Sanità 13 Maggio 2026 14:59

Molecular Tumor Board. Nel Lazio tavolo con clinici, operatori e associazioni dei pazienti

La Regione punta a costruire un modello in rete per l’oncologia di precisione. Rocca: «Un passo strategico per una sanità costruita sui bisogni di ogni persona». Cittadinanzattiva Lazio: «Equità di accesso, tempi certi e monitoraggio civico saranno decisivi»

di Redazione
Molecular Tumor Board. Nel Lazio tavolo con clinici, operatori e associazioni dei pazienti

Portare l’oncologia di precisione dentro un modello regionale strutturato, condiviso e accessibile. È questo l’obiettivo del tavolo di lavoro avviato dalla Regione Lazio per l’implementazione della rete dei Molecular Tumor Board, i gruppi multidisciplinari chiamati a interpretare i dati dei test genomici e dei pannelli multigenici per orientare le scelte terapeutiche nei pazienti oncologici.

L’iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva Lazio in accordo con la Regione, è stata presentata nella Sala Tevere della Giunta regionale, alla presenza del presidente Francesco Rocca. Attorno allo stesso tavolo siedono Regione, clinici, operatori sanitari e associazioni di pazienti, con l’obiettivo di costruire un coordinamento regionale capace di mettere a sistema le esperienze già presenti nei principali centri del territorio.

Cosa sono i Molecular Tumor Board

I Molecular Tumor Board rappresentano uno degli strumenti più avanzati della medicina oncologica personalizzata. Integrano competenze di genetica, biologia molecolare, oncologia clinica, anatomia patologica e altre discipline per valutare il profilo molecolare del tumore e individuare, caso per caso, il percorso terapeutico più appropriato.

La loro funzione è particolarmente rilevante per i pazienti con tumori rari, tumori in fase avanzata o malattie per le quali le terapie standard non offrono più risposte adeguate. In questi casi, una valutazione collegiale può aprire la strada a terapie mirate, farmaci innovativi o alla partecipazione a studi clinici.

Il modello Lazio: rete, governance e accesso equo

In Italia i Molecular Tumor Board sono già attivi in alcune realtà, ma con modelli organizzativi ancora eterogenei. Il Lazio punta ora a dotarsi di un modello regionale in rete, sostenibile e accessibile, valorizzando le esperienze già presenti presso IRCCS IFO-IRE, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e AOU Policlinico Umberto I.

Tra i temi al centro del tavolo figurano la governance regionale, i criteri di accesso per i pazienti, l’integrazione tra centri hub, spoke e territorio, il collegamento con gli studi clinici e con le terapie innovative, la formazione continua dei professionisti e il ruolo delle associazioni nel monitoraggio civico del percorso.

L’obiettivo è evitare che l’accesso alla medicina di precisione dipenda dalla singola struttura in cui il paziente è in carico, riducendo così le disuguaglianze territoriali e organizzative. La costituzione di un Molecular Tumor Board regionale punta infatti a garantire regole chiare, tempi certi e percorsi omogenei.

Rocca: «Innovazione che deve tradursi in opportunità di cura»

«Il Lazio ha scelto di investire con decisione nella medicina di precisione», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, «perché crediamo in una sanità sempre più costruita attorno alle caratteristiche e ai bisogni di ogni persona».

Per Rocca, l’istituzione del Molecular Tumor Board rappresenta «un passo strategico che colloca la nostra Regione tra le realtà più avanzate nell’innovazione biomedica». Il presidente ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca, università e strutture sanitarie per offrire ai pazienti oncologici «percorsi terapeutici sempre più mirati, efficaci e sostenibili».

«Abbiamo la responsabilità di sostenere e accelerare questo progresso – ha aggiunto – affinché ogni innovazione possa tradursi in nuove opportunità di cura e in una speranza concreta per i pazienti e le loro famiglie».

Cittadinanzattiva Lazio: «Non sia un adempimento formale»

Cittadinanzattiva Lazio sostiene la costituzione del Molecular Tumor Board regionale con l’obiettivo di renderlo uno strumento operativo e realmente utile per cittadini e pazienti.

«Partecipiamo attivamente al tavolo tecnico con l’obiettivo di trasformare questo organismo in uno strumento realmente utile per la comunità e non in un semplice adempimento formale», ha dichiarato Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.

Secondo Rosati, l’efficacia dell’MTB dipenderà dalla capacità di garantire «equità di accesso e tempi certi per ogni paziente», facendo in modo che la personalizzazione della terapia si traduca in una presa in carico integrata tra ospedale, territorio e domicilio.

La partecipazione civica stabile e la trasparenza informativa verso pazienti e caregiver vengono indicate come elementi essenziali per aumentare la consapevolezza e ridurre il rischio di aspettative non corrette. «Il modello laziale – ha aggiunto Rosati – ha l’ambizione di diventare un riferimento nazionale se saprà armonizzare le dimensioni scientifica, organizzativa e civica».

Merck: «Una svolta per la personalizzazione delle terapie»

All’incontro è intervenuto anche Ramon Palou de Comasema Sureda, amministratore delegato di Merck Italia, che ha definito il Lazio «un polo di innovazione in oncologia, dove la medicina di precisione incontra governance e dedizione al paziente».

Secondo Merck, il Molecular Tumor Board rappresenta «una svolta per la personalizzazione delle terapie», in grado di offrire ai pazienti migliori prospettive di cura e, nel medio periodo, contribuire anche a un uso più efficiente delle risorse del sistema sanitario.

Una sfida organizzativa oltre che clinica

La medicina oncologica sta vivendo una trasformazione profonda. La disponibilità sempre più ampia di test genomici consente di leggere il tumore non solo in base alla sede anatomica, ma anche attraverso le sue caratteristiche molecolari. Tuttavia, la quantità e la complessità delle informazioni prodotte richiedono competenze integrate e processi decisionali strutturati.

Per questo il Molecular Tumor Board non è soltanto uno strumento clinico, ma anche una sfida organizzativa. La sua efficacia dipenderà dalla capacità di definire criteri condivisi, tempi di valutazione rapidi, collegamenti con le reti oncologiche e modalità trasparenti di comunicazione con pazienti e caregiver.

Con l’avvio del tavolo regionale, il Lazio compie dunque un primo passo verso un modello di oncologia personalizzata più equo, coordinato e vicino ai bisogni dei pazienti.