Il 19 maggio si celebra la Giornata mondiale della donazione del latte materno. Le ostetriche: “Serve più consapevolezza sul valore del latte umano donato”
Donare latte materno significa offrire una possibilità concreta di cura ai neonati più vulnerabili, in particolare ai bambini prematuri o ricoverati nelle terapie intensive neonatali. In occasione della Giornata mondiale della donazione del latte materno, che si celebra il 19 maggio, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) richiama l’attenzione sull’importanza delle Banche del latte umano donato e sul valore sanitario e sociale della donazione. Il latte umano donato rappresenta infatti una risorsa preziosa per molti neonati che, per diverse ragioni, non possono essere allattati direttamente dalla madre nei primi giorni o settimane di vita. “Donare il latte materno significa offrire cura, protezione e possibilità di vita ai neonati che non possono essere allattati direttamente dalla propria madre”, spiega Silvia Vaccari, presidente della FNOPO. “È un atto di grande generosità che rappresenta anche una scelta di responsabilità collettiva, perché il latte umano donato contribuisce concretamente a ridurre complicanze e rischi nei bambini più fragili”.
Il ruolo delle Banche del latte umano donato
Secondo la Federazione, le Banche del latte umano donato svolgono un ruolo fondamentale nella tutela della salute neonatale, garantendo sicurezza, controlli e disponibilità del latte destinato ai piccoli pazienti più delicati.Accanto a questo, resta centrale il lavoro quotidiano delle ostetriche e dei professionisti sanitari nel sostenere l’allattamento e accompagnare le donne nel percorso della donazione. “Le ostetriche sono accanto alle madri fin dai primi momenti dopo il parto per informare, sostenere e accompagnare le donne nell’allattamento e, quando possibile, anche nella scelta della donazione”, prosegue Vaccari. “È importante diffondere una cultura della solidarietà e della consapevolezza sul valore biologico, nutrizionale e relazionale del latte materno”. Secondo la FNOPO, un maggiore investimento sulle ostetriche di famiglia e di comunità potrebbe rappresentare anche un supporto concreto per molte donne che desiderano donare il proprio latte ma che, per motivi organizzativi, familiari o logistici, non riescono a recarsi personalmente presso le Banche del latte. Attraverso i servizi di home visiting, infatti, le ostetriche potrebbero svolgere un ruolo di raccordo tra le mamme donatrici e le strutture di raccolta, facilitando il percorso della donazione e contribuendo anche al trasporto del latte umano donato verso le Banche del latte.
Donazione e salute pubblica
Per la FNOPO, promuovere la cultura della donazione del latte umano significa anche investire nella salute pubblica e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure neonatali. Il latte materno, ricordano gli esperti, non rappresenta soltanto un alimento, ma un elemento fondamentale per la crescita, lo sviluppo immunitario e la protezione dei neonati più fragili. “In una società che spesso corre veloce, la donazione del latte materno ci ricorda il valore della condivisione e della cura reciproca”, conclude la presidente della FNOPO. “Ogni goccia donata può fare la differenza nella vita di un bambino e della sua famiglia”. La Federazione auspica inoltre un maggiore investimento da parte della politica e delle istituzioni per favorire l’apertura di nuove Banche del latte umano donato in un numero sempre più ampio di presidi ospedalieri sul territorio nazionale. Secondo la FNOPO, il rafforzamento della rete assistenziale potrebbe passare anche attraverso i servizi di home visiting e il ruolo delle ostetriche di famiglia e di comunità, figure che potrebbero contribuire non solo a sensibilizzare maggiormente le donne alla donazione, ma anche a supportare concretamente la raccolta e il trasporto del latte donato verso le Banche del latte.
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