One Health 17 Aprile 2026 10:44

Nelle acque costiere i nemici invisibili della salute: batteri, virus e geni resistenti agli antibiotici

Uno studio dell’Università di Bologna, pubblicato su Scientific Reports, ha analizzato il microbioma delle acque costiere tra Rimini e Riccione: presenti batteri patogeni, virus umani e geni di resistenza agli antibiotici

di Isabella Faggiano
Nelle acque costiere i nemici invisibili della salute: batteri, virus e geni resistenti agli antibiotici

Non è solo la qualità dell’acqua a descrivere lo stato di salute di un territorio, ma anche la sua componente invisibile. Nei campioni prelevati lungo la costa adriatica romagnola emerge infatti una “firma” microbiologica complessa, che riflette l’intreccio tra urbanizzazione, turismo e dinamiche ambientali. La ricerca, coordinata dall’Università di Bologna e pubblicata su Scientific Reports, ha utilizzato tecniche avanzate di metagenomica per analizzare DNA ambientale nelle acque e nei sedimenti delle foci del Marecchia, del Marano e del Rio Melo, oltre che in un impianto di trattamento delle acque reflue e in siti di controllo.

Batteri patogeni e firme microbiologiche specifiche

Dall’analisi emergono batteri potenzialmente patogeni come Vibrio, Enterococcus, Escherichia-Shigella e Streptococcus, con una maggiore presenza nelle acque marine in prossimità degli sbocchi fluviali urbani rispetto ai sedimenti. Le foci dei fiumi si confermano punti critici di accumulo microbiologico. Accanto ai batteri sono stati rilevati virus umani appartenenti a diverse famiglie, tra cui Adenoviridae, Herpesviridae, Papillomaviridae e Poxviridae. Una presenza significativa dal punto di vista ambientale, anche se non consente di stabilire la vitalità o l’infettività dei virus rilevati.

Geni di resistenza agli antibiotici: un campanello d’allarme globale

Lo studio ha identificato 99 geni di resistenza agli antibiotici, in larga parte classificati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come critici per la salute umana. Un dato che si inserisce nel contesto globale dell’antibiotico-resistenza e che rimanda a possibili fonti multiple di contaminazione. La combinazione di batteri, virus e geni di resistenza costituisce una vera e propria “firma” dei siti analizzati. Le foci dei fiumi urbani emergono come aree particolarmente sensibili, dove si concentrano diversi fattori di rischio microbiologico legati agli scarichi e al deflusso urbano.

Una costa sotto pressione turistica

La Riviera romagnola rappresenta un contesto ad alta pressione antropica: nei mesi estivi la popolazione può superare le 800 mila unità, con un impatto significativo sulle infrastrutture di depurazione e gestione delle acque reflue. Per il coordinatore dello studio, Marco Candela, i risultati rafforzano la necessità di un approccio integrato. Le tecnologie genomiche consentono oggi un monitoraggio più sensibile della qualità delle acque e potrebbero diventare strumenti centrali nella prevenzione dei rischi ambientali e sanitari. Lo studio apre nuove prospettive per la sorveglianza delle acque di balneazione e per la gestione sostenibile delle aree costiere, soprattutto nei contesti ad alta urbanizzazione e forte pressione turistica.

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