Salute 30 Aprile 2026 11:18

Nuova stimolazione cerebrale migliora la comunicazione nei bambini con autismo

Uno studio internazionale mostra che cinque giorni di stimolazione cerebrale non invasiva possono migliorare comunicazione sociale e linguaggio nei bambini con autismo, con effetti positivi mantenuti dopo un mese.

di Arnaldo Iodice
Nuova stimolazione cerebrale migliora la comunicazione nei bambini con autismo

Una nuova tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento del disturbo dello spettro autistico nei bambini. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica The BMJ, ha analizzato gli effetti della stimolazione a burst theta continua accelerata (a-cTBS), un protocollo rapido progettato per modulare specifiche aree cerebrali coinvolte nella comunicazione sociale. I risultati indicano che, dopo soli cinque giorni di trattamento, i bambini trattati mostrano miglioramenti significativi nelle capacità relazionali e linguistiche. La breve durata delle sessioni rende questa tecnica particolarmente adatta all’età pediatrica e potenzialmente più accessibile rispetto agli approcci tradizionali.

Come è stato condotto lo studio clinico

Per verificare efficacia e sicurezza della nuova tecnica, i ricercatori hanno coinvolto 200 bambini con diagnosi di autismo, di età compresa tra 4 e 10 anni, reclutati in tre ospedali universitari cinesi tra luglio 2023 e ottobre 2024. La metà dei partecipanti presentava anche disabilità intellettiva, permettendo così di valutare l’applicabilità del trattamento in una popolazione clinica ampia e rappresentativa. I bambini sono stati assegnati casualmente a due gruppi: uno ha ricevuto la stimolazione cerebrale attiva tramite protocollo a-cTBS, mentre l’altro ha ricevuto un trattamento placebo.

Il protocollo prevedeva cinque giorni consecutivi di intervento, con dieci sessioni quotidiane mirate alla corteccia motoria primaria sinistra, un’area associata non solo al movimento ma anche al linguaggio e ai processi cognitivi sociali. Questa modalità accelerata costituisce uno degli elementi più innovativi dello studio, poiché riduce drasticamente i tempi terapeutici rispetto alle tecniche di neuromodulazione tradizionali. L’obiettivo principale era osservare cambiamenti nella comunicazione sociale immediatamente dopo il trattamento e a distanza di un mese, valutando allo stesso tempo eventuali miglioramenti nelle competenze linguistiche.

Miglioramenti osservati e risultati clinici

Su 200 partecipanti iniziali, 193 bambini hanno completato l’intero ciclo terapeutico. I ricercatori hanno utilizzato la Social Responsiveness Scale (SRS-2) per misurare le difficoltà nella comunicazione sociale. Rispetto al gruppo placebo, i bambini trattati con a-cTBS hanno mostrato miglioramenti significativamente maggiori sia subito dopo l’intervento sia al follow-up di un mese, con una riduzione media dei punteggi di compromissione superiore a sei punti.

Anche le capacità linguistiche hanno evidenziato progressi più marcati nel gruppo trattato. Le dimensioni dell’effetto, pur considerate piccole, risultano clinicamente rilevanti perché ottenute in un periodo estremamente breve. Questo suggerisce che la stimolazione cerebrale accelerata potrebbe agire come catalizzatore dei processi di apprendimento sociale e comunicativo.

Sicurezza, limiti e prospettive future della terapia

Dal punto di vista della sicurezza, gli eventi avversi sono risultati più frequenti tra i bambini sottoposti a stimolazione attiva rispetto al gruppo placebo, ma si sono limitati principalmente a irrequietezza temporanea e lieve fastidio al cuoio capelluto. Tutti gli effetti collaterali sono stati classificati come lievi o moderati e si sono risolti spontaneamente, suggerendo un profilo di tollerabilità favorevole.

Gli autori riconoscono tuttavia alcune limitazioni importanti. Il follow-up di un solo mese non consente di stabilire la durata reale dei benefici nel lungo periodo. Inoltre, oltre l’80% dei partecipanti era di sesso maschile, fattore che potrebbe limitare la generalizzabilità dei risultati. Esiste anche il rischio di bias legato alle aspettative di trattamento delle famiglie coinvolte.

Nonostante queste criticità, gli esperti considerano la a-cTBS un potenziale passo avanti verso interventi più accessibili e scalabili a livello globale. In un editoriale correlato, studiosi di Hong Kong invitano a mantenere un cauto ottimismo: la stimolazione cerebrale non dovrebbe sostituire gli interventi educativi e psicosociali, ma potrebbe diventare parte integrante di un approccio multimodale.

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