Il 15 maggio si celebra la Giornata mondiale della Kangaroo Care, pratica riconosciuta dall’OMS come standard assistenziale per i neonati prematuri e fragili. Secondo SIN e Vivere ETS, il contatto pelle a pelle favorisce neurosviluppo, stabilità clinica e allattamento, ma riduce anche ansia e depressione nei genitori
La tranquillità come forma di cura. È questo il messaggio scelto per la Giornata mondiale della Kangaroo Care 2026, che si celebra il 15 maggio in tutto il mondo per richiamare l’attenzione sul valore del contatto pelle a pelle tra genitori e neonato, soprattutto nei casi di prematurità o fragilità alla nascita. “La tranquillità è forza” è lo slogan dell’edizione di quest’anno, promosso dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) insieme a Vivere ETS, il Coordinamento nazionale delle associazioni per la neonatologia. La Kangaroo Care, conosciuta anche come marsupioterapia, consiste nel mantenere il neonato a contatto diretto pelle a pelle con il genitore. Una pratica nata negli anni Settanta in Colombia per sopperire alla carenza di incubatrici e oggi riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità come uno standard assistenziale fondamentale per la salute del neonato prematuro e della sua famiglia.
Non solo prematuri: benefici anche nei neonati a termine
La Kangaroo Care viene raccomandata soprattutto nei neonati pretermine o a basso peso alla nascita, ma gli specialisti sottolineano che i benefici riguardano anche i bambini nati a termine nei primi mesi di vita extrauterina. Il contatto pelle a pelle, infatti, favorisce il processo di attaccamento, sostiene il neurosviluppo e contribuisce alla regolazione emotiva del neonato. Secondo la SIN, la Kangaroo Care crea un ambiente sensoriale fisiologico che coinvolge contemporaneamente tatto, odore, voce, calore e battito cardiaco del genitore. A questo si aggiungono il sostegno all’allattamento esclusivo e il coinvolgimento attivo della famiglia nel percorso di cura.
“Benefici a breve e lungo termine”
“Ribadiamo i benefici a breve e lungo termine della marsupioterapia – afferma Massimo Agosti, presidente della Società Italiana di Neonatologia -. Dedichiamo attenzione, impegno e risorse alla formazione di tutti coloro che operano nelle Neonatologie italiane, affinché la Kangaroo Care venga proposta e attuata nei giusti tempi e modi, con un’apertura delle Terapie intensive neonatali h24, così da renderla realmente possibile ed efficace”. Secondo Agosti, il contatto pelle a pelle aiuta il neonato a raggiungere una maggiore stabilità cardiorespiratoria e digestiva, riduce dolore e stress, migliora l’equilibrio sonno-veglia e favorisce l’allattamento al seno anche in situazioni complesse come il ricovero in Terapia intensiva neonatale. “La Kangaroo Care migliora il neurosviluppo del neonato e favorisce il benessere mentale dei genitori, aiutando ad instaurare una relazione positiva genitori-figlio anche in un quadro di fragilità”, aggiunge.
Meno ansia e depressione per mamma e papà
Tra gli aspetti oggi maggiormente studiati c’è anche l’impatto della Kangaroo Care sulla salute mentale dei genitori. Un recente trial clinico randomizzato condotto in Svezia e Norvegia, denominato IPISTOSS, ha valutato gli effetti del contatto pelle a pelle immediato nelle prime sei ore di vita del neonato. Lo studio ha mostrato una significativa riduzione dei sintomi depressivi nelle madri e un miglioramento dei livelli di ansia e depressione anche nei padri fino al raggiungimento dell’età equivalente al termine della gravidanza. Per gli specialisti si tratta di un dato particolarmente importante, perché la nascita prematura rappresenta spesso un evento traumatico che può compromettere la costruzione del legame affettivo nei primi giorni di vita.
Effetti positivi anche sulla regolazione dello stress
Un’ulteriore analisi dello studio IPISTOSS ha evidenziato benefici anche sul piano fisiologico. A quattro mesi di età corretta, i neonati che avevano ricevuto contatto pelle a pelle immediato mostravano una maggiore emotività positiva e una migliore regolazione del cortisolo, l’ormone dello stress, tra madre e figlio. Secondo gli autori, questi risultati rafforzano l’idea che la Kangaroo Care non sia soltanto una pratica di supporto alla stabilità clinica del neonato, ma un intervento in grado di influenzare il benessere emotivo dell’intero nucleo familiare.
L’obiettivo: Terapie intensive neonatali aperte h24
Negli ultimi anni molte Terapie intensive neonatali italiane hanno ampliato l’accesso dei genitori grazie alla collaborazione tra SIN e Vivere ETS. Tuttavia, le associazioni segnalano che persistono ancora situazioni in cui mamma e papà vengono considerati semplici visitatori.“Purtroppo ancora troppo spesso a casi in cui i genitori devono attenersi agli orari affissi sulla porta della TIN – spiegano Martina Bruscagnin e Monica Ceccatelli, presidente e vicepresidente di Vivere ETS -. La Kangaroo Care è una questione di equità e diritto alla salute. Ogni famiglia deve poter restare vicino al proprio neonato, prendersene cura ed essere essa stessa cura”.
Le nuove indicazioni dell’OMS
L’Organizzazione mondiale della sanità continua a promuovere la diffusione della Kangaroo Care anche attraverso strumenti pratici destinati agli operatori sanitari e alle famiglie. Nell’ottobre 2025 l’OMS ha pubblicato due nuovi documenti di supporto dedicati all’applicazione della Kangaroo Care sia durante il ricovero sia a domicilio. Anche il Gruppo di studio della Care Neonatale della SIN è impegnato nella formazione degli operatori sanitari e nella diffusione delle indicazioni nazionali sulla marsupioterapia. “In questa giornata renderemo disponibile un approfondimento culturale sull’applicazione della Kangaroo Care in situazioni cliniche particolarmente complesse, come l’ipotermia terapeutica o le condizioni a limitata aspettativa di vita”, conclude Irene Papa, segretaria del gruppo di studio SIN dedicato alla Care neonatale.
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