Advocacy e Associazioni 5 Maggio 2026 09:48

Azalea della ricerca, in 4mila piazze il fiore di Airc per sostenere gli studi sui tumori femminili

Domenica 10 maggio torna l’appuntamento con l’Azalea della Ricerca di AIRC: oltre 600mila piante distribuite in tutta Italia per sostenere i progetti sui tumori che colpiscono le donne. Tra testimonianze, numeri e nuove sfide scientifiche, al centro resta il valore della ricerca

di Redazione
Azalea della ricerca, in 4mila piazze il fiore di Airc per sostenere gli studi sui tumori femminili

C’è un fiore che, ogni anno, accompagna la Festa della mamma con un significato che va oltre il gesto simbolico. È l’Azalea della Ricerca, l’iniziativa promossa dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro che domenica 10 maggio torna in oltre 4mila piazze italiane con i suoi volontari. A fronte di una donazione minima di 18 euro, sarà possibile ricevere una delle 600mila azalee distribuite in tutta Italia, contribuendo a sostenere i progetti dedicati ai tumori femminili. L’azalea sarà disponibile anche online, a conferma di un’iniziativa che negli anni ha saputo rinnovarsi senza perdere il suo valore originario.

Numeri che raccontano l’urgenza

I dati aiutano a comprendere perché la ricerca resti una priorità. Nel 2025 in Italia sono state stimate circa 179.800 nuove diagnosi di tumore nelle donne: una su tre ne viene colpita nel corso della vita. Tra le forme più frequenti, il tumore della mammella rappresenta oltre il 30% dei casi, seguito da colon-retto, polmone, melanoma e tumore dell’utero. Se da un lato le donne sviluppano mediamente meno tumori rispetto agli uomini e hanno percentuali di sopravvivenza più alte, dall’altro restano criticità importanti, soprattutto per le forme più difficili da diagnosticare e trattare. È il caso, ad esempio, del tumore ovarico, spesso individuato in fase avanzata e caratterizzato da una maggiore resistenza alle terapie.

I progressi e le sfide ancora aperte

Negli ultimi anni, i risultati della ricerca hanno cambiato la storia naturale di molte neoplasie. Il tumore al seno, in particolare, ha raggiunto tassi di sopravvivenza a cinque anni vicini al 90%, un traguardo impensabile fino a pochi decenni fa. Eppure, accanto ai progressi, restano aree in cui è necessario continuare a investire. Proprio grazie ai fondi raccolti con l’Azalea, AIRC sostiene progetti innovativi, come quello della ricercatrice Camilla Nero presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs. Il suo lavoro punta a comprendere il ruolo dell’analisi del Dna tumorale nella scelta delle terapie post-operatorie per le pazienti con carcinoma ovarico iniziale. “Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando trattamenti inefficaci e migliorando la qualità della vita”, racconta.

Le storie che danno senso alla ricerca

Dietro i numeri ci sono le persone. Come Eleonora, che a 23 anni scopre di avere una leucemia linfoblastica acuta. Dopo mesi di cure e un trapianto di midollo donato dalla sorella, oggi guarda al futuro con uno sguardo diverso. “Devo ai medici, alla scienza e alla ricerca tutto ciò che sto vivendo”, racconta. Una testimonianza che restituisce il senso concreto dell’impegno scientifico: trasformare diagnosi difficili in storie di vita che continuano.

Una rete che coinvolge istituzioni e società

L’iniziativa si inserisce in un sistema più ampio che coinvolge istituzioni, aziende e mondo dello sport. Tra i sostenitori anche Banco BPM, insieme ad altre realtà impegnate nel finanziamento di borse di studio e progetti di ricerca. A dare voce alla campagna anche le Azzurre della Nazionale di calcio femminile, protagoniste di un video dedicato alle mamme, che unisce sport e sensibilizzazione. Un modo per raggiungere un pubblico sempre più ampio e ribadire un messaggio semplice ma essenziale: sostenere la ricerca significa investire nel futuro. Dal 1984 a oggi, l’Azalea della Ricerca ha permesso di raccogliere oltre 320 milioni di euro, garantendo continuità al lavoro di medici e ricercatori. Un risultato che racconta una partecipazione collettiva, fatta di piccoli gesti individuali che, insieme, contribuiscono a costruire nuove possibilità di cura, prevenzione e diagnosi.

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