Salute 16 Aprile 2026 12:08

Tumore pancreas, diagnosi tardive: solo 1 su 5 in fase operabile. Servono Pancreas Unit

Il tumore del pancreas mostra un trend in crescita e si avvia a diventare tra le principali cause di morte oncologica. Solo una quota limitata di pazienti arriva alla diagnosi in fase operabile, mentre la sopravvivenza migliora grazie alla ricerca

di Viviana Franzellitti
Tumore pancreas, diagnosi tardive: solo 1 su 5 in fase operabile. Servono Pancreas Unit

Il tumore del pancreas continua a rappresentare una delle neoplasie a più elevata complessità clinica, con un impatto destinato a crescere nei prossimi anni secondo le proiezioni epidemiologiche.

In Italia, la malattia viene ancora intercettata troppo spesso in fase avanzata: solo un paziente su cinque riceve la diagnosi in tempo, quando il tumore è ancora localizzato e quindi potenzialmente operabile. Parallelamente, però, si registra un aumento della sopravvivenza, cresciuta del 10% in tre anni grazie ai progressi della ricerca e a terapie sempre più efficaci. In questo scenario si inserisce la proposta di una rete strutturata di Pancreas Unit, sostenuta dalle società scientifiche del settore, per garantire standard omogenei, ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare la presa in carico multidisciplinare del paziente.

Pancreas Unit, verso una rete nazionale basata su standard condivisi

Il modello delle Pancreas Unit nasce dal lavoro su un documento del Ministero della Salute e punta alla definizione di una rete di centri specializzati in grado di garantire uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è strutturare percorsi basati su team multidisciplinari e criteri di eccellenza, prendendo a riferimento anche buone pratiche già attive in alcune regioni, come la Lombardia. La finalità è duplice: migliorare gli esiti clinici e ridurre i cosiddetti “viaggi della speranza” verso centri non sempre necessari.

SIGE e FISMAD, il tema al centro del congresso di Roma

Il tema è stato al centro di una sessione della Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE) nell’ambito del XXXII Congresso nazionale delle Malattie Digestive promosso da FISMAD, in programma a Roma dal 16 al 18 aprile 2026. Secondo il presidente SIGE, Luca Frulloni, il documento ministeriale rappresenta un primo passo verso un sistema strutturato, che dovrà essere declinato a livello regionale tenendo conto di bacini di utenza e caratteristiche territoriali, con il coinvolgimento diretto delle Regioni.

Diagnosi precoce ancora insufficiente e ruolo del gastroenterologo

La criticità principale del tumore al pancreas, dunque, resta la diagnosi precoce. La maggior parte dei pazienti riceve una diagnosi quando la malattia non è più localizzata, limitando le possibilità di intervento chirurgico. In questo contesto, il gastroenterologo svolge un ruolo centrale nella fase iniziale del percorso diagnostico e nell’inquadramento clinico del paziente, indirizzandolo verso il trattamento più appropriato all’interno del team multidisciplinare.

Sopravvivenza in aumento ma forte ritardo diagnostico

C’è da dire, però, che nonostante la gravità della patologia, si osserva un segnale positivo: il numero di persone vive dopo la diagnosi è aumentato del 10% in tre anni, passando da 21.200 casi nel 2021 a 23.600 nel 2024. Il dato riflette l’impatto della ricerca e il miglioramento delle strategie terapeutiche, ma non modifica ancora in modo sostanziale il problema di fondo legato alla diagnosi tardiva.

Criticità nei percorsi di cura e accesso ai test genetici

Restano, ancora, diverse criticità strutturali. I medici di medicina generale non sempre sono adeguatamente formati nel riconoscere segnali precoci come diabete improvviso o perdita di peso non spiegata, mentre i programmi di screening per soggetti a rischio genetico o familiare non sono ancora uniformi sul territorio. Si aggiunge la carenza di nutrizionisti specializzati nei centri oncologici e una forte disomogeneità nell’accesso ai test genetici, in particolare per mutazioni come BRCA, con conseguenti differenze nell’accesso a terapie mirate.

Ricerca e nuove frontiere tra KRAS e biopsia liquida

Sul fronte della ricerca si guarda con attenzione agli sviluppi degli inibitori di KRAS, mutazione frequente nel tumore del pancreas, e alla sperimentazione di vaccini terapeutici. Grande interesse suscita anche la biopsia liquida, potenzialmente utile per identificare la malattia nelle fasi iniziali attraverso marcatori circolanti, aprendo scenari innovativi per la diagnosi precoce e la gestione clinica futura.

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