Salute 15 Aprile 2026 15:39

Alcol, in Italia oltre 8 milioni di consumatori a rischio: pochi intercettati dal servizio sanitario

Nel 2024 oltre 8 milioni di italiani consumano alcol in modo rischioso e 730mila presentano già danni correlati, ma solo una minima parte è presa in carico dal Servizio sanitario nazionale. A preoccupare sono soprattutto giovani, donne e anziani

di Redazione
Alcol, in Italia oltre 8 milioni di consumatori a rischio: pochi intercettati dal servizio sanitario

Il consumo di alcol in Italia continua a rappresentare una sfida rilevante per la sanità pubblica. Nel 2024 sono circa 36 milioni gli italiani che hanno consumato almeno una bevanda alcolica, con una prevalenza più alta tra gli uomini, ma con numeri ormai consistenti anche tra le donne. A destare maggiore preoccupazione è la quota di consumatori a rischio: oltre 8 milioni e 200mila persone che, per quantità e modalità di consumo, espongono la propria salute a conseguenze significative. Un dato che restituisce la dimensione di un fenomeno radicato e trasversale a tutte le fasce d’età. A delineare il quadro sono i dati dell’Osservatorio nazionale alcol (Ona) dell’Istituto superiore di sanità, che presenta un rapporto epidemiologico annuale Istisan, in occasione del workshop internazionale “Alcohol Prevention Day – XXV edizione”.

Danni già presenti, ma pochi in cura

Ancora più critico è il dato relativo ai consumatori cosiddetti “dannosi”: circa 730mila persone presentano già conseguenze fisiche o mentali legate all’alcol e avrebbero bisogno di un trattamento clinico. Tuttavia, solo l’8,3% di questi viene intercettato e preso in carico dal Servizio sanitario nazionale. Una distanza evidente tra bisogno di cura e accesso ai servizi, che mette in luce la necessità di rafforzare i sistemi di identificazione precoce e intervento, anche attraverso modelli come l’Ipib (Identificazione precoce e intervento breve), su cui si stanno concentrando le attività di formazione rivolte agli operatori sanitari.

Giovani, donne e anziani: i target più fragili

L’analisi dei dati evidenzia alcune categorie particolarmente esposte. Tra i giovani, oltre 1 milione e 270mila tra gli 11 e i 24 anni risultano consumatori a rischio, di cui 580mila minorenni. Il fenomeno del binge drinking – bere con l’obiettivo di ubriacarsi – coinvolge 730mila giovani, inclusi 79mila under 18. Le donne rappresentano un altro gruppo in forte crescita. Sono oltre 2,5 milioni le consumatrici a rischio e quasi 16 milioni quelle che hanno bevuto almeno una volta nell’anno. Negli ultimi dieci anni si osserva un aumento costante sia del consumo fuori pasto sia del binge drinking, con un incremento particolarmente marcato proprio tra la popolazione femminile. Anche gli anziani emergono come una fascia critica, spesso meno raggiunta dalle campagne di prevenzione. Gli over 65 a rischio sono circa 2 milioni e 450mila, con abitudini che si allontanano sempre più dal tradizionale modello mediterraneo, soprattutto per l’aumento del consumo fuori pasto.

Binge drinking e nuovi modelli di consumo

Il binge drinking si conferma uno dei comportamenti più preoccupanti. Nel 2024 coinvolge 4 milioni e 450mila persone e registra una crescita significativa, soprattutto tra le donne, dove l’aumento negli ultimi dieci anni è stato superiore all’80%. Parallelamente, cresce il consumo di alcol lontano dai pasti, segnale di un cambiamento culturale che avvicina anche l’Italia a modelli di consumo tipici dei Paesi del Nord Europa. Tra le donne, oltre 1 milione e 250mila dichiara di bere con l’obiettivo esplicito di ubriacarsi.

Prevenzione e consapevolezza ancora insufficienti

I dati mettono in evidenza un’urgenza: rafforzare le strategie di prevenzione e migliorare la capacità del sistema sanitario di intercettare precocemente i comportamenti a rischio. Particolare attenzione deve essere rivolta alle donne, soprattutto in età fertile, anche alla luce delle evidenze che collegano il consumo di alcol a un aumento del rischio di tumore della mammella, e ai giovani, sempre più esposti a modelli di consumo pericolosi. Il quadro che emerge è quello di un fenomeno complesso, in evoluzione, che richiede interventi mirati, continui e integrati per ridurre l’impatto sanitario e sociale dell’alcol nel nostro Paese.


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