importanza della prevenzione, evidenziando come molte situazioni possano essere gestite a casa se intercettate precocemente.
Bambino Gesù: un accesso estivo su quattro è legato al caldo
Anche l’esperienza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù conferma l’impatto crescente delle ondate di calore sulla salute infantile. Secondo i dati clinici raccolti, circa il 25% degli accessi estivi al Pronto soccorso è correlato al caldo, con un 5% direttamente legato a colpi di calore e disidratazione e un ulteriore 20% rappresentato da patologie come gastroenteriti e febbre che si aggravano con le alte temperature. Il fenomeno è accentuato nelle aree urbane, dove le cosiddette isole di calore aumentano ulteriormente la percezione termica e il rischio per i soggetti fragili.
Bambini più fragili: perché il caldo li colpisce prima
C’è da dire che, nei bambini, la regolazione della temperatura corporea è ancora immatura. Questo li rende meno efficienti nello smaltire il calore e più esposti alla perdita di liquidi. Nei lattanti, in particolare, le riserve idriche si esauriscono rapidamente, rendendo la disidratazione una delle principali emergenze pediatriche estive. Il rischio aumenta in presenza di malattie croniche, che possono peggiorare sensibilmente durante le ondate di calore.
Isole di calore urbane e rischio sanitario nelle città
Il Bambino Gesù evidenzia anche il ruolo delle isole di calore urbane, un fenomeno che interessa soprattutto le grandi città. Asfalto, cemento e scarsa vegetazione determinano un accumulo di calore che viene rilasciato lentamente nelle ore serali, mantenendo elevate le temperature anche di notte. In estate, l’asfalto può raggiungere valori tra i 60 e gli 80 gradi, aumentando lo stress termico nei bambini che restano in città durante i mesi estivi.
I segnali da non ignorare e quando andare in ospedale
Tra i principali campanelli d’allarme ci sono bocca secca, riduzione della diuresi, urine concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi e svenimenti. Nei casi più gravi possono comparire alterazioni dello stato di coscienza, convulsioni o incapacità di bere. In queste situazioni è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto soccorso, mentre nei casi iniziali è fondamentale contattare il pediatra.
Le regole di prevenzione: cosa possono fare le famiglie
Gli specialisti indicano una serie di comportamenti semplici ma fondamentali:
Dalla prevenzione alla tenuta del sistema sanitario
L’aumento degli accessi ai Pronto soccorso pediatrici conferma come il caldo rappresenti oggi non solo un problema sanitario, ma anche organizzativo per il sistema di emergenza. Rafforzare la prevenzione significa ridurre ricoveri evitabili, alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e garantire maggiore appropriatezza nell’accesso alle cure, soprattutto nei mesi estivi.
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