Advocacy e Associazioni 13 Maggio 2026 19:20

FAVO. Verso la XXI Giornata del malato oncologico: diritti, assistenza e voce dei pazienti

L’iniziativa rappresenta il cuore dell’attività della Federazione e riporta al centro del dibattito pubblico assistenza, diritti, qualità della vita e disuguaglianze nell’accesso alle cure

di Redazione
FAVO. Verso la XXI Giornata del malato oncologico: diritti, assistenza e voce dei pazienti

La Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia si prepara alla XXI Giornata nazionale del malato oncologico, appuntamento che anche nel 2026 torna a richiamare l’attenzione sui bisogni delle persone con tumore, degli ex malati, dei sopravvissuti al cancro e dei familiari che vivono da vicino l’esperienza della malattia. L’iniziativa, come ricorda FAVO, rappresenta il cuore dell’attività della Federazione e si celebra ogni anno nella terza domenica di maggio.

L’edizione 2026 si articolerà in una serie di appuntamenti in programma dal 14 al 17 maggio. Ad aprire le celebrazioni sarà, giovedì 14 maggio dalle 9.30 alle 13, la presentazione del 18° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, a Roma. I lavori saranno trasmessi anche in diretta streaming sulla WebTv del Senato. Nei giorni successivi sono previsti incontri di approfondimento, momenti di confronto con le associazioni di volontariato, l’assemblea dei soci FAVO e la proclamazione dei nuovi organi associativi della Federazione.

Il Rapporto annuale dell’Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici rappresenta uno degli strumenti principali dell’advocacy oncologica promossa da FAVO. Il documento punta infatti a rilevare e documentare le disparità di accesso ai trattamenti diagnostici e terapeutici nelle diverse regioni italiane, a evidenziare le principali criticità relative a diagnosi, trattamento e assistenza e a proporre iniziative di natura legislativa o gestionale, nel rispetto dei criteri di appropriatezza e sostenibilità.

Tra i temi al centro dell’edizione 2026 figurano il ruolo delle associazioni di pazienti e volontariato nelle reti oncologiche regionali e nel Servizio sanitario nazionale, i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), il sostegno al reddito dei lavoratori malati di cancro e dei caregiver oncologici, la qualità della vita, la nutrizione clinica, l’esercizio fisico come supporto terapeutico, la prevenzione e l’accesso alle cure. Spazio anche al confronto sulle disuguaglianze territoriali dell’assistenza e sulle prospettive organizzative dell’oncologia italiana.

Il significato della Giornata va oltre la dimensione celebrativa. Nella pagina dedicata all’iniziativa, FAVO sottolinea infatti che l’appuntamento è rivolto non solo ai malati, ma anche agli ex malati, ai sopravvissuti e a tutte le persone che hanno condiviso ansie, preoccupazioni e speranze legate alla malattia oncologica. Nel corso degli anni la Federazione ha portato al centro del dibattito pubblico questioni come l’accesso alle terapie, la riabilitazione, il rapporto medico-paziente, le cure palliative, la terapia del dolore, i diritti sul lavoro e la corretta informazione ai pazienti.

È in questa prospettiva che la Giornata nazionale del malato oncologico continua a configurarsi come un momento di advocacy pubblica. La direttiva istitutiva del 2006 indicava già l’obiettivo di promuovere iniziative di sensibilizzazione e solidarietà per accendere l’attenzione sui problemi della persona malata di cancro e di quanti sono coinvolti direttamente o indirettamente nella sua esperienza, con la finalità di sviluppare politiche pubbliche e private capaci di ampliare le possibilità di guarigione o di convivenza dignitosa con la malattia.

Per il volontariato oncologico, dunque, l’appuntamento del 2026 conferma una traiettoria consolidata: portare nelle sedi istituzionali e nel dibattito pubblico i bisogni concreti dei pazienti e delle famiglie, trasformando l’esperienza associativa in proposta, monitoraggio e partecipazione alle politiche sanitarie.