Prevenzione 16 Aprile 2026 16:03

Colonna vertebrale e invecchiamento: l’esercizio fisico riduce il rischio di squilibrio

La ricerca mostra come bassi livelli di attività fisica aumentino alterazioni posturali e rischio di cadute. Tecnologie LiDAR e analisi 3D aprono nuove prospettive preventive.

di Redazione
Colonna vertebrale e invecchiamento: l’esercizio fisico riduce il rischio di squilibrio

L’attività fisica svolge un ruolo centrale nel mantenimento dell’equilibrio della colonna vertebrale durante il processo di invecchiamento. È quanto evidenzia uno studio pubblicato su Frontiers in Medicine, i cui risultati saranno presentati a Exposanità 2026 a Bologna.

La ricerca ha coinvolto donne tra i 65 e i 79 anni e ha analizzato le differenze morfologiche della colonna vertebrale in relazione a tre livelli di attività fisica: basso, moderato ed elevato. I dati mostrano come nel piano frontale non emergano variazioni significative, mentre nel piano sagittale si osservano differenze rilevanti.

Le partecipanti con minore attività fisica presentano infatti un incremento dello squilibrio sagittale e dell’inclinazione della colonna, con differenze statisticamente significative (p = 0,005 e p = 0,006). Tali alterazioni comportano una maggiore proiezione in avanti del tronco e risultano associate a un aumento del rischio di cadute, oltre a una riduzione della qualità della vita nella popolazione anziana.

Lo squilibrio sagittale rappresenta uno dei principali indicatori di disfunzione posturale nell’anziano ed è strettamente correlato a dolore, limitazioni funzionali e perdita di autonomia, confermando l’importanza clinica della valutazione posturale nei programmi di prevenzione.

Il progetto Walking Leaders e le nuove tecnologie di analisi posturale

Lo studio si inserisce nel progetto “Walking Leaders”, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Palermo e il Policlinico “Paolo Giaccone”, con l’obiettivo di promuovere modelli integrati di prevenzione basati sull’attività fisica adattata.

Un elemento distintivo della ricerca è rappresentato dall’utilizzo di un sistema di analisi tridimensionale della postura basato su tecnologia LiDAR ToF. Questa metodologia consente di ricostruire la morfologia della colonna vertebrale in modo non invasivo e senza esposizione a radiazioni, permettendo screening e monitoraggi ripetuti nel tempo.

L’approccio supera i limiti delle indagini radiografiche quando non strettamente necessarie. Studi recenti hanno inoltre dimostrato una buona correlazione tra i parametri rilevati tramite Laser Scanner 3D e quelli ottenuti con metodiche radiografiche tradizionali, rendendo queste tecnologie particolarmente adatte al monitoraggio longitudinale dei pazienti.

Negli ultimi anni tali sistemi hanno conosciuto una rapida evoluzione: da strumenti limitati all’analisi del tronco si è passati a soluzioni in grado di acquisire istantaneamente dati a corpo completo. Le nuove architetture multi-sensore e gli algoritmi avanzati permettono oggi una valutazione più integrata della postura, includendo anche tratto cervicale e arti inferiori.

Prospettive di prevenzione

“I risultati dimostrano in modo chiaro che il livello di attività fisica incide direttamente sull’equilibrio sagittale della colonna vertebrale”, afferma il Prof. Giuseppe Messina, dell’Università degli Studi di Palermo. “Disporre di strumenti non invasivi e ripetibili consente oggi di monitorare queste variazioni nel tempo e di intervenire precocemente, con importanti ricadute sulla prevenzione e sulla qualità della vita”.

Lo studio conferma dunque come l’integrazione tra attività fisica adattata, ricerca clinica e tecnologie avanzate di analisi posturale possa rappresentare un elemento chiave nelle strategie di prevenzione dell’invecchiamento funzionale.

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato